Non dimenticare Massimo, ucciso dal guardrail ghigliottina. Raduno sulla 63 a Busana
e sottoscrizione per il dispositivo salva-motociclisti

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DI ALESSANDRO RANIERO DAVOLI

Alessandro R. Davoli

10/9/2020 – Il 26 luglio poco prima di mezzogiorno, per una banale scivolata, Massimo Faggiani è stato ucciso dall’impatto contro il guardrail « ghigliottina », nella curva al chilometro 54/1 della SS63, in località Busana, comune di Ventasso. Il verbale dei carabinieri parla di un impatto a velocità moderata, 60/70 chilometri all’ora.

Massimo Faggiani, morto a 43 anni

Se la barriera d’acciaio fosse stata a norma, ovvero se una fascia avesse coperto i paletti metallici anche in basso, Massimo, 43 anni, sposato con Paola, sarebbe ancora vivo, con solo qualche livido passeggero. Da aprile 2019 è in vigore la legge 41 – 2019, che obbliga i gestori delle strade statali, provinciali e comunali (oltre alle autostrade) ad installare i DSM (dispositivi salva motociclisti) sulle barriere metalliche discontinue (guardrail). Però, ad esclusione di rare eccezioni, o per l’intervento di privati e gruppi di motociclisti in ricordo di un loro amico morto, rimasto mutilato o paralizzato nell’impatto, né Anas, né società autostradali, e nemmeno provincie e comuni si sono preoccupati di mettere in sicurezza i guardrail killer.

Lo striscione in memoria di Massimo sulla Ss 63 a Busana


La scorsa domenica 6 settembre, poco prima di mezzogiorno (l’ora nella quale Massimo moriva), la moglie Paola, il fratello gemello Emanuele, il cugino, gli amici e compagni di cavalcate in moto, il presidente di MotorLab, Mario Volta, l’organizzatore della cerimonia, Pierluigi Silvestri e il consigliere dell’Unione Montana dell’Appennino reggiano, Alessandro Davoli, hanno commemorato Massimo, “Kawaliere per Sempre”.

Il radunop alla curva maledetta

È stato preso l’impegno di mettere in sicurezza quella curva dove nello stesso punto o nello stesso tratto, altri due motociclisti sono rimasti uccisi. Un ragazzo di Castelnovo Monti, di 24 anni, che, come Massimo, ha lasciato una giovane vedova un figlio di appena sei mesi, e un uomo di 50 anni proveniente dalla Toscana.

Nella prossima primavera 2021, dopo aver ottenuto i necessari permessi da Anas, una ditta specializzata installerà la fascia in plastica, omologata, della quale si vede un campione nelle foto.

I motociclisti di MotorLab, http://motorlab.it, hanno aperto una sottoscrizione alla quale tutti sono invitati a partecipare.

La scorsa domenica, nella mezz’ora circa della commemorazione, sono già stati raccolti 2400 euro. Ne mancano poco meno di 5000 per i circa 60 metri della curva maledetta. Aziende e privati possono contribuire, il loro nome o il logo dell’impresa saranno applicati sui vari elementi del nuovo guardrail.

Da poche settimane, grazie alle fasce posizionate nelle curve sul passo della Futa, in comuni del bolognese e nella stessa Bologna, tre giovani motociclisti sono stati salvati, e restituiti integri alle loro famiglie. Il prossimo potrebbe essere un tuo amico, una tua amica, tuo figlio, tuo nipote … o potresti essere tu. Pensaci ed agisci.

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