“Il Pd è marcio , ma può stare tranquillo: con questi Don Abbondio il centrodestra non vincerà mai”

DI DARIO CASELLI

Dario Caselli

10/9/2020 – Questa vicenda delle informative dei Carabinieri sui rapporti tra gli esponenti della ‘Ndrangheta di Cutro e quelli della burocrazia e dell’amministrazione comunale di Reggio Emilia, sono una vera sagra del silenzio.

Tacciono i giornali, in gran parte proni al potere dominante, tace la televisione delle coop, tace imbarazzato il Pd, per le rivelazioni imbarazzanti sul sindaco Vecchi e la sua consorte, l’ing. Maria Sergio, già nominata da Delrio dirigente all’ufficio urbanistico del Comune. Tace appunto l’ottimo e integerrimo ex sindaco, sempre pronto a ricordare agli altri le loro responsabilità, comprese quelle oggettive, ovviamente tranne le sue.

Maria Sergio accanto all’allora sindaco Delrio

Tacciono i poteri e i poterini forti, compresi quelli che nei salotti mangiavano comunisti a colazione, perché in fondo mentre li mangiavano, ci facevano affari.

Reggio è città molto pratica e ancor più paracula: tace il vasto fronte di difesa della democrazia e della Città medaglia d’oro della Resistenza, che va dall’ Anpi, ai sindacati, alle giovani sardine. Qui non si tratta di contrastare un Salvini che citofona, ma di prendere atto che il marcio è annidato nel partito di riferimento e che la diversità e superiorità morale sono finite da tempo. Lo sapevano già, ma ora non potendolo negare, lo ignorano, come appunto le tre scimmiette.

Tacciono gli illustri esponenti delle professioni, perché il combinato disposto delle chat di Palamara e delle informative, ha messo in difficoltà la figura di Mescolini, il nuovo Procuratore capo della Città. Mormorano nei salottini che dovrebbe andarsene, ma poiché con la Procura e il Tribunale hanno a che fare in molti, preferiscono rimandare i commenti a dopo, magari a quando se ne sarà andato. Tutto questo silenzio non è nobile, ma non sorprende.

Lascia invece stupefatti il silenzio delle opposizioni, con l’eccezione di Marco Eboli di Fratelli d’Italia. Non che ci si aspettasse, di fronte ai bravi di don Rodrigo, di trovare un Innominato, posto già occupato da Eboli, o un fra’ Cristoforo, i sacerdoti militanti a Reggio si occupano solo di migranti, razzismo, non certo di legalità, poi avendo lo sguardo fisso, vedono solo i pericoli provenienti da destra.

Però neppure ci si aspettava questa processione di tanti don Abbondio. Silenzio di Forza Italia, che è pure rappresentata in consiglio comunale da un uomo di legge. Silenzio da parte della Lega, che ha ben due deputati nazionali: Vinci, pure lui avvocato e la Fiorini, recentemente transitata nel Carroccio dopo aver lasciato gli incerti porti di Forza Italia e ben due deputati regionali, il riconfermato Delmonte e la emergente Catellani, pure lei avvocato. Tutta gente per la quale il Pd è il partito dei fatti di Bibbiano, il Pd è il creatore dell’ omotransfobia, il Pd vuole islamizzare l’Italia. Tutte cose degne di nota, ma bagatelle rispetto ai fatti che emergono e che richiederebbero di essere chiariti, almeno per rispetto degli elettori reggiani.

Con questi don Abbondio, il Pd non ha nulla da temere e i loro elettori possono mettersi l’animo in pace. Con questi dirigenti il centrodestra non vincerà mai.

Resta da dire del silenzio dei 5 Stelle: hanno tentato di sollevare il tema, con l’eurodeputata Pignedoli, che ben conosce il problema, avendone a lungo scritto da giornalista. Poi si sono zittiti pure loro. Purtroppo il partito della trasparenza è diventato quello del trasformismo e gli alleati te li tieni come sono e per tenerteli devi pure stare zitto e più spadroneggi a Roma, sempre meno conti qualcosa nei territori, dove la gente ti lascia quando ti vede a passeggio con quello che definivi il partito di Bibbiano.

