Lupi e cani selvatici, ora è allarme
Sbranate vitella e sette caprette a Cavriago e Cadelbosco
Aggredito consigliere di Castelnovo Monti

7/9/2020 – Nelle ultime due settimane sono state numerose le segnalazioni di avvistamenti di lupi o cani inselvatichiti nei campi, nei pressi degli allevamenti e dell’abitato nell’ immediata periferia di Reggio Emilia. A Cavriago e Cadelbosco attaccati una vitella e sette capre. A Cavriago i predatori sono addirittura entrati in una stalla.

La direttrice di Coldiretti Maria Cerabona lancia l’ennesimo allarme, sottolineando come ora siano in pericolo anche le persone, e chiede alle autorità interventi “risolutivi”.

Inoltre è di pochi giorni fa la razzia compiuta da tre cani inselvatichiti a Castelnovo Monti nel campo del consigliere comunale Alessandro Davoli, che è stato anche aggredito da uno degli animali (per fortuna senza gravi conseguenze).

Sul tema intervengono anche i consiglieri regionali della Lega Gabriele Delonte e Maura Catellani, che chiedono chiedono con un’interrogazione alla Regione maggior stanziamenti per risarcire i produttori.

Ma veniamo all’intervento di Maria Cerabona: “Numerose, purtroppo, sono state anche le prede, vitelli, vacche e capre, di questi animali selvatici – sottolinea la direttrice della Coldiretti reggiana – che aggrediscono anche all’ interno delle strutture, lasciando le vittime agonizzanti” e in condizioni raccapriccianti.

«L’attenzione e le precauzioni da parte degli allevatori ormai non sono più sufficienti – aggiunge -Il problema della presenza di numerosi branchi con cucciolate nei pressi delle aziende agricole e dell’abitato esiste ed è ormai una pericolosa realtà. Le attenzioni che gli allevatori riservano al loro bestiame sono numerose. sia per quanto riguarda il benessere sia per la protezione da attacchi di questi branchi di selvatici. Sono numerose anche le attività agricole che si svolgono nel corso della notte, dalle operazioni di irrigazione dei campi alla mungitura della mandria, tanto che ormai la preoccupazione è forte anche per l’incolumità delle persone”.

Solo negli ultimi giorni le aggressioni, accertate dal servizio veterinario, coinvolgono una vitella e 7 capre e sono avvenute nei territori di comuni assolutamente pianeggianti e densamente abitati, come Cavriago e Cadelbosco Sopra. “Uno degli attacchi è avvenuto all’interno delle strutture e questo costituisce un gravissimo precedente“, sottolinea Cerabona.

Coldiretti Reggio Emilia ribadisce dunque “la necessità di intervenire rapidamente per scongiurare il ripetersi di queste aggressioni anche mettendo a punto un protocollo di intervento insieme alle forze dell’ordine e alle istituzioni coinvolte che permetta di gestire rapidamente le segnalazioni di avvistamenti.

«Le precauzioni degli allevatori per le loro mandrie si sono dimostrate non più sufficienti. È ora di intervenire in modo risolutivo prima che il problema non sia solo degli allevatori poiché gli avvistamenti sono sempre più frequenti anche nei luoghi frequentati da persone, come i parchi. La stesura di un protocollo può risultare di rassicurazione anche per i cittadini che avrebbero chiaro chi e come contattare in caso di pericolo”.

L’INTERROGAZIONE DI DEL MONTE E CATELLANI

Bisogna trovare al più presto una soluzione al problema delle predazioni da parte dei lupi”. Lo chiedono i consiglieri regionali della Lega, Gabriele Delmonte e Maura Catellani, firmatari dell’interrogazione che chiede alla Regione di stanziare più risorse per garantire un risarcimento congruo alle aziende agricole e agli allevatori che hanno subito la perdita di ovini e bovini.

“Questo fenomeno è in costante aumento su tutto il territorio emiliano-romagnolo, e l’attacco all’allevamento di Cavriago è solo l’ultimo in ordine temporale, dopo quelli registrati nelle settimane scorso in Romagna (Alta Valmarecchia, a Sant’Agata Feltria e Casteldelci). Tuttavia le risorse messe in campo dalla Regione per la prevenzione non sono tutt’ora sufficienti”, sottolineano gli esponenti leghisti, che chiedono alla Giunta di tenere conto, per quanto riguarda i risarcimenti, anche “dei danni diretti (mancato reddito del capo ucciso) e indiretti (aborti, diminuzione produzione latte, spese veterinarie per capi feriti)”.

“Il ritorno in massa del lupo stravolge le attività delle aziende, costringendole a non lasciare più animali allo stato brado, mantenendo una vigilanza costante su greggi e mandrie per proteggerle. Il lavoro dei pastori e degli allevatori sta diventando sempre più complesso e oneroso – concludono Catellani e Delmonte – Non è accettabile che gli allevatori e gli agricoltori, esasperati, abbiano come impegno principale quello di doversi difendere dagli animali selvatici” .

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