Centinaia in piazza a Reggio
“Lavoro e Libertà, non chiudeteci”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

30/10/2020 – Ore 19: in piazza Prampolini va in scena la serata dei “non essenziali”, di quelli che mandano avanti le loro aziende e le loro famiglie lavorando in proprio o fianco a fianco di esercenti, ristoratori, allenatori, professionisti, micro imprenditori. Quelli che però non hanno voce, non sono il marchese del Grillo e neppure il Conte, e anzi sono proprio dall’altra parte.

Quelli che mandano avanti un pezzo d’Italia, anche con le tasse, ma sono considerati marginali e, in fondo, sacrificabili.

O almeno si considerano così quelli che stasera, col buio, in parecchie centinaia, forse anche un migliaio, hanno dato vita a una manifestazione di protesta più che pacifica, sin troppo composta ma anche ben determinata, promossa dal consigliere comunale indipendente Cristian Panarari.

#LavoroeLibertà: manifestazione in piazza Prampolini

Le immagini sono eloquenti . Se poco prima la piazza centrale di Reggio aveva ospitato la protesta di Vox Italia e di un altro gruppo auto organizzato, ora sulle ali dell’hashtag #LavoroeLibertà dilaga un movimento vero e inedito di giovani, lavoratori autonomi, partite Iva, precari, esercenti, piccoli imprenditori, cassintegrati senza cassa, nuovi disoccupati con figli da tir su e anche lavoratori di una certa età che non hanno più un lavoro ma nemmeno la pensione. Qualcosa che nasce davvero dal basso, senza partiti nè organizzazioni sindacali nè associazioni professionali, e strutturato lì per lì, quel poco che basta a far capire che non sarà solo la fiammata di una sera.

Piazza Prampolini: “Noi siamo lasoluzione non il problema”

Una manifestazione tosta di giovani, di esercenti, ristoratori, commercianti e loro dipendenti, di titolari e collaboratori di palestre, di pub e birrerie, di musicisti e gente dello spettacolo. Tutti quelli su cui le chiusure del DPCM Conte alle ore 18 oppure le serrate totali, come per palestre e teatri, si abbattono con la forza di una mazzata imparabile. E non sanno quando potranno riemergere dall’incubo, visto che tutti ormai danno per scontato un inasprimento delle restrizioni e anzi un prossimo lockdown regionale, alla luce della drammatica curva del contagio Covid.

Piazza Prampolini: Reggio emilia rialzati

Un messaggio forte di protesta dalla piazza gremita, con decine di collaboratori e gestori di palestre e di locali, ragazze e ragazzi, seduti per terra e distanziati quanto basta davanti alla statua del Crostolo, e tantissima gente in piedi in piazza e dal lato della cattedrale.

Piazza Prampolini gremita (con distanziamento)

Messaggio di protesta di chi non riceve ancora la cassa integrazione promessa e non sa se troverà un minimo di sostegno da parte dello Stato, di chi ha perso il lavoro oppure stringe i denti in uno sforzo sovrumano, lavoratori e imprenditori uniti nella stessa sorte, per non chiudere definitivamente le attività che assicuravano un pane dignitoso.

Ma questa sera in piazza Prampolini spicca il volo anche un messaggio di coraggio: “Non perdiamoci d’animo – grida un imprenditore che da anni gira l’Italia per sostenere le ragioni dei piccoli vessati e bastonati, e qui non riesce a trattenere le lacrime – stringiamo i denti, facciamoci sentire: il governo dovrà ascoltarci”. E un giovane, che rappresenta le palestre: “Siamo quelli che seguono i vostri figli dopo la scuola, che hanno investito e speso molti soldi per adeguarci alle regole e darvi dei posti sicuri dove fare sport, e oggi vedono andare tutto in fumo. Vogliono farci passare come il problema, invece siamo noi la soluzione“.

La parola decisiva è di una ragazza, musicista rock, premiata col suo gruppo anche a Sanremo. Una voce fresca, confidenziale ma decisa, da felina da palcoscenico. “La musica è il mio lavoro, e non ci rinuncio. E poi con tutto quello che è successo in Emilia, con i terremoti e le alluvioni, noi la paura l’abbiamo persa da un pezzo. Ma cosa stiamo ad aspettare il mutuo, i soldi non li hanno dati prima e figuratevi se ce li danno ora. Ragazzi non dobbiamo piegarci, rialziamo la testa, portiamo avanti il nostro lavoro”. L’applauso scatta scrosciante, quasi liberatorio.

E’ lei, con la sua forza e col suo ottimismo, il simbolo della piazza e di questa protesta che stasera è la più composta e ordinata d’Italia. Di questa gente che lavora, oggi costretta a vivere alla giornata e non dorme più bene da un pezzo, ma non si arrende e vuole andare avanti nonostante tutto. Ragazzi e ragazzi, donne e uomini che chiedono solo di essere ascoltati e un sostegno vero allo Stato in cambio dei duri sacrifici imposti, come in una guerra, in nome dell’interesse generale.

La manifestazione in piazza Prampolini

L’inno di Mameli, sparato da due casse stereo di quelle buone, conclude la manifestazione, però la piazza non ce la fa a svuotarsi. La protesta spontanea è già un movimento nato da un giovane consigliere comunale senza partito. A quanto pare, siamo solo agli inizi. Uno striscione, l’unico nella piazza, tra due bandiere tricolori, è premonitore: “Reggio Emilia rialzati“.

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Una risposta a 1

  1. Acqua Lete Rispondi

    31/10/2020 alle 09:10

    Giustissimo manifestare ma…nessuno dice che questi assembramenti non fanno altro che aumentare il contagio ?

    Gli assembramenti non erano vietati?
    Governo assurdo&incapace anche per questo.

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