Addio a Germano Nicolini, protagonista del Chi sa parli
Lo Stato, la chiesa e il Pci lo vollero in galera innocente
per il delitto don Pessina: ma lui cambiò la storia

DI PIERLUIGI GHIGGINI

25/10/2020 – Addio a Germano Nicolini: il comandante partigiano Diavolo, medaglia d’argento al valor militare, è morto alle soglie dei 101 anni nella sua casa di Correggio: li avrebbe compiuti in novembre. Lo ha annunciato su Facebook la sindaca Ilenia Malavasi. I funerali nella giornata di lunedì, in forma privata.

Germano Nicolini, il comandante Diavolo

Non avrebbe voluto passare alla storia (“Ho avuto una vita drammatica, ma non me la sono andata a cercare”, disse in un’intervista) ma lui, vittima di un complotto politico-giudiziario che fece epoca, la Storia riuscì a cambiarla davvero.

Il comandante partigiano, sindaco di Correggio alla Liberazione, fu condannato incolpevole per il delitto del parroco di San Martino Piccolo, don Pessina, ucciso nel maggio 1946 da un commando di partigiani comunisti, e passò dieci anni in carcere. Fu lo Stato a mandarlo in galera innocente, ma fu la Chiesa e in particolare il vescovo di Reggio Beniamino Socche a volerne la condanna a tutti i costi: un abbaglio colossale, che ha macchiato la memoria dell’ultimo vescovo principe di Reggio. E fu anche un complotto all’interno del Pci, per coprire i veri colpevoli, a tenerlo in galera e poi a lasciarlo solo a proclamare la propria innocenza e a invocare la revisione del processo. Tanto che, anche dopo l’ultimo diniego, diede alle stampe un libro con la sua storia e quella del processo. Un vero pamphlet sui delitti di cui è capace la ragion politica, con un titolo che era e resta un atto d’accusa: “Nessuno vuole la verità“. Uscì quando il Pci era già Pds, ma i vertici romani del partito non vollero neppure toccarlo, quel libro.

A cambiare le cose ci pensarono il figlio del Diavolo, Fausto, con il suo amico Gaiti, figlio del vero responsabile dell’omicidio Don Pessina. Ci pensarono Otello Montanari col suo celebre Chi Sa Parli, insieme al penultimo segretario del Pci Vincenzo Bertolini che rilanciò a livello nazionale la campagna per la revisione del processo, e l’ex archivista del Pci Antonio Rangoni che portò al Procuratore Bevilacqua un nastro registrato decisivo. Pagarono in un modo o nell’altro prezzi politici e personali non indifferenti.

Il nuovo processo fu celebrato a Perugia nel 1994. Il mattino dopo il definitivo proscioglimento, il presidente della Repubblica Cossiga telefonò a Nicolini per presentargli le scuse dello Stato italiano per tutto quello che aveva patito.

Se il “Diavolo” riuscì a far prevalere la verità, nondimeno sono in molti – morti e viventi – che non gli hanno mai chiesto scusa, ma ipocritamente ne hanno fatto un’icona della Resistenza reggiana, per la loro autotutela. Certo, lui almeno ottenne giustizia, a differenza di centinaia di caduti innocenti del dopoguerra su cui l’omertà è tuttora oggi più forte della verità, e forse ormai senza speranza. Ma fu perseguitato in un singolare connubio fra Chiesa e antico e moderno stalinismo, forse perché – anzi ne siamo certi – Nicolini era un partigiano comunista particolare: cattolico, capace di salvare in piena guerra dei ragazzi volontari nella Decima Mas che i ribelli della bassa reggiana volevano far fuori. E capace, subito dopo la guerra, di aprire la mensa per i reduci di Correggio anche ai soldati della Rsi che non si fossero macchiati di delitti.

Forse non gli perdonarono proprio quella sua interiore innocenza dalla quale trasse la forza di resistere ai nemici, e soprattutto ai compagni che lo volevano colpevole per coprire i veri assassini. Questa, in fondo, è l’eredità che ci lascia Germano Nicolini: speriamo solo che non venga sepolta insieme a lui.

9 risposte a Addio a Germano Nicolini, protagonista del Chi sa parli
Lo Stato, la chiesa e il Pci lo vollero in galera innocente
per il delitto don Pessina: ma lui cambiò la storia

  1. Beltrami Rispondi

    25/10/2020 alle 14:08

    PLG sei grande anche come giornalista storico…quello vero è uno solo. Ciao ub.

  2. Miles tu Rispondi

    25/10/2020 alle 14:50

    Bravo Pier, come sempre un articolo interessante per capire un po’
    la nostra storia locale recente, spesso appositamente tenuta nascosta e/o mal raccontata.

  3. Salvatore Rispondi

    25/10/2020 alle 16:14

    Complimenti per l’articolo. Conosco la tua passione e la tua conoscenza del tema.

  4. CSI Rispondi

    25/10/2020 alle 18:09

    Citato anche da Giovanni Lindo Ferretti in un famoso ed eccellente brano dei CSI;
    – ‘Linea Gotica’.

    😉

  5. Massimo Negri Rispondi

    25/10/2020 alle 20:08

    Segnalo un refuso:
    Uscì quando il Pci era già Pds (non il Pd era già Pds.

    Bell’articolo, comunque.
    Grazie! Cordiali saluti

  6. michele Rispondi

    25/10/2020 alle 21:12

    ALCIDE DE GASPERI, DOPO LA GRAVE TRAGEDIA DEL FASCISMO, SALVO’ L’ITALIA FACENDO APPENDERE MANIFESTI CON SCRITTO: NELL’URNA DIO TI VEDE STALIN NO.
    QUELLO STESSO DIO DECIDERA’ DI GERMANO NICOLINI COME DI OGNUNO DI NOI.
    L’Onnisciente è amore e misericordia, ma anche giustizia, verità e sapienza.
    Quando, il più tardi possibile, passeremo a miglior vita anche noi vedremo tutto.
    Nel frattempo SAN MICHELE ARCANGELO ci protegge

    • maschioni &meschini Rispondi

      27/10/2020 alle 09:42

      Ha mai provato con la recitazione del Mantra Madre?
      Magari risolve..

  7. Dante Rispondi

    26/10/2020 alle 14:56

    Standing ovation per Ghiggino, unico vero e libero giornalista di Reggio Emilia

  8. Guido Carboni Rispondi

    27/10/2020 alle 14:33

    Bravissimo Ghiggini!! Io ho avuto il privilegio di conoscere Germano e per la sua intelligenza, la sua onestà intellettuale il suo pensiero sempre rivolto ad elevare le classi sociali più deboli, è una lucidità nell’esprimere i concetti che fanno per me considerare Germano una delle persone migliori che ho conosciuto nella mia vita!! È allora dico grazie grazie ancora! !!!! Sono certo che se esiste il paradiso per te ci sarà un posto privilegiato!! Che tu rifiuterai, ma che ti aspetta di diritto ciao riposa in pace!! Guido C.

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