Il palazzo del Marchese del Grillo
Inchiesta appalti & mazzette: perchè il Pd c’è dentro sino agli occhi

DI DARIO CASELLI*

Dario Caselli

Dopo quattro anni si è conclusa una delle due indagini che coinvolgono dipendenti del Comune di Reggio e quindi il Comune stesso, l’altra riguarda la grande maggioranza dei dirigenti comunali, 18, e se non andiamo errati è ancora più vecchia. Pure questa riguarda un gruppo di dirigenti comunali e un politico, anche se a Reggio dirigenti e amministratori pubblici vengono sovente dalla politica o per meglio dire, dal Pd. Insomma, la porta girevole ruota a velocità supersonica.

Come sempre il sindaco Vecchi, dietro anodini comunicati, ribadisce fiducia nella magistratura e negli indagati, infatti gli indagati sono rimasti al loro posto, vedremo se accadrà qualcosa in caso di rinvio a giudizio.

Peccato che per gli avversari politici la richiesta di abbandono dell’incarico scatti dall’avviso di garanzia, ma a Reggio è normale, visto che come denuncia il consigliere 5 Stelle, Aguzzoli, il Pd è il Marchese del Grillo, lui è lui e i cittadini non sono nulla.

Le opposizioni si sono mostrate garantiste e la cosa è giusta, come è inutile chiedere un consiglio comunale per discutere l’argomento, non è una commissione d’ inchiesta, finirebbe in un’inutile caciara, anche se una interpellanza al sindaco perché esca dall’armadio si poteva fare.

A questo punto però alcune cose si possono dire: è positivo che dopo che molte inchieste non sono mai nate, neppure in seguito ad esposti, questa si sia svolta, è dubbio che ne vedremo la fine, passerà un po’