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12 risposte a “Il Pd è marcio , ma può stare tranquillo: con questi Don Abbondio il centrodestra non vincerà mai”

  1. Il cormorano Rispondi

    10/09/2020 alle 19:15

    Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire come stanno le cose! Condivido in toto le sue riflessioni, e con grande stupore mi chiedevo come mai le altre forze politiche non si pongono con una presa di posizione chiara?? Mi dispiace molto non vedere un intervento chiaro e preciso della Sabrina Pignedoli che ho conosciuto anni fa con una determinazione che ho sempre ammirato, mentre invece mi preoccupa questo suo silenzio!!!! NB ho scritto anche a Mario Giordano chiedendo chiarimenti in merito, il perché il suo giornale così attento non riprende la cosa!!! Spero solo che il dott Ghiggini non molli la presa!!! Grazie e buon lavoro Guido

  2. Filippo Rispondi

    10/09/2020 alle 19:31

    Articolo tosto, coraggioso. Purtroppo il mancato, non casuale, riferimento nell’elenco degli Abbondio alla Rubertelli, che oltre il muro del silenzio ha preso addirittura posizioni di difesa verso coloro giudicati implicitamente colpevoli in questo articolo, a mo’ di Rodrigo, sminuisce di gran lunga il valore di denuncia di una posizione del tutto interessante e acutamente provocatoria.

  3. Ivaldo Casali Rispondi

    10/09/2020 alle 20:06

    E’tutto condivisibile Dott. Caselli il suo intervento, sempre molto preciso ed incisivo, a parte Fratelli d’Italia con Marco Eboli, in massima forma, e l’eurodeputata Pignedoli, che conosce bene la “materia”, gli altri “coraggio scappiamo”!!!

  4. don Egizio Rispondi

    10/09/2020 alle 23:11

    Gentilissimi, io non sono né reggiano né emiliano e per capire cosa succede in giro leggo i giornali di opposizione (in tutt’Italia; a Reggio per sapere ho scelto voi, poi le persone le conosco di mio..). Ci sono quelli morbidi perché poi a teatro e altrove ci si trova, e c’è il vostro. Bellissimo. Ma ininfluente, perché su nessun altro giornale viene ripresa anche solo l’ombra di quello che scrivete. SU REGGIO SEMBRA DI LEGGERE GIORNALI CHE PARLANO DI città DIVERSE! Non è un complotto, ma la strategia del silenzio, intorno a voi c’è silenzio totale, nemmeno vi criticano, non esistete. Anche il bel lavoro su Bologna 2 agosto, silenzio assoluto. Perché il mondo è fatto di parti, ma poi alla fine ci si deve vivere e allora meglio non mettersi contro la classe dirigente. Che è tutta del PD, non solo a Reggio (lì vivete come a Orgosolo nel 1960 ma se vi piace..): università, media, magistratura, alta burocrazia, da quella quirinalizia in giù, cinema, arte, musica, cultura, giornali, dittatura del politicamente corretto, fondazioni, salotti, … insomma mica si può vivere con l’elmetto in testa. I vostri avvocati vanno ogni giorno in procura, si va in comune, servono permessi e licenze, bisogna frequentare i luoghi della socialità. E il prezzo lì in Emilia è vivere appunto come nella Sardegna interna al tempo dei rapimenti (non dico Calabria se no qualcuno pensa male..). Altrove solo un po’ meno. Voi siete scomodi, ma non per il potere che tace: si equivoca il significato di essere scomodi: chi è libero è scomodo lui, perché è preso per matto, isolato, e si logora, si ammala. Lo stesso Cossiga l’ha provato. Purtroppo per voi non vi querelano: essere querelati è un mezzo di risonanza in taluni casi: pensate una querela per diffamazione per gli articoli sul 2 agosto: arrivate con un camion di carta e c’è sempre il magistrato che vuole vederci chiaro. Io quando ho chiamato in causa gente per porcate, ho sempre chiesto di querelarmi: mai! tante minacce di querela, ma neanche una querela. Non desistete, vi leggerò ancora, ma sappiate quanto costa e che non ci caverete nulla. Se la sinistra ha il potere (al di là dei voti, anche se avesse il 10%) è perché ci sa fare meglio della destra, rassegnatevi e combattete! E attenti ai dossettiani che sono i più cattivelli.
    don Egizio Salomone

