Questo giornale di nuovo sotto attacco
“Reggio Report centrale dei depistaggi”
Le infami bugie del signor Bolognesi

DI PIERLUIGI GHIGGINI

18/9/2020 – L’imponente inchiesta sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980 realizzata su Reggio Report da Gian Paolo Pelizzaro e Gabriele Paradisi, giornalisti investigativi di prim’ordine e studiosi del terrorismo la cui competenza è riconosciuta a livello internazionale, ha suscitato un vasto interesse, importanti incoraggiamenti ad andare avanti, ed anche osservazioni, contributi integrativi e critiche, com’è logico che sia. Contributi e critiche che abbiamo accolto e ospitato con lo spirito di apertura che da sempre contraddistingue questo giornale.
Proprio per questo non possiamo passare sotto silenzio le accuse infamanti e le minacce neppure tanto larvate di cui ci ha gratificato l’ex deputato del Pd Paolo Bolognesi – presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 – nel corso di un dibattito condotto dal giornalista Roberto Scardova la sera del 27 agosto scorso alla Festa de l’Unità di Modena.
Con un finto sarcasmo che non trae in inganno nessuno, Bolognesi ha liquidato Reggio Report come una centrale “dei depistaggi che continuano a metterci tra i piedi”, “una centrale che smista baggianate”, “una situazione che non fa altro che fare questo lavoro qua”.

Paolo Bolognesi alla Festa de l’Unità di Modena

Non solo. Le affermazioni confuse ma bugiarde e diffamatorie di Bolognesi, sono diventate inquietanti quando ha messo in relazione la ”centrale di depistaggio” (che saremmo noi, con Pelizzaro e Paradisi) col fatto che “in processi come questi quando i magistrati restano soli vengono ammazzati solitamente. Non vorrei che succedesse la stessa cosa coi magistrati di Bologna”.
Sotto altre latitudini, parole del genere verrebbero valutate alla stregua di un avvertimento mafioso all’indirizzo degli stessi magistrati. Forse non è questa la latitudine, anche se le mafie in Emilia hanno egualmente prosperato, tuttavia non possiamo nascondere il dubbio che l’avvertimento, anzi la minaccia, sia rivolta proprio a noi: a Pelizzaro, Paradisi, a Ghiggini e Reggio Report.
La sostanza di quelle parole ignobili sarebbe che chi scrive, analizza documenti, porta prove e notizie inedite che non piacciono al signor Bolognesi, dovrebbe finire sotto inchiesta e magari al carcere duro come infame depistatore da cancellare dal consesso civile. Se le parole sono pietre, la loro sostanza è questa.

L’intervento della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati dal palco di piazza Maggiore alla commemorazione del 40mo anniversario della Strage del 2 agosto 1980

Ora, dobbiamo qui ribadire alcune cose peraltro già ampiamente note:

1) Per rigoroso metodo di lavoro e scelta dei ricercatori, l’inchiesta di Pelizzaro e Paradisi è basata unicamente, esclusivamente su documenti, verbali e su materiali processuali, senza alcuna concessione a ricostruzioni romanzesche, che forse sono prerogativa di altri.
Ciò vale per il giallo dei rapporti del centro Sismi di Beirut (sui cui peraltro la Presidenza del Consiglio ha confermato il segreto nonostante ogni appello contrario), per la ricostruzione di come venne formata a tavolino la “pista fascista” e contemporaneamente fu occultata quella cosiddetta “medioorientale” su cui peraltro esiste un diluvio di prove affondate e dormienti nei faldoni dell’istruttoria, oppure archiviate come ininfluenti.

Vale per le prove da noi portate alla luce sulla presenza contemporanea di Thomas Kram e Paolo Bellini lo stesso giorno nello stesso albergo di Bologna.
Vale per le prove delle relazioni tra l’allora consigliere istruttore Aldo Gentile e Abu Saleh Anzeh, referente dell’Fplp e contatto tra George Habbash e il terrorista internazionale Carlos (nella cui organizzazione Separat era inserito anche Thomas Kram).
Come vale per la tragedia della povera Maria Fresu, il cui cadavere è misteriosamente scomparso, e per i resti di “Ignota 86”: due questioni capaci da sole di mettere in discussione quarant’anni di indagini, processi e sentenze, ma che Bolognesi ha voluto liquidare con affermazioni sconnesse e imbarazzanti nel loro cinismo.

2) Reggio Report è indipendente e – a differenza di Bolognesi – non trae alimento da alcuna greppia politica. Pelizzaro, Paradisi e Ghiggini, anche questo è ampiamente noto, non rispondono ad alcuna centrale politica e lavorano unicamente, affrontando non trascurabili sacrifici personali, perchè emerga tutta la verità e si faccia luce sulle troppe pagine oscure della strage di Bologna.

