Processo Bibbiano: “Nessuna ingerenza”
La Camera Penale di Reggio si schiera con la presidente del Tribunale
La “legittima suspicione” dietro l’attacco a Cristina Beretti

16/9/2020 – Nessuna “ingerenza” sul processo per i fatti di Bibbiano (Inchiesta Angeli e Demoni), ma solo l’intento di garantire la “miglior funzionalità” degli uffici giudiziari.

Con un documento firmato dal presidente avvocato Angelo Russo, e diffuso ieri sera, il direttivo della camera Penale “Giulio Bigi” di Reggio Emilia ha preso le distanze dalle critiche dell ‘Unione nazionale Camere Penali, e si è schierato con la presidente del Tribunale Cristina Beretti, a proposito del provvedimento di ridistribuzione degli incarichi tra i magistrati negli uffici giudiziari reggiani, in vista anche del “complesso procedimento sui fatti di Bibbiano”, che è ancora nella fase delle richieste di rinvio a giudizio, e processo Grimilde contro la ndrangheta.

L’Unione Camere Penali aveva accusato Beretti di “gettare nello sconforto le difese” e di “mettere in imbarazzo il giudice per le indagini preliminari, il quale ora conosce quali siano le aspettative del capo dell’ufficio giudiziario al quale appartiene”.

Il Tribunale di Reggio Emilia

Ieri sera, dunque, la messa a punto della Camera Penale di Reggio Emilia.

” Siamo convinti, innanzitutto – scrive il direttivo degli avvocati penalisti reggiani . che sia necessario salvaguardare sempre il principio di presunzione di innocenza e che sia doveroso pretendere il rispetto della funzione difensiva in ogni fase processuale”.

Ciò detto “riteniamo che il provvedimento adottato dalla Presidenza del Tribunale, che ha proceduto ad un riordino dei ruoli di udienza dei Giudici della sezione penale, abbia l’unico scopo di garantire la migliore funzionalità organizzativa dell’ufficio, a maggior ragione nell’eventualità in cui dovessero istruirsi processi di rilevanti dimensioni e complessità“.

Cristina Beretti, presidente del Tribunale di Reggio Emilia

Un riordino – sottolinea il comunicato – “che appare quanto mai opportuno sia nell’ottica del buon funzionamento della sezione interessata del Tribunale, sia quale garanzia per la celebrazione di tutti i processi in tempi ragionevoli. Non solo, pertanto, non rinveniamo nella proposta di variazione tabellare alcuna indebita “ingerenza” su procedimenti ancora in corso, ma consideriamo le disposizioni organizzative perfettamente in linea con il dettato normativo e con le prerogative riconosciute dal codice di procedura penale al Presidente del Tribunale“.

Conclusione con sottofondo polemico, rivolta ai colleghi dell’Unione Camere Penali: “Ci teniamo a far presente, infine, che, anche a Reggio Emilia, noi avvocati penalisti, siamo quotidianamente impegnati nelle aule di giustizia per garantire che tutti i procedimenti – non solo quelli che ottengono risonanza mediatica-, a carico di qualsiasi imputato, siano celebrati nel più rigoroso rispetto dei principi costituzionali che governano il processo penale”.

E’ evidente lo scontro in atto nel mondo forense a proposito del processo di Bibbiano, con altrettanto evidenti risonanze politiche e possibili effetti sul futuro del procedimento.

Nelle stesse ore del comunicato dell’Unione camere penali, gli avvocati Oliviero Mazza e Rossella Ognibene difensori di Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione Val d’enza e principale imputata in “Angeli e Demoni” hanno emesso una dura nota nei confronti della presidente Beretti e del suo provvedimento di variazione tabellare datato 7 settembre: “L’ennesima dimostrazione di come la grave situazione locale che si è creata intorno ai cosiddetti fatti di Bibbiano sia incompatibile con il sereno svolgimento del palesi violazioni delle regole basilari del processo penale“.

Federica Anghinolfi

Si tratterebbe “dell’ultimo episodio in ordine di tempo che nella sua anomalia denota un notevole pregiudizio negativo per gli imputati e, in particolare, per la nostra assistita”.

Da qui l’annuncio che “a fronte di tali palesi violazioni delle regole basilari delprocesso penale”, i legali si riservato “di assumere tutte le iniziative previste dalla legge per garantire lacelebrazione di un giusto processo a carico della nostra assistita”.

In sostanza, è l’annuncio di una possibile ricusazione del tribunale di Reggio per “legittima suspicione” al fine di allontanare il processo Angeli e Demoni dalla sua sede naturale per farlo celebrare nella sede di Acona. almeno è questa l’opinione prevalente nel mondo dell’avvocatura.

Tentativo che ha trovato l’appoggio dell’Unione Camere Penali, ma solo per 24 ore: i penalisti reggiani hanno risposto a stretto giro, certificando la correttezza del provvedimento Beretti, e negando l’esistenza di qualsiasi vulnus nel procedimento su Bibbiano.

Resta da capire quali siano le forze potenti, politiche e giudiziarie, che si muovono sullo sfondo di una polemica solo in apparenza procedurale ma che ha l’obiettivo di attutire l’impatto del processo sugli affidi illegali,in primo luogo sotrttraendolo ai suoi giudici naturali.

E comunque sia, il vaso di Pandora è aperto (a Reggio come nel Paese) e ben difficilmente potrà essere richiuso.

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