    • rinaldo Rispondi

      11/09/2020 alle 11:30

      Grande don Egizio ! Quando si dice “pane al pane…”

  5. Elisa Rispondi

    11/09/2020 alle 07:46

    Questa città è sotto scacco di questi personaggi che da 75 non solo amministrano ma si perttono di fare editti come i re decidendo non solo per il comune ma per i cittadini. Hanno svenduto la città fin dagli anni 70 alla ndrangheta e noi bravi Reggiani piano piano abbiamo ingoiato tutto, giustificando tutto. Se non vogliamo diventare peggio di Reggio Calabria ci dobbiamo dare una sveglia rapidamente e parlare, chi sa di accordi, di azioni illegali o strapotere da parte del comune, di incontri è ora che parli!
    Grazie a questo giornale perché almeno ha avuto il coraggio di parlare.

  6. Miles Barbieri Rispondi

    11/09/2020 alle 10:14

    “Squadra che perde non si cambia?”
    Condivido anche le virgole del comunicato di Caselli; ma Tu, caro Dario, che cosa hai fatto in concreto per vincere le elezioni amministrative e governare il cambiamento a Reggio? Forse ti eri illuso che creare un’ennesima lista bastasse a scardinare il Grande Moloch del PD reggiano? Come mai, ogni qual volta era il momento di unirsi per vincere, gli illuminati “leader” delle forze di opposizione – Alleanza Civica inclusa – hanno creato, invece, le condizioni per presentarsi divisi e perdere? Mi chiedo se, al di là di episodici titoloni e articoli di denuncia sulla stampa, non faccia comodo mantenere lo status quo, altrimenti non si spiegherebbe perchè continuare a fare di tutto per non vincere.

  7. White oleander Rispondi

    11/09/2020 alle 10:32

    Non dev’ essere una gara tra destra e sinistra. Dev’ essere una gara per dimostrare di non aver speculato ai danni dei cittadini, sopratutto mettendosi sottobraccio all’ antimafia per fare altra mafia.

  8. rinaldo Rispondi

    11/09/2020 alle 11:24

    Che franchezza, che lucidità, bravo Caselli !!!
    Uno dei pochi – tra i quali Ghiggini – che parla forte e chiaro.
    Vero infatti anche che, a parte poche eccezioni, il centrodestra a Reggio non presenta – a mio umile parere – personaggi dotati di forte carisma, credibilità e di quel “QUID” necessario per poter da una parte essere di richiamo per l’elettorato, dall’altra poter fare una vera ed efficace opposizione.
    Certo che 75 anni di potere socialcomunista ininterrotto, hanno fatto sì che il “potere forte” reggiano, quello rosso, si infiltrasse un po’ ovunque.
    E dato che si vota soprattutto “col portafoglio”, il famoso “senso pratico” dei reggiani li porta a farli riflettere 100 volte prima di abbandonare la strada vecchia per la nuova… più o meno tutti abbiamo un figlio, un parente, che lavora in una cooperativa rossa, alle Farmacie Comunali, in Comune, nei vari Enti partecipati, nella Sanità, Teatro, Musica, Spettacolo in genere… tutti hanno bisogno e interesse ad abbeverarsi alla mammella comunale. E se i “nuovi” eventuali (centrodestra) che dovessero prendere le leve del potere cittadino volessero piazzare i “loro” al posto nostro ? Un mio vecchio conoscente, valentissimo artista e simpatizzante della sinistra extra-parlamentare, già 30 e più anni fa mi diceva che se non “baci” la bandiera rossa – intesa come PCI/PDS/DS/PD – col cavolo che potrai facilmente esporre i tuoi quadri in una qualche mostra cittadina. E non solo a Reggio, essendo, almeno siano a qualche anno fa, gli Assessorati alla Cultura quasi ovunque appannaggio della sinistra comunista, se non vado errato. Inoltre mi pare che nella nostra Reggio,in occasione delle ultime elezioni di fine gennaio, persino dagli ambienti Curiali e e dagli Industriali si sostenesse la candidatura di Vecchi in città e Bonaccini in regione. Anche in quel caso, l’opposizione non presentava candidati convincenti. Con tutto il rispetto per il Signor Salati, bravissima persona ed eccellente fotografo, ma forse non troppo adatto ad occuparsi di politica. Che dire poi della scelta di candidare la Bergonzoni, un candidato sbagliatissimo. Va bene essere di parte, ma averla come presidente di regione avrebbe significato essere irresponsabili e gettare nel caos lo status quo. E’ ciò che devono forse aver pensato anche sia in Curia che in Unindustria…

