Sotto tiro chiunque critichi il sistema Reggio
“Mi hanno colpito a freddo, ma io continuerò a pretendere pulizia, verità e giustizia”

DI MARIA PETRONIO

Maria Petronio


5/9/2020 – Chiedo ospitalità a Reggio Report per ribadire quella libertà di espressione che invece l’editoriale di quotidiano di Reggio Emilia ha voluto storpiare, a suo piacimento e a mio danno, come se con quel mio post apparso sui social, in cui ribadivo la necessità di completare l’inchiesta Aemilia, io fossi da accumunare a chi invece chiede di annullare o sminuire il lavoro già svolto dalla magistratura.

Ridicola la forzatura con cui mi hanno voluto arruolare nelle schiere dei “generali della Meloni”, quando posso assicurare che non appartengo a nessuna schiera ortofrutticola. Non ho alcun tesserino d’appartenenza, e credevo che ciò fosse chiaro da un pezzo, dato che da più di dieci anni non frequento nè circoli nè segreterie di partito,

Mi reputo una cittadina libera. Libera di pensare, di scrivere e di esprimermi. Ed esigo a questo punto anche delle scuse da chi mi ha bollato a freddo con una miopia da annali dell’oculistica.

Scrivo e penso gratis, come milioni di altri cittadini italiani. Esprimo la mia opinione sullo specifico di ciò che ritengo fortemente ingiusto e lesivo, non ho pregiudizi, ne ho fin sopra i capelli del doppiogiochismo dei vari leader di partito.

Lo ripeto a beneficio di chi si ostina a dividere il mondo in bianco e nero: non è che tutti i cittadini che criticano il sistema, che da decenni amministra questa provincia, debbano essere automaticamente accumunati a mostri fascisti, razzisti, nazisti, e mafiosi! Chi lo pensa, spero siano sempre meno, non solo non ammette la libertà di pensiero, ma si comporta in fondo come quelli che si prestano alla politica dell’eliminazione dei dissidenti nei lager, nei gulag, nelle foibe o con un bicchiere di tè.

Il popolo italiano non lo si può dividere in buoni e cattivi, in democratici e fascisti, in ignoranti e premi Nobel. Ci stanno in mezzo milioni di cittadini italiani che, sdegnati dalla politica di ogni colore, reclamano il loro diritto a non essere allineati, esigono giustizia ed hanno il sacrosanto diritto di esprimere la loro opinione. Se scrivo non è dunque per il gusto di seminare veleno, ma perché “esigo” risposte. come tanti, tantissimi cittadini: siamo noi la maggioranza, anche se non sembra.

Io sono quella che ha fatto l’alba per anni in rete, per capire le perverse logiche di potere di questa città. Sono quella degli esposti a una procura che si è dimostrata sempre sorda e muta. Sono quella delle mail a giornalisti e politici di ogni colore. Sono quella delle mail alla Dda di Bologna e ai carabinieri di Reggio Emilia, per avere risposte!

Qualcuno voleva che smettessi d’insistere sul traffico illecito di rifiuti radioattivi dalla Toscana a Poiatica, quando invece poi ho avuto pienamente ragione, dato che per certo arrivavano anche dal Cermec di Massa Carrara, proprio quello che in quegli anni era sotto l’egida dei casalesi.

Sono quella che è stata costretta a pubblicare tutto questo in un libro, perché non c’era altro modo per mettere certi inciuci nero su bianco.

Sono quella che si è opposta con tutte le forze alla riapertura di un nuovo inceneritore a Reggio, dando addosso a Delrio e alla sinistra non per la sua bella faccia, ma per i malati oncologici, soprattutto bambini, che si continuavano a contare.

Ho rinunciato ad ogni tesserino d’appartenenza. Non sono mai stata pagata, e ho la pessima abitudine di documentarmi.

Vogliamo parlare dei misteri di Tempa Rossa? Delle partecipate Agac in Calabria e Sicilia, come Fata Morgana spa, Lico Santo spa e I.A.M. spa? O delle partecipate Unieco in Toscana, che subappaltano i lavori in una discarica di rifiuti a ditte mafiose, come è successo nell’aretino? Parliamo degli appalti di Iren Ambiente? O di quelli di Transcoop? O dell’appalto affidato al principe palermitano, entrato anche nell’indagine Expo, per il parcheggio interrato da undici milioncini di euro?

La discarica di Poiatica nel novembre 2014

Vogliamo parlare di AMA Group, per la società aeroporto di Reggio Emilia, con quel pregiudicato di Antonio Trifone? O delle Fiere di Reggio Emilia? Di STU Reggiane spa, con il giro di nomine e appalti milionari per grazia ricevuta?

Parliamo della Fondazione Manodori? Del balletto degli ex sindaci riciclati, graziati, venduti e comprati? Dell’appalto per i lavori di una scuola a Montecchio, affidato senza alcuna certificazione antimafia? Dei dei 12 milioni di euro inghiottiti dalla Cmr per il convento di Montefalcone, oggi in rovina come e più di prima? Del taglio di boschi perfettamente sani, perché così conviene agli amici degli amici, e tutti gli altri stiano zitti? Dei morti ammazzati dall’amianto blu della Cemental di Correggio, che ancora chiedono giustizia? Delle mamme sballottate in elicottero, perché gli hanno chiuso i reparti di maternità? Dell’urgentissimo business delle piazze da rifare di luserna e cemento, con progetti milionari, pretestuosi e irrispettosi del verde? Dei teatrini antimafia con i soliti politici a proclamare slogan a beneficio del popolo: le schiene dritte, i paladini della legalità e blablabla, mentre continuano imperterriti con il loro poltronificio, il loro parentificio e speculazioni personali?

Parliamo della religione di partito per la quale si è pronti a sacrificare giustizia e la verità, come se questo fosse il prezzo da pagare per salvaguardare i martiri della Resistenza? Parliamo del terrorismo indotto contro chiunque critichi il sistema Reggio?

Seguire la pista dei soldi” è l’unica certezza per decifrare le dinamiche più occulte. E la stampa a servizio del potere è la più insidiosa, perché può ottenere tutti gli spazi, tutti gli amici, tutti i gabellotti e i porta borse dell’acqua calda del mondo, ma se non racconta la verità, resta tuttavia pietosa propaganda.

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3 risposte a Sotto tiro chiunque critichi il sistema Reggio
“Mi hanno colpito a freddo, ma io continuerò a pretendere pulizia, verità e giustizia”

  1. Umberto Rispondi

    06/09/2020 alle 21:52

    Grande!!!!

  2. Nadia Rispondi

    07/09/2020 alle 07:41

    Una gran bella risposta, scritta con l’impeto di chi non si fa intimidire dalle penne colorate di partito che si prestano a difendere l’indifendibile o quanto meno non si pongono domande, lecite per chi vuole conoscere e insegue la verità.
    Il giornalismo mediocre rispecchia i tempi della politica attuale, privo di iniziative svincolate da anelli di catene e catenacci ben stretti intorno al collo di chi non si allinea, per un pezzo di pane o per devozione al potere ?
    La risposta mi incute timore.

    Nadia

  3. gian Rispondi

    07/09/2020 alle 07:42

    non desistere….
    gian

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