Parcheggio Aci, causa finita dopo quattro anni
Lodetti Alliata batte in ritirata al Consiglio di Stato

21/9/2020 – La società Reggio Emilia Parcheggi di Filippo Lodetti Alliata, costruttrice del Park Vittoria, ha battuto definitivamente in ritirata nella causa contro l’Aci di Reggio Emilia, il Comune e il comando provinciale dei Vigili del fuoco per il parcheggio dell’ Isolato San Rocco. Il Tar di Parma nel 2016 aveva per la seconda volta respinto le richieste di annullamento dei pareri favorevoli del Vigili del fuoco sulle opere operedi mnutenzione straordinaria e sul piano anticendio del parcheggio Aci, con l’obiettivo evidente di farlo chiudere.

La causa è approdata al Consiglio di Stato, ma nel febbraio scorso la società del Park Vittoria ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Da qui, la sentenza del Consiglio di Stato – Sezione Quarta, presidente Maruotti , che ha dichiarato improcedibile l’appello e ha disposto l’annullamento delle spesedi giudizio, compensando le relative spese. La sentenza è stata pubblicata il 15 giugno.

Il parcheggio interrato di Piazza della Vittoria

PARCHEGGIO ACI, LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

N. 03797/2020REG.PROV.COLL.

N. 07463/2016 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Sull’appello n. 7463 del 2016, proposto dalla s.p.a. Reggio Emilia Parcheggi – Società di Progetto, in persona del legale rappresentantepro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Carlo Comande’, Andrea Ciulla e Marzia Comande‘, con domicilio eletto presso lo studio
dell’avvocato Carlo Comande’ in Roma, via Pompeo Magno, n. 23/A;

contro

L’Automobile Club di Reggio Emilia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Giovanni Bertolani, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Massimo Colarizi in Roma, via Giovanni Antonelli, n. 49;

nei confronti

Il Comune di Reggio Nell’Emilia, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Santo Gnoni, con domicilio eletto
presso lo studio del signor Gian Marco Grez in Roma, corso Vittorio Emanuele II, n. 18;
il Ministero dell’Interno- Dipartimento Vigili del Fuoco-Soccorso Pubblico – Difesa Civile, ed il Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – Comando Provinciale di Reggio Emilia,
in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore,rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici sono domiciliati ex lege in Roma, via dei Portoghesi, n.
12;

per la riforma

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, Sezione staccata di Parma, n. 51/2016, resa tra le parti;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Automobile Club di Reggio Emilia, del Comune di Reggio Emilia e delle Amministrazioni statali appellate;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 11 giugno 2020 il pres. Luigi Maruotti e rilevato che gli avvocati Carlo Comandè, Andrea Ciulla, Marzia Comandè e Giovanni Bertolani hanno chiesto il passaggio
in decisione, con tutti gli effetti di legge;

Visto l’art. 84 del decreto legge n. 18 del 2020, convertito nella
legge n. 27 del 2020;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

  1. Col ricorso di primo grado n. 153 del 2015 (proposto al TAR per
    l’Emilia Romagna, Sezione staccata di Parma), l’ACI di Reggio Emilia
    ha impugnato alcuni atti riguardanti la realizzazione di un immobile
    ad uso autorimessa
    , nel territorio del Comune di Reggio Emilia.
  2. Il TAR, con la sentenza n. 51 del 2016, ha accolto il ricorso ed ha
    condannato le parti soccombenti al pagamento delle spese del giudizio.
  3. Con l’appello indicato in epigrafe, la società interessata alla
    realizzazione delle opere ha impugnato la sentenza del TAR ed ha
    chiesto che, in sua riforma, il ricorso di primo grado sia respinto.
  4. Nel corso del giudizio, con una nota di data 11 febbraio 2020, la
    società appellante ha segnalato le circostanze sopravvenute ed ha
    dichiarato di non avere più interesse alla definizione del giudizio.
  5. La Sezione prende atto di tali circostanze, dichiara improcedibile
    l’appello per sopravvenuta carenza di interesse e dispone l’estinzione
    del giudizio.
  6. Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese del
    secondo grado del giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) dichiara improcedibile l’appello n. 7463 del 2016 e dispone l’estinzione del giudizio.

Compensa tra le parti le spese del secondo grado del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso dal Consiglio di Stato, con sede in Roma, Palazzo Spada,
nella camera di consiglio del giorno 11 giugno 2020, ai sensi
dell’art. 84 del decreto legge n. 18 del 2020, convertito nella legge
n. 27 del 2020, con l’intervento dei magistrati:

Luigi Maruotti, Presidente, Estensore

Luca Lamberti, Consigliere

Alessandro Verrico, Consigliere

Nicola D’Angelo, Consigliere

Silvia Martino, Consigliere

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