  9. Caselli Dario Rispondi

    11/09/2020 alle 15:08

    Caro Miles sono contento che tu condivida il mio comunicato che peraltro non è l’unico che ho inviato sul tema. Riguardo alla vexata quaestio delle amministrative, Alleanza civica, che sostenevo da cittadino, ha fatto il possibile e la Rubertelli, ancora adesso si distingue tra i consiglieri di opposizione. Poi per l’ultima volta voglio ricordarti che i 5 stelle, che tu sostenevi, rifiutavano le alleanze locali, anche se a livello nazionale li vedo assai disinvolti.Per il resto io, ho sempre combattuto la mia battaglia e conservato la fede.

  10. Miles Barbieri Rispondi

    11/09/2020 alle 21:15

    Caro Dario,
    a Roma si governa, a Reggio si amministra. Per le amministrative credo serva guardare più alle persone che al partito o alle presunte divisioni ideologiche o all’attuare strategie dorotee. Come dici bene, alle scorse comunali ho convintamente sostenuto un serio, conosciuto e apprezzato professionista, candidato per il M5S, che sta facendo un ottimo lavoro come consigliere comunale seppur alla prima esperienza politica, ma non ho certo mai lesinato le critiche pubbliche (anche) al MoVimento per l’ottusa decisione di presentarsi da solo e, proprio per questo, ho esercitato il voto disgiunto.
    Se si vuole vincere le amministrative a Reggio occorre che TUTTE le forze di opposizioni si parlino e sostengano un UNICO candidato sindaco, ovviamente conosciuto, apprezzato e con esperienza politica. Questo lo dico e lo scrivo da anni, dato che la strategia finora messa in atto da tutte le forze di opposizione di “attaccare divisi per colpire uniti dopo l’eventuale ballottaggio” non si è mai concretizzata e, anzi, ha facilitato il “divide et impera” del PD.
    Perché, quindi, le forze di opposizione non si coalizzano anziché farsi battaglia in campagna elettorale? Perché non si cambiano gli “strateghi” responsabili di tante sconfitte? Perché ci si ostina a non fare l’unica cosa che potrebbe consentire di vincere? Forse perché a tanti va bene così? Forse perché, più di Reggio, ad alcuni interessa andare in Regione o a Roma (come a un nostro comune conoscente che, peraltro, ha raggiunto il proprio scopo)?
    So che non otterrò risposte, quindi chiudo anch’io la discussione.
    Un caro saluto

  11. Aguzzoli Fabrizio Rispondi

    12/09/2020 alle 14:27

    Mi sento tirato in causa dalla risposta dell’amico Miles Barbieri alla lettera di Dario Caselli (Reggio Report 10/09/2020) nella quale si richiama la presunta cronica volontà di perdere le elezioni amministrative da parte delle forze di opposizione. L’affermazione può sembrare provocatoria e paradossale, ma sottende invece, a mio avviso, una profonda verità. Reggio Emilia meriterebbe un cambio di classe dirigente proprio perché è governata da più di 70 anni da una stessa parte politica, senza alcuna alternanza, è anche vero però che governare ora Reggio è difficile e rischioso.

