Occhio! Iren prepara un colpaccio
Investimenti per 3,7 miliardi (240 mln a Reggio), acquisizioni e fusioni in vista
Il nuovo mantra è multicircle economy

30/9/2020 – Iren punta a crescere a livello nazionale, e non è una novità. La novità invece è che la multiutility governata dai comuni di Torino, Genova, Reggio Emilia (sede legale) e Piacenza e Parma punta a diventare operatore leader nella sostenibilità e ciò attraverso lo sviluppo della “multicircle economy“, confermando il forte radicamento nei territori storici di riferimento sia attraverso un costante miglioramento della qualità dei servizi offerti sia come motore propulsivo dell’economia locale, e uno storage di energia termica (deposito o bombolone ) per “ottimizzare il funzionamento degli impianti di teleriscaldamento”.

Cosa significhi multicircle economy è abbastanaza controverso, specialmente quando si parla di imponenti impianti industriali. certamente non è l’equivalente di “svolta ambientale”, e certamente il neologismo è improvvisamente diventato di moda nel mondo politico e pubblico che maneggia con depuratori, teleriscaldamenti, smaltimento rifiuti, riciclaggio,digestori piùo meno bio, etc.

La sostanza è che il gruppo Iren oggi presenta un piano industriale con investimenti per 3,7 miliardi di euro nel prossimo quinquennio e “una marginalità attesa a 1,16 miliardi di euro, in incremento di 240 milioni rispetto al 2019”. Resta da vedere quanto aumenterà il debito, già parecchio elevato.

In provincia di Reggio Emilia, dove arriverà meno del 10% di questi investimenti – 250 milioni – compresi i 60 milioni per il multidigestore di Gavassa per i rifiuti organici e la produzione di metano da biomasse:dopoil via libera del Tar di Parma, i lavori sono già iniziati. In programma anche un sistema innovativo di raccolta dei rifiuti.

Nel complesso il 40% dei 3,7% verrà assorbito dalla “crescita dimensionale delgruppo” soprattutto nel settore ambientale. In proposito, Bianco ha detto che la strategia di espansione e di acquisizioni continuerà, e anzì subirà un’accelerazione.

“Il Piano Industriale al 2025 testimonia la volontà del Gruppo di proseguire nel percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni, più che raddoppiando gli investimenti rispetto al Piano presentato nel 2015, con importanti ricadute sui territori in cui operiamo in termini di creazione di valore e la consapevolezza di poter contribuire in maniera significativa alla fase di rilancio del Paese. Abbiamo l’ambizione di crescere a livello nazionale e vogliamo affermare la leadership di Iren nella sostenibilità”, ha affermato il presidente  Renato Boero.

Renato Boero

Non trascurabile la dichiarazione dell‘ amministratore Delegato Massimiliano Bianco sdecondo la mutiutility “è pronta ad ampliare i suoi orizzonti verso nuovi territori, non solo attraverso un’espansione commerciale, ma anche esportando le eccellenze raggiunte in ambito rifiuti ed efficienza energetica“. al piano di investimenti, insomma, corrisponderà un’ulteriore nuova fase e di crescita e di acquisizioni. Senza escludere a questo punto che vadano in porto le maxi fusioni di cui si parla da anni.

La strategia di crescita – spiega ancor Bianco – prevede il superamento del concetto tradizionale di circular economy con l’introduzione della multicircle economy, “che enfatizza la natura multi-business di Iren e la visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse a supporto della quale sono previsti oltre 2 miliardi di investimenti dei 3,7 complessivi“. Ma cosa significherà in concreto, è tutto da scoprire.

GLI INVESTIMENTI

Dei 3,7 miliardi di investimenti previsti al 2025, il 40% (1,6 miliardi) è orientato ai settori regolati al fine di potenziare, ammodernare, digitalizzare i servizi a rete, con particolare focus sugli impianti di depurazione in area ligure, e di migliorare la qualità del servizio della raccolta rifiuti urbani.

Un altro 40% è composto da investimenti di sviluppo destinati a favorire la crescita dimensionale del Gruppo e riguardano prevalentemente il settore ambientale tramite lo sviluppo di impianti di selezione e trattamento, l’estensione delle reti di teleriscaldamento, la nuova linea a ciclo combinato della centrale termoelettrica di Turbigo e i progetti di smart solution e digitalizzazione. Il restante 20%, pari a circa 650 milioni di euro, è destinato a investimenti di mantenimento.

Con riferimento all’innovazione il Presidente Boero sottolinea “la grande importanza, con 300 milioni di euro di investimenti previsti, che riveste il costante processo di digitalizzazione portato avanti dal Gruppo che ci ha consentito di affrontare brillantemente le difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria in corso e che permetterà di rendere sempre più efficiente l’intera organizzazione fornendo ai cittadini servizi a elevato valore aggiunto grazie ai quali prevediamo una crescita a 2,4 milioni di clienti”.

In arco piano il Gruppo Iren prevede una crescita media del dividendo pari a circa l’8% annuo, una posizione finanziaria netta/Ebitda pari a 2,5x al 2025 e un utile netto di Gruppo al 2025 di 350 milioni di euro, in crescita di 113 milioni rispetto al 2019.

Rendering del Forsu di Gavassa

INVESTIMENTI PREVISTI IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA AL 2025

Per quanto riguarda la provincia di Reggio Emilia, il Piano Industriale al 2025 prevede circa 250 milioni di euro di investimenti di cui:

  • 85 milioni di euro nel sistema idrico integrato relativi a:
    • Acquedotto (costruzione e rinnovo reti)
    • Depurazione (costruzione e rinnovo impianti)
    • Fognatura (manutenzione straordinaria e costruzione e rinnovo reti)
  • 46 milioni per la costruzione e il rinnovo delle reti gas
  • Circa 95 milioni di euro nel settore ambiente relativi:
    • alla raccolta rifiuti, tra cui l’implementazione di Just Iren, innovativo sistema di raccolta
    • allo smaltimento dei rifiuti, di cui oltre 60 milioni per la realizzazione di un biodigestore a Gavassa che tratterà la frazione organica producendo biometano
  • Un impianto di storage di energia termica con capacità pari a 1.200 m3 e entrata in esercizio 2024 che permette di ottimizzare il funzionamento degli impianti e la gestione flessibile della rete durante la stagione autunno-invernale con maggior domanda a fini di riscaldamento.
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Una risposta a 1

  1. Susanna Rispondi

    30/09/2020 alle 12:38

    Intravedo bollette rifiuti PIÙ ALTE… per QUASI TUTTI

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