Inchiesta mazzette & appalti
Pd e alleati nel bunker: “Gli indagati? Brava gente finita nel tritacarne”

16/9/2020 – “Per la conoscenza che abbiamo del tipo di lavoro che stanno svolgendo e per le modalità con le quali li abbiamo visti operare siamo fiduciosi che le persone coinvolte sapranno chiarire gli addebiti loro mossi” Così i gruppi di maggioranza in consiglio comunale a Reggio Emilia (Pd, Immagina Reggio, Reggio E’ , +Europa) sull’inchiesta giudiziaria “Ripulire Reggio” che coinvolge dirigenti e funzionari comunali.

Il comunicato dei gruppi se la prende col “tritacarne mediatico” e con le opposizioni che cavalcherebbero l’onda forcaiola intentando “processi politici come nelle peggiori dittature”. Però sbaglia anche i conti delle persone coinvolte: fa riferimento, come già il sindaco, a soli 7 fra funzionari e dirigenti in carica ai quali è stato recapitato l’avviso di fine indagini, sorvolando sul fatto che anche gli altri 19 erano dipendenti, funzionari, fornitori, membri di commissioni del Comune di Reggio, e che i reati (ancora presunti, anche se le documentazioni non mancano) sono stati consumati sotto la prima amministrazione Vecchi. Nemmeno un accenno alle responsabilità politiche. E nemmeno una parola sull’ex assessore Mirko Tutino, indagato per rivelazione di segreti d’ufficio nell’esercizio delle proprie funzioni assessorili, a proposito dell’appalto mobilità da 25,4 milioni conferito al consorzio Tea.

Sala del Tricolore

Una difesa a riccio che tradisce un evidente imbarazzo del Pd, piaccia o no politicamente catapultato in una nuova, pesante inchiesta giudiziaria. E sul quale sta per abbattersi l’indagine-bis sui dirigenti comunali (questa volta 18) relativa al conferimento di incarichi e consulenze esterne.

Ma veniamo alla nota di Pd e apparentati.

“Prendiamo nota che le ipotesi di reato di corruzione, – si legge nel comuncato – configurate nel documento diffuso oggi dai mezzi di informazione, riguardano situazioni e circostanze non inerenti all’attività del Municipio.

“Emettere sentenze fuori dalle sedi proprie, condannare a priori, dare in pasto all’opinione pubblica “mostri” è diventato il modus operandi di certa politica e di certa parte della società più avvezza alla gogna, a processi sommari, che non alla ricerca della verità e della giustizia attraverso i codici e gli strumenti che lo stato repubblicano garantisce a tutti, nessuno escluso.

Per la conoscenza che abbiamo del tipo di lavoro che stanno svolgendo e per le modalità con le quali li abbiamo visti operare siamo fiduciosi che le persone coinvolte sapranno chiarire gli addebiti loro mossi. Che sia chiaro: se alla fine verrà dimostrato che qualcuno ha sbagliato è giusto che il giudice commini le sanzioni conseguenti, ma i processi politici sono la reminiscenza delle peggiori dittature. L’opposizione in Consiglio comunale che in queste ore cavalca indistintamente notizie di cronaca su sette persone su ventisei totali, facendo “di tutta l’erba un fascio”, chiedendo provvedimenti preventivi ed esemplari a prescindere, facendo la propria parte nell’ingenerare l’opinione che siano già colpevoli quando ancora non si sa neanche se andranno a processo sta contribuendo a massacrare mediaticamente lavoratori e dipendenti.

“Poco importa se poi queste persone dovessero essere assolte, o addirittura archiviate – aggiungono i gruppi di maggioranza – il giudizio su di loro è già stato emesso, la condanna è insita nel pubblico ludibrio a cui vengono esposti, i loro nomi e le loro facce messi in piazza.

Chi ridarà a queste persone la dignità pubblica che oggi viene messa in dubbio, qualora venissero proclamati innocenti? Lo sappiamo bene: nessuno. Il tritacarne avrà fatto il proprio corso e la notizia del giorno dopo sarà, nel caso, certamente un’altra”.

E concludono: “A questo tipo di dinamica politico-mediatica che cavalca i peggiori istinti, massacra e riduce tutto a una questione di occasione per guadagnare qualche consenso, prescindendo dal merito delle questioni, ignorando le garanzie costituzionali, noi non ci stiamo”.

Be Sociable, Share!

4 risposte a Inchiesta mazzette & appalti
Pd e alleati nel bunker: “Gli indagati? Brava gente finita nel tritacarne”

  1. gianni Rispondi

    17/09/2020 alle 21:59

    Mi ricordano molto le identiche frasi di Berlusconi.

    • Stella Borghi Rispondi

      18/09/2020 alle 19:30

      Anche a me. La partitocratite è una malattia contagiosissima

  2. Marco Rispondi

    18/09/2020 alle 09:56

    Tutino l’ho sentito dire io non daremo mai i parcheggi a concorrenti privati

  3. Stella Borghi [email protected] Rispondi

    18/09/2020 alle 19:25

    Io l’avevo detto che era meglio il voto disgiunto per l’avvocato Rossella Ognibene…che le leggi le conosce, le rispetta e le fa rispettare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.