Dalla Stu a Lugano, alla scoperta di una dinasty affaristica reggiana

6/10/2020 – In un suo intervento di questi giorni, la consigliera comunale di Reggio Emilia Cinzia Rubertelli ha denunciato come dopo ben 88 giorni dalla richiesta fare chiarezza sui conti di Stu Reggiane spa – la società di trasformazione urbana nella cui casse il comune di Reggio ha versato 14 milioni dal 2014 a oggi – la commissione competente ha potuto ascoltare l’amministratore delegato Luca Torri. E come si sia assistito a “ a un monologo “a braccio” dell’amministratore delegato. Non un documento da visionare è arrivato ai consiglieri, per lo più nuovi; nessuna anticipazione di dati è stata fornita”. Aggiunge RubertellI: “Questo basta per descrivere una società che, solo nel 2019, ha affidato oltre 9 milioni di euro tra lavori e consulenza? Noi crediamo di no”.

Da qui diverse richieste di accesso agli atti di Rubertelli “in merito agli incarichi dati ai professionisti all’interno dei quadri economici e sull’aggiornamento dei dati sul sito trasparenza“.

Ora ci facciamo molte domande da tempo, e non solo noi, sia sui precedenti appalti ad affidamento diretto, sia sul compenso annuo da centomila euro destinato al presidente di Stu Reggiane spa, Luca Torri.

Così a rigor di logica tentiamo di ricostruire le dinamiche familiari, in stile dinasty, che come al solito si muovono con graziosi siparietti nelle segrete stanze dei poteri forti reggiani.

Sia chiaro: in queste note non parliamo di chissà quali affari illeciti, bensì di società e intrecci alla luce del sole che in definitiva evidenziano una indiscutibile capacità imprenditoriale in un ponte tra Reggio Emilia e Lugano, peraltro da sempre largamente frequentato nelle due direzioni. Però è giusto che se ne parli per ragioni di trasparenza, che noi riteniamo sacrosante.

Dunque, l’amministratore delegato di Stu Reggiane Luca Torri appare in una curiosa Odv ( organizzazione di volontariato che può ricevere fondi anche da enti pubblici, trustee e privati), con sede in via Gandhi a Reggio Emilia, che mostra al momento di occuparsi di un orfanotrofio in Ghana, assai famoso e sostenuto giù da diverse associazioni di beneficenza internazionali. Comunque sia, i bambini nella foto di gruppo che appare nella pagina FB dell’Odv indossano tutti una maglietta nuova e fiammante dell’AIDO.

Non sappiamo cosa c’entri l’AIDO con gli orfani africani, ma è curioso che nell’organigramma della Odv Il sorriso di Bright compaia come presidente proprio la cognata di Torri, ossia la fiscalista Loretta Bianchi che nel 2010 assieme all’avvocato Antonio Trifone, in seguito arrestato un paio di volte per truffa, tramite la loro società svizzera avevano messo in piedi in altri tempi l’ affare subito abortito dell’ aeroporto di Reggio, assieme alla Camera di Commercio e al Comune di Reggio; oltre ad un altro avvocato Claudio Parenti ( iscritto al foro di Firenze e Lugano) , che fa parte della cerchia di nominativi delle società anonime svizzere, che a Lugano ruotano attorno al fratello di Luca Torri e consorte di Loretta Bianchi: il fiscalista, internazionalista e trustee Alborino Denis Torri.

I bambini dell’orfanotrofio in Ghana sostenuto dalla OdV Il sorriso di Bright

Appunto sulle società che s’intrecciano attorno alla figura di Alborino Denis Torri va aperta un’ampia parentesi, perché tutto ciò che porta a Lugano è ultimamente diventato di estremo interesse per l’internazionalizzazione delle imprese, e non solo per le mai abbastanza deprecate operazioni di riciclaggio.

Denis Torri appare in una sfilza di società, persino nella PoltroneSofà Swiss SA, assieme ad Enea Petrini (notaio, avvocato e parlamentare della Lega Ticinese), Giorgio Bernardoni (avvocato uscito pulito dal processo Sogevalor, per appropriazione indebita e truffa), Francesco Ghioldi (avvocato anch’egli uscito indenne dall’accusa di riciclaggio nel processo Antonveneta, nonché citato anni fa negli Offshore Leaks Database con società riconducibili alle British Virgin Islands), Dante Francesco Odoni, Cristiano Augusto Ciseri, Sara Volantini, Silvia Angeloni ecc…

Quello che incuriosisce è per esempio che in via Cattori 3 a Lugano abbiano sede non solo decine di società di Denis Torri e Loretta Bianchi, come la Desteco SA e la Refidest SA, ma pure la Netribe SA di Reggio Emilia, nel cui organigramma troviamo ancora Cristiano Augusto Ciseri, un nome che si ripete spesso in tutte le società legate a Denis Torri. In via San Salvatore 4 invece ha sede Poltronesofa Swiss s.a., con Renzo Ricci (notissimo imprenditore reggiano dei mobili, amministratore delegato del colosso Poltronesofà) e ancora Cristiano Ciseri.

