Affaire Ferrarini, colpo di scena
Il concordato va a Bologna e riparte da zero
Dichiarata l’incompetenza del tribunale di Reggio

DI PIERLUIGI GHIGGINI

20/10/2020 – Nuovo colpo di scena nell’affaire Ferrarini. Con un decreto del 13 ottobre, reso noto oggi, la terza Sezione civile della Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato l’incompetenza del tribunale di Reggio Emilia sulla procedura di concordato del gruppo Ferrarini, e ne ha ordinato il trasferimento, con tutti gli atti, al tribunale di Bologna in quanto sede distrettuale della Sezione specializzata in materia di imprese.

Con tale decisione la Corte d’appello (presidente Anna De Cristofaro, relatore Guernelli), ha fatto valere l’articolo 27 del decreto legislativo 14/2019 (Codice delle crisi e dell’insolvenza delle imprese) che stabilisce come, nella materia, per i gruppi di grandi dimensioni o in amministrazione straordinaria la competenza sia dei tribunali sede delle Sezioni specializzate distrettuali in materia d’imprese (in questo caso, appunto, Bologna).

Il decreto di tredici pagine costituisce una svolta a 180 gradi in una vicenda di per sè intricata, sotto forma di valutazione, risposta e decisione rispetto al ricorso dei grandi creditori Banca Intesa e Unicredit che – con l’intervento n dei vari attori che fanno capo alla cordata Bonterre – aveva invocato la revoca dei due decreti del 6 maggio scorso con cui il Tribunale di Reggio Emilia aveva da un lato dichiarato improcedibile la prima proposta concordataria avanzata dal gruppo Pini, colosso della bresaola e della macellazione dei suini a livello europeo; e dall’altro aveva autorizzato la presentazione di un nuovo piano industriale, fissandone obblighi e termini.

A proposito del primo reclamo, la Corte d’Appello ha respinto il ricorso Intesa-Unicredit, affermando che con la revoca della prima procedura di concordato e l’attivazione della seconda, non vi era stato “abuso della procedura”, e nemmeno la volontà di impedire l’intervento di una cordata concorrente.

I giudici felsinei hanno invece dichiarato fondato il secondo reclamo, relativo proprio all’incompetenza del Tribunale di Reggio Emilia.

Lisa Ferrarini, a.d. del gruppo Ferrarini, con Matteo Renzi, in tempi migliori

In sostanza, secondo il collegio, non vi è stata volontà di danneggiare la cordata Bonterre-Intesa-Unicredit con scelte dilatorie; nondimeno il tribunale reggiano non aveva la competenza di decidere in merito. I giudici hanno stabilito la compensazione delle rilevanti spese legali.

A questo punto è chiaro che, stante la competenza della Sezione specializzata di Bologna, la procedura dovrà ricominciare da capo, con un nuovo ricorso per il concordato da parte di Ferrarini Spa, un nuovo piano industriale etc. Ciò evidentemente vale anche per Vismara e per la società agricola, che ha in pancia un cospicuo patrimonio immobiliare. Ma è possibile che questo sia soltanto l’inizio di una battaglia legale sul filo delle norme che s’incrociano e sovrappongono . Perchè sullo sfondo c’è anche la denuncia presentata alla commissione Ue contro la cordata Pini, a causa della partecipazione di Amco- società finanziaria del ministero del Tesoro – la cui presenza costituirebbe, secondo i denuncianti, un aiuto di Stato vietato dalla legislazione europea. Per tacere dei guai giudiziari che incombono sui vertici Pini in Ungheria (con richieste di arresto), e che certo non possono essere trascurati nelle valutazioni della magistratura italiana.

Condividi

Una risposta a 1

  1. giosuè Rispondi

    27/10/2020 alle 03:39

    E’ una storia infinita. Intanto i creditori, specie artigiani ed allevatori, aspettano per, se va bene, prendere due soldi tra anni, sempre che siano ancora in vita. Si faccia una gara e si decida, senza strumentalizzare i dipendenti. La legge non sono solo gli artifici e le eccezioni, ma anche il buon senso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *