Martellate alla moglie che non fa le pulizie
Lei all’ospedale, la belva in manette

28/9/2020 – Un uomo di 52 anni residente nella Bassa Reggiana è stato arrestato dai carabinieri di Brescello con l’accusa di lesioni personali aggravate. Ieri sera, intorno alle 19, avrebbe litigato furiosamente con la moglie di 50 anni, picchiandola e colpendola poi con un martello perche’ si sarebbe rifiutata di fare le faccende domestiche. A chiamare il 112 e’ stata la figlia maggiorenne della coppia, in quel momento fuori casa, avvertita telefonicamente dalla madre che le riferiva di essere stata picchiata dal padre. Sul posto, oltre ai carabinieri, sono arrivati i sanitari del 118.

La donna e’ stata trasportata in ospedale dove e’ stata giudicata guaribile con una prognosi di 20 giorni. Per l’uomo, invece, si sono aperte le porte del carcere di Reggio Emilia dove si trova a disposizione del sostituto procuratore Maria Rita Pantani.

I militari dell’Arma, una volta raggiunta l’abitazione, hanno sequestrato il martello e hanno riscontrato le lesioni provocate dal 52enne alla moglie. “La lite non sarebbe un caso isolato – fanno sapere i carabinieri -: anche in altre circostanze l’uomo avrebbe usato violenze con la donna tanto che, un anno fa, pur non sporgendo denuncia era ricorsa alle cure in ospedale.

BERNINI (FORZA ITALIA): UNA STORIA TERRIBILE, PUNTARE SULLE RETI DI SOSTEGNO “. 

“Il gravissimo episodio di violenza sulle donne, verificatosi a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, è l’ennesimo campanello d’allarme per le Istituzioni, tutte, chiamate a fare di più sul fronte della prevenzione e della tutela delle vittime. Una vicenda terribile che ci dice quanto sia drammaticamente difficile, ancora oggi, debellare la piaga della “donna oggetto”. Così Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

“Dobbiamo prendere atto che, anche a fronte di buone leggi che negli anni sono state varate, non si fa ancora abbastanza. Abbiamo bisogno di puntare al massimo sulla rete di sostegno, sui soggetti territoriali che possono essere preziose sentinelle per individuare situazioni critiche, sulla sensibilizzazione, affinché le donne trovino, sempre più numerose, il coraggio per denunciare. Ma un lavoro importante deve essere svolto soprattutto a partire dalla scuola e da ogni altro ente preposto alla formazione e all’educazione: solo così potremo costruire, nell’immediato futuro, una società basata davvero sul rispetto e sulla parità di genere”.

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