Strage di Bologna
“Insinuazioni e minacce di Bolognesi non ci intimidiscono, ma la misura è colma”
“Ora un serio approfondimento giudiziario”

DI GIANPAOLO PELIZZARO E GABRIELE PARADISI

19/9/2020 – «Le insinuazioni e le minacce velate, del presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 nei nostri confronti non ci intimidiscono e non ci fanno paura. Le gravissime parole pronunciate da Paolo Bolognesi in un incontro pubblico organizzato a Modena durante la Festa dell’Unità – giovedì 27 agosto 2020 – meritano, tuttavia, un accertamento serio e approfondito da parte degli organi giurisdizionali competenti».

Così i giornalisti investigativi Gian Paolo Pelizzaro e Gabriele Paradisi, autori dell’inchiesta sulla strage di Bologna pubblicata da Reggio Report, che replicano alle affermazioni di Paolo Bolognesi pronunciate nel corso di un intervento alla Festa Nazionale de l’Unità di Modena, la sera del 27 agosto.

Gian Paolo Pelizzaro

«Ci dispiace per Bolognesi, ma noi non facciamo parte di nessuna “centrale” di depistatori – come lui sconsideratamente afferma – che diffonde “baggianate”. Non abbiamo nessuno sponsor politico, non siamo sul libro paga di nessuno e non militiamo in nessun partito, come invece ha fatto lo stesso Bolognesi negli ultimi otto anni. La misura è veramente colma. Tutto ciò che pubblichiamo è sempre e solo basato fedelmente su atti, documenti, riscontri e testimonianze. A differenza di molti altri, non ci piacciono i teoremi e le ricostruzioni di comodo per interesse di parte o politico. Siamo stufi di subire le continue provocazioni e le menzogne del presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 il quale – ancora una volta – si lascia andare, irresponsabilmente e senza alcun freno, a deprecabili illazioni e allusioni totalmente infondate solo perché c’è qualcuno che – dati e riscontri alla mano – cerca di raccontare e condividere seriamente, serenamente e in modo indipendente la verità dei fatti in ordine alla tragedia della strage di Bologna».

«Bolognesi, invece di prendersela con chi da anni lavora con estremo rigore sui documenti e sulle testimonianze senza alcuna furia ideologica e senza alcun pregiudizio politico, dovrebbe fare più attenzione a ciò che dice pubblicamente, perché – come ogni cittadino italiano – si deve assumere la responsabilità delle sue parole intimidatorie e gravemente diffamanti».

Gabriele Paradisi

«Consigliamo a Bolognesi di studiare meglio e di essere un po’ più cauto nelle sue sparate, soprattutto quando fa riferimento alle vittime dell’attentato: nella bara di Maria Fresu non è stato ritrovato nessun “piede” e nessun “pezzo di una gamba”, come lui ha sciattamente affermato. Sono stati ritrovati, invece, due brandelli del medesimo lembo di volto di donna (scalpo 1 e scalpo 2) e un pezzo di mano femminile (con tre dita). L’esame del DNA ha stabilito che i due resti di scalpo non sono della povera mamma della piccola Angela e che il pezzo di mano appartiene addirittura a una terza donna ancora oggi sconosciuta. La faziosità e la cialtroneria non sono ammesse quando si ricopre una carica importante come quella di presidente di un’associazione che dovrebbe rappresentare i familiari delle vittime di un attentato terroristico». (Gian Paolo Pelizzaro e Gabriele Paradisi)

LA TRASCRIZIONE DEI BRANI DELL’INTERVENTO DI BOLOGNESI ALLA FESTA NAZIONALE DE L’UNITA’ DI MODENA

Minuto 59:40«[la digitalizzazione degli atti non più analizzabili solo manualmente] ci ha permesso di scavallare gran parte dei vari depistaggi che ci hanno messo tra i piedi e che non stanno assolutamente smettendo di mettersi tra i piedi. Noi abbiamo… non so Tele Reggio, un nome del genere o Radio Reggio* eccetera che sembra una centrale che smista baggianate, mettiamola così… eh… una che comunque finisce con Reggio… hai capito… boh… un affare del genere… comunque lì è una situazione che non fa altro che fare questo lavoro qua».

*Si riferisce a Reggio Report, storpiandone volutamente il nome. Telereggio è invece la tv controllata da Alleanza.30
Paolo Bolognesi durante l’intervista alla Festa nazionale de l’Unità di Modena

Minuto 1:15:20«Se arriviamo mai che il processo possa veramente concludersi con dei fatti estremamente importanti di questo tipo, che ci sia una solidarietà da parte dei cittadini perché non sarà una passeggiata e tenete presente che in processi come questi quando i magistrati rimangono soli vengono ammazzati solitamente. Questo è il punto della situazione. Non vorrei che succedesse la stessa cosa coi magistrati di Bologna».

Minuto 1:17:00 – «Quando parlano della… cioè coloro che parlano della 86ª vittima, loro si basano sul fatto che nel momento in cui è stata fatta l’analisi del DNA sui resti che erano nella tomba di Maria Fresu, sono venuti fuori due DNA e nessuno dei due era della Fresu. C’è una maschera facciale, cioè praticamente solo la maschera della faccia… della pelle… che era stata attribuita a Maria Fresu ed era stata riconosciuta dal padre e dalla sorella. La maschera facciale… cioè la Maria Fresu aveva il particolare che era… molto… era fissata dice la sorella per le sopracciglia no, per avere le sopracciglia in ordine, sopracciglia insomma curate in un certo modo eccetera. E quella maschera facciale aveva quella particolarità lì. E sia il padre sia la sorella hanno riconosciuto questa maschera facciale. Allora non c’era il DNA, nell’80 non c’era il DNA e allora i giudici alla fine… cioè i giudici… i periti legali medico legali avevano attribuito la cosa alla Fresu. Dopo tutta una serie di analisi cioè all’interno di questa bara c’era la maschera facciale, c’era un pezzo di una gamba, c’era un piede, insomma c’era una serie di parti del corpo. Ecco da questo punto di vista, sembra che nessuna di queste corrisponda al DNA della Fresu».

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