Tangenziale Fogliano: “Troppe criticità, valutare percorsi alternativi”
Interrogazione di Zamboni (Europa Verde) alla Giunta regionale

La consigliera regionale Silvia Zamboni di Europa verde ha presentato un’interrogazione alla giunta Bonaccini con la richiesta “di rivalutare la necessità di realizzare la tangenziale di Fogliano e Due Maestà, nel reggiano: il progetto risale a una pianificazione vecchia di oltre 10 anni e non è più in sintonia con la nuova concezione di mobilità sostenibile; inoltre, sono da poco state adottate le linee guida nazionali per la valutazione di incidenza”.

Il tracciato, si legge nell’atto ispettivo, “taglia in due, attraversandolo per l’intera larghezza lungo la direzione nord-sud, la Zona speciale di conservazione (Zsc) della Rete Natura 2000 Rio Rodano, fontanili di Fogliano e Ariolo e oasi di Marmirolo, al cui interno ricadono anche due Aree di riequilibrio ecologico (Are), il fontanile dell’Ariolo e l’oasi naturalistica di Marmirolo”.

Per questa ragione, si evidenzia nel documento, “il progetto è stato sottoposta alla procedura di valutazione d’impatto ambientale”. Attraverso questa procedura, si sottolinea poi nell’interrogazione, “la Regione Emilia-Romagna ha accertato l’insussistenza di elementi preclusivi alla realizzazione del progetto”.

Per la consigliera è invece necessario valutare soluzioni alternative: “Le associazioni ambientaliste del territorio si sono opposte alla realizzazione di questo progetto in quanto lo ritengono obsoleto e deturpante del territorio, con un inutile spreco di denaro pubblico”.

Per questo, prosegue, “hanno sottoscritto una petizione con la quale vengono messe in evidenza una serie di criticità legate alla realizzazione della tangenziale e con la quale chiedono ‘che sia sospesa la procedura in atto e che siano valutate tutte le soluzioni idonee alla salvaguardia e alla tutela della Zsc‘”.

A seguito della petizione, rimarca poi Zamboni, “si è mosso anche il ministero dell’Ambiente che ha chiesto di essere informato in merito al rispetto della direttiva comunitaria ‘Habitat’ (in particolare sulle pressioni e sulle minacce a cui sarebbero esposti specie e habitat del sito)”. In più, sottolinea, “alla fine del 2019 sono state adottate, rispetto alla direttiva comunitaria, anche linee guida nazionali per la valutazione di incidenza”. Appare quindi molto importante, conclude la capogruppo di Europa verde, “recepire urgentemente a livello regionale le linee guida nazionali e sottoporre il progetto della tangenziale a queste novità disposte dall’Unione europea”.

Silvia Zamboni propone quindi “di procedere a verifiche su un areale più ampio, prendendo in considerazione le esigenze, per esempio, del bacino ceramico e dell’automotive, per dare risposte a lungo termine funzionali al miglioramento e alla fluidificazione dei flussi di traffico verso la città di Reggio Emilia, privilegiando l’accesso diretto alle principali arterie di comunicazione costituite dal sistema della via Emilia bis, degli accessi autostradali e delle stazioni ferroviarie, evitando nel contempo di generare nuovi attrattori di traffico a ridosso del centro cittadino”.

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