Emergenza Covid, la Lega preme su Bonaccini: “Inaccettabili ritardi Inps, fai sbloccare la cassa integrazione”
Quanti sono in Emilia i lavoratori alla disperazione?

14/10/2020 – “La Regione dica quanti sono i lavoratori emiliano-romagnoli che alla data del 29 settembre 2020 non hanno ancora percepito pagamenti in relazione alla pratica di integrazione salariale con causale “emergenza sanitaria COVID-19”. Alla Giunta di viale Aldo Moro chiediamo altresì quanti siano i lavoratori la cui pratica si trovi in giacenza presso l’Inps, ovvero ancora non autorizzata”.

E’ quanto chiedono in un’interrogazione, i consiglieri regionali della Lega ER, Maura Catellani (prima firmataria dell’atto) e Gabriele Delmonte, i quali, attraverso una Risoluzione impegnano altresì il governo regionale ad attivarsi presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e l’Inps affinchè vengano non solo autorizzate ma anche liquidate tutte le richieste di integrazione salariale quanto ad indennità di CIG/FIS/Cassa in Deroga cui i lavoratori hanno diritto”. 

Maura Catellani, consigliere Lega Emilia-Romagna

I leghisti ricordano che l’Inps ha comunicato che per il solo mese di Agosto 2020 in Emilia Romagna sono state autorizzate n. 27.121.760 ore a titolo di Cassa Integrazione con causale “emergenza sanitaria COVID-19” e riferite a Cig ordinaria, Fis e Cig in derga. 

“Il ritardo di mesi con il quale un numero importante di lavoratori sta ricevendo le prestazioni di integrazione salariale e il disallineamento temporale tra il momento autorizzativo e quello di erogazione dell’ammortizzatore sociale – accusano i consiglieri della Lega – rende sempre più evidente i limiti di un sistema non in grado di fornire risposte adeguate alla sofferenza di liquidità dei lavoratori sospesi ed alla crisi delle imprese interessate, comunque obbligate a scadenze fiscali e previdenziali”. Il soggetto responsabile delle erogazioni è l’Inps, che secondo i rappresentanti del Carroccio in Assemblea regionale “sta dimostrando una complessiva inadeguatezza alle esigenze per le quali è stato istituito, ha autonomia di governo ed organizzativa ma prevede forme di vigilanza da parte dello Stato, in primis dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Per questa ragione è chiesto alla Regione di “assicurare ogni sforzo perché vengano immediatamente e regolarmente corrisposti ai lavoratori beneficiari le indennità di integrazione salariale cui hanno diritto”, concludono Catellani e Delmonte.

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