    In questa parte politica che governa la città, sia perché profondamente mutata nella sue radici culturali rispetto alle origini, sia per la consuetudine con il potere, mai seriamente messo a rischio, si sono inevitabilmente create le condizioni per una pericolosa deriva totalitaria che si riflette nell’attuale arroganza governativa che il maquillage della attenta e poderosa macchina comunicativa del Comune riesce a stento a mascherare con slogan sempre più vuoti come “Reggio città delle persone”.

    Ma cercare di conquistare il Comune a Reggio è pericoloso per chi si volesse cimentare per un duplice ordine di ragioni: una macchina burocratico amministrativa ampiamente fidelizzata da una lunga consuetudine che inevitabilmente remerebbe pesantemente contro ed il rischio per i protagonisti che volessero schierarsi in una competizione elettorale contro l’attuale governance, di essere vittime della vendetta della macchina governativa stessa in caso di sconfitta. Anche per questo è estremamente difficile riuscire a schierare a Reggio una squadra di persone competenti e preparate che possano raccogliere la fiducia non solo dei tanti elettori stanchi dell’aria stantia della città, ma anche dei rappresentanti delle professioni, del commercio, dell’artigianato e dell’impresa e quindi di contendere, con ragionevole possibilità di successo, la guida della città al PD.
    In questo Caselli ha ragione quando lamenta che nei salotti della città, si mormora criticamente, ma poi nessuno scende in campo.

    Non si tratta pertanto di volontà di perdere, ma di paura di vincere e se ci si riflette la differenza è sostanziale.

    In questa luce si inquadra ciò che giustamente sostiene l’amico Barbieri e cioè che l’incapacità di riunirsi in un unica cordata per contendere la città, obiettivo che, sono convinto, è oggi alla nostra portata, è figlia proprio della paura di vincere.

    Nell’ultima tornata amministrativa ero con Barbieri già ben convinto della necessità di allargare la squadra, ma all’interno del MoVimento 5 Stelle i tempi non erano evidentemente maturi e nulla si è potuto fare.

    Oggi, nell’era post ideologica, l’antica e pragmatica affermazione che riporta Miles Barbieri: “la politica si fa a Roma, a Reggio si amministra la città” è più che mai attuale. Questa affermazione, se non mi inganno, appartiene ad un vecchio comunista il Sindaco Benassi che pur militando sotto la falce e martello, intratteneva anche buoni rapporti con Maramotti, proprio perché a Reggio si deve amministrare e quindi preoccuparsi di dare lavoro.

    Se a Reggio si deve badare ad amministrare bene la città, allora non dovrebbe scandalizzare nessuno se si cominciasse a guardare ad una grande coalizione che, senza rappresentare una ammucchiata, ma alla luce di un serio programma condiviso e con una squadra di riconosciute competenze, possa realisticamente contendere al PD la guida della città.

    Deve essere ben chiaro che, al momento, al di là di vuoti slogan propagandistici o, peggio, di credere di potere risolvere tutto tagliando nastri di costosi quanto inutili progetti immobiliari (Park Vittoria, Parco Ottavi, Maxiarena Campovolo, Tecnopolo, ristrutturazione di 3 condomini in via Paradisi, ecc.), all’attuale classe dirigente manca sia una visione di ciò che dovrà essere Reggio nel 2050, sia la capacità di dare risposte serie ai grandi problemi attuali della città: inquinamento ambientale, legalità ed infiltrazioni ndranghertiste, viabilità, degrado urbano, desertificazione del Centro Storico, eccetera.

    Fabrizio Aguzzoli

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