3) Il 2 agosto scorso, alla commemorazione ufficiale del quarantennale della strage, la presidente del Senato Elisabetta Casellati – seconda carica della Repubblica – nel corso della sua allocuzione ha ammonito con fermezza “a non tacciare di depistaggio chiunque azzardi interrogativi o verifichi ipotesi”. Il signor Bolognesi era sul palco, accanto alla presidente del Senato, ha sentito bene ma ha gettato con disprezzo quelle parole alle ortiche.

Paolo Bolognesi

Le affermazioni e le minacce, neppure troppo larvate, di Bolognesi hanno superato ogni limite legittimo.

Riteniamo che ciò non avvenga a caso, e neppure che siano sfuggite parole di troppo in una crisi post prandiale. Tanta malafede è la spia che è in atto un disegno di delegittimazione di cui non possiamo escludere l’origine da centrali di potere più o meno occulte, comunque pericoloso perchè mira a colpire ricercatori, storici, giornalisti disarmati che chiedono soltanto verità e autentica giustizia.
Noi, come sempre, non ci faremo intimidire. Ma non intendiamo lasciar passare sotto silenzio tanta enormità, e ci prepariamo a chiederne conto al signor Bolognesi e ai suoi complici nelle sedi giudiziarie competenti.

Pierluigi Ghiggini – Reggio Report

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7 risposte a Questo giornale di nuovo sotto attacco
“Reggio Report centrale dei depistaggi”
Le infami bugie del signor Bolognesi

  1. Giuliana de Faveri Tron Rispondi

    18/09/2020 alle 21:41

    Bravo, concordo con ogni sua parola. Ma valutare una querela al sig. Bolognesi?
    Sono figlia di una vittima del disastro aereo di Ustica,e anche questa vicenda si compone di una Associazione che millanta di rappresentare tutti i
    Parenti, che ha gia deciso insieme al PD-di cui è sodale-quale sia la verità, e taccia come vili depistatori quelli come me che hanno ancora molti dubbi. Vada avanti! Un abbraccio

  2. Giovanni Maria Rispondi

    19/09/2020 alle 07:15

    Voglio esprimere la mia solidarietà a REGGIO REPORT ed al Bravissimo giornalista GHIGGINI,senza dubbio uno dei migliori del settore…..Continuate nelle Vostre inchieste e non fateVi intimidire da nessuno.Vi sosterremo noi con tanta stima ed ammirazione.

  3. Vasco Rispondi

    19/09/2020 alle 07:24

    Tecnica della ‘triangolazione’- diffusa fin dagli albori del delirio sinistro.
    Un impero, anche della ‘spocchia culturale’, fondato sul nulla ma sul nulla resiste.

    Che due maroni.

  4. 'Ghiggia' Rispondi

    19/09/2020 alle 08:03

    Carissimo Pierluigi,

    tanti anni fa.. se avessi continuato la tua carriera giornalistica coi ‘sinistri’, anche quando la sinistra nei suoi valori più democratici era già cotta e finita di fatto, ora saresti milionario…
    forse avresti i soldoni in qualche partecipata o paradiso fiscale para
    culato, parteciperesti a Konvegni con la K e potresti dare addosso anche all’unicorno d’oro tanto saresti sempre coperto di applausi e salamelecchi.

    Ma invece hai le palle, un cuore e un cervello. Sei onesto.
    Specie da proteggere.

    Un abbraccio forte e so bene che continuerai così.

  5. Giancarlo Vetri Rispondi

    19/09/2020 alle 08:38

    Dall’articolo di Reggioreport fatico a leggere minacce nelle affermazioni di Bolognesi, al massimo qualche discutibile affermazione. Paradisi e Pelizzaro documentano, carte in mano, dei fatti. Da quei fatti ad arrivare ad una verità diversa da quella che è uscita dai processi, ce ne corre. Un lavoro importante che può aiutare a capire chi ha partecipato a questo drammatico episodio della storia repubblicana. È necessario continuare a indagare.

    • Si faccia una domanda e si dia una risposta Rispondi

      19/09/2020 alle 12:19

      Chiediamolo direttamente ai Magistrati di Bologna se la pensano come lei..

      Perchè no Pierluigi ?
      😉

  6. Valeria Rispondi

    19/09/2020 alle 11:32

    Abbiamo preso atto che Italia non tutto è come per anni certi poteri forti ci hanno fatto sembrare. Credo sia più che doveroso e lecito inseguire ogni ipotesi investigativa per far chiarezza sulla matrice di ogni attentato. Così come trovo patetico che qualcuno possa arrogarsi il diritto di delegittimare chi non si allinea al pensiero unico, per mero pregiudizio politico. Reggioreport naviga contro corrente e fa benissimo, o non avremmo mai la possibilità di valutare altre opinioni. Chi di noi vorrebbe leggere solo e sempre le opere di un unico autore? E sulla base di quali presupposti possiamo dire che un autore scrive molto meglio di un altro, se non ci viene offerta un’alternativa? La verità probabilmente continuerà a sfuggirci, ma la libertà di esprimerci, quella non deve mancarci mai e guai a chi tenta di delegittimarla!

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