Torniamo in via Cattori 3 per rilevare una coincidenza: qui ha sede anche l’Associazione INNOVA POLO TECNOLOGICO, un’altra delle società in cui compaiono Denis Torri, Ciseri e Angeloni. Innova Polo Tecnologico ha una singolare assonanza, ma è solo una coincidenza, con reinnova.it , dominio internet di REI – Reggio Emilia Innovazione, la fondazione che insieme all’immobiliare Sifir di Unindustria Reggio ha in capo il Polo Tecnologico delle ex Reggiane. Fondazione di cui Stu Reggiane dell’ amministratore delegato Luca Torri, è il contributore principale.

Una ricerca sulle attività di Ciseri, Denis Torri, Petrini, Angeloni e Bianchi li vede tutti impegnati in società anonime con sede a Londra, mentre Ciseri, Torri, Angeloni ricompaiono con società a Dublino ( assieme ad altri personaggi riconducibili a centinaia di società legate alle British Virgin Island e a Malta) e poi gli stessi anche a Panama. Ecco, per l’esattezza a Panama sia Ciseri, sia Angeloni, Denis Torri , Ghioldi e Bernardoni hanno società che compaiono allo stesso indirizzo in Quinta del Circuito 50 Calle 54 Este, il quartiere dove aveva sede il famoso studio Mossak Fonseca, passato alla storia per lo scandalo dei Panama Papers ( tramite i quali anche la famosa giornalista maltese Dafne Caruana Galizia, ricostruì le speculazioni mafiose di alcuni governanti maltesi).

Altre società si ripescano in Lussemburgo e a Malta, più o meno riconducibili alle medesime , mentre Giorgio Bernardoni non solo a Panama, ma anche a Curacao, altro fantatico paradiso fiscale. Così come Ciseri compare in altre società anche nei Paesi Bassi.

Evidentemente abbiamo scoperto l’acqua calda! Si vede che così va il mondo… Si gioca in famiglia o con i parenti svizzeri.

(I DUE FICCANASO)

Il palazzo di Lugano- Paradiso di via Cattori 3

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5 risposte a Dalla Stu a Lugano, alla scoperta di una dinasty affaristica reggiana

  1. quindi? Rispondi

    06/10/2020 alle 14:02

    Giusto che ci sia trasparenza su come spendono i soldi pubblici la STU Reggiane SpA e tutte le altre società pubbliche e su come vengono scelti e pagati gli amministratori di queste società.
    Ma tutto il resto sui parenti e affini del presidente della STU e sui loro affari all’estero cosa c’entra?

  2. Stella Borghi Rispondi

    06/10/2020 alle 18:27

    Interessante. Qual’e’ l’utile..o la perdita..per i cittadini reggiani?

  3. Gianluca Vinci Rispondi

    07/10/2020 alle 07:46

    Ottimo articolo d’inchiesta, purtroppo noto che chi ha commentato prima di me, dimostri come ci sia un disinteresse “forzato” su tutto ciò che esce dal “palese” e che possa far capire perché vengono fatte certe scelte, magari, e dico solo magari, a scapito dei cittadini reggiani, con denaro pubblico derivante dalle loro tasche. Questo distacco dalla volontà di conoscenza dei fatti e un qualunquismo dilagante, purtroppo sono presenti anche in troppi cittadini reggiani che non si sono scandalizzati neanche per la maxi inchiesta sui dirigenti del Comune e sugli importi degli appalti oggetto di indagine, si sente troppo dire in giro la frase da bar: “ma tanto di sapeva”, sminuendo anche la portata mediatica di una operazione giudiziaria che in una città sana avrebbe portato al ribaltamento del Comune da parte dei cittadini. Ma Reggio è così, per 20 anni il PD nega che esistano infiltrazioni ‘ndranghetiste, che Reggio ha gli anticorpi, ecc ecc, poi scoppia l’inchiesta Aemilia e tutti gli amministratori dicono di conoscere il problema e lo stanno denunciando e combattendo da anni (quando invece ne negavano l’esistenza). La morale è che non è importante quello che “racconti” ma chi ti ascolta, e dalle nostre parti ci sono da sempre molti “spettatori elettori” che al fine di combattere il pericolo costante e imminente del fascismo si fanno cullare nelle tranquillizzanti dichiarazioni offerte loro dai propri comandanti di brigata.
    Prima o poi cambierà anche Reggio Emilia, certo che se le cose riportate nell’articolo le avesse fatte un amministratore del centrodestra, ci sarebbe quantomeno una indagine a carico di “ignoti”.

    • quindi? Rispondi

      07/10/2020 alle 11:25

      Sig. Vinci, se fino ad ora non vi hanno votato per mettervi alla guida di Reggio Emilia, la colpa non può essere solo degli elettori, forse dovreste anche farvi un esame di coscienza sui vostri candidati e sui vostri programmi…
      Sull’inchiesta relativa ai congiunti di Torri, torno a dire, cosa c’entra?

  4. Alfonso Rossi Rispondi

    07/10/2020 alle 13:01

    Mi complimento vivamente con Ghiggini e il suo giornale per la caratura delle inchieste che conducono e per il coraggio che dimostrano.
    Le evidenze che portano ai lettori disvelano verità che, altrimenti, resterebbero del tutto ignote, e offrono una chiave di lettura davvero fenomenale per interpretare le nefandezze che opprimono Reggio.

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