Ndrangheta e politica
Il Pd “spara” su Eboli
“Sparge fango sulle istituzioni, ma la sua è leucemia democratica

DI LUCA CATTANI *

Luca Cattani

2/9/2020 – Attaccare e criticare anche duramente l’avversario politico fa parte delle regole della democrazia, anzi la rinforza. Esiste un limite al libero duellare dei pensieri organizzati e alla libera concorrenza del mercato elettorale? Difficile stabilirlo, eppure una comunità politica per quanto plurale e articolata esiste e può sperare di essere utile ai cittadini solo se riesce a stabilire regole comuni.

Lo spettacolo di una destra reggiana afona, sterile e incapace nei temi dell’amministrazione è preoccupante e triste.

Ma la nuova svolta di Marco Eboli va oltre, sconfina nel patologico: di fronte alle minacce mafiose al sindaco di Reggio, alle illazioni e alle menzogne su esponenti politici reggiani, la destra decide di attaccare magistratura, municipio e avversari politici anziché difenderli.

In una frase, l’opposizione, che dovrebbe giocare un ruolo importante di guardiano delle istituzioni democratiche e repubblicane, si scaglia contro quelle stesse istituzioni mentre sono sotto attacco mafioso. In due parole: leucemia democratica.
E si badi bene, non lo fa citando fatti e documenti ma solo infangando, insinuando, avanzando sospetti dove non ce ne sono. Che senso avrebbe, altrimenti, la richiesta di ripetere un processo, chiedendo di indagare su non si sa cosa basta che c’entri il PD?

il sindaco di Reggio Luca Vecchi con l’ex sindaco Graziano Delrio

Si tratta di un attacco alla magistratura e alle istituzioni, il cui operato va cancellato con colpi di spugna a piacimento. Si vuole cancellare l’operato di chi ha sfidato e imposto una battuta d’arresto alla penetrazione della ‘ndrangheta al nord, cancellare le indagini, i processi, i protocolli antimafia portati avanti all’unisono da sindaci e prefettura. Gli stessi sindaci su cui ora Eboli vuole spargere fango.
Forse anche perché (e se fossimo politicamente disonesti e antidemocratici come Eboli ci fermeremmo a questa considerazione) gli unici politici locali coinvolti nelle indagini e nel procedimento Aemilia erano esponenti del partito in cui militava all’epoca dei fatti.
Ma la politica deve fare di più e di meglio di Eboli. Per noi gli imputati, anche se non sono dei nostri, sono innocenti fino al terzo grado di giudizio e il giudizio spetta ai magistrati ordinari scelti da un potere autonomo, non dalle convenienze personali di politici da strapazzo in cerca di visibilità. Questo è il confine della democrazia liberale e dello stato di diritto. Capiamo che chi ricorda ancora oggi orgogliosamente di essere stato “giovane missino” possa non capirli e apprezzarli.*s

*segretario cittadino PD Reggio Emilia

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4 risposte a Ndrangheta e politica
Il Pd “spara” su Eboli
“Sparge fango sulle istituzioni, ma la sua è leucemia democratica

  1. Guido Rispondi

    02/09/2020 alle 09:49

    Piuttosto che menarla con questi discorsi pseudo istituzionali, basterebbe spiegare ai cittadini perché nel processo Aemilia non si e’ andati al fondo degli indizi emergenti nel corso delle indagini che riguardavano esponenti del Pd. Mutatis mutandi, e’ lo stesso discorso applicabile alla casa del sindaco. Di fronte a delle legittime richieste di chiarimento, non servono sermoni politichesi. Serve chiarire. E’ così complicato, comprenderlo e farlo?

  2. ugo scaramuzza Rispondi

    02/09/2020 alle 10:01

    Il segretario cittadino del PD corre in soccorso dei suoi capi.
    Come sempre gli eredi del PCI/PDS/ds/dc ecc… quando metti in discussione le loro verità, verità da sempre addomesticate o addirittura nascoste, passano alle offese personali.
    Sono ancor più ridicoli perchè pur sapendo, anzi ne sono profondamente fieri, che la magistratura è dalla loro, parlano di un indagato dell’opposizione pur essendo evidente non da chiacchiere ma da rapporti dei carabiniueri che c’erano fondati motivi per indare anche quelli del PD.
    Anacronistico è anche il ruolo assegnato per bontà loro all’opposizione, che deve vigilare sulle istituzioni, salvo non mettere mai in discussione l’operato del PD. Rifletta il segretario cittadino del PD, la mafia da sempre strige accordi con il potere mai con l’opposozione!!!

  3. Guido Carboni Rispondi

    02/09/2020 alle 12:04

    Forse il segretario del PD non ha capito bene che l’informatica la mandata i Carabinieri e le segnalazioni vengono dai servizi di sicurezza, ragione per cui le persone chiamate in causa, dovrebbero avere il buon senso di dimettersi e chiedere a gran voce che sia fatta chiarezza assoluta!!! E almeno dovevano subito querelare il dott Sansonetti che ha pubblicato le informative dei CC e servizi segreti!!! Mentre invece nessuno parla in attesa che passi la tempesta!!!! Se non hanno segreti inconfessabili si dimettano !!! Querelino con stringendo la Magistratura a chiarire!! Anziché una squallida difesa del segretario locale del partito!!! Un po’ di dignità e buon senso!!!!!!!!

  4. Carlo Menozzi Rispondi

    02/09/2020 alle 18:27

    “Si vuole cancellare l’operato di chi ha sfidato e imposto una battuta d’arresto alla penetrazione della ‘ndrangheta al nord”. No, caro segretario; si vuole cancellare il bianchetto che è stato usato per coprire i nomi dei suoi amici di partito. Imposto una battuta d’arresto? Ma quando? Quando i buoi erano già scappati dalla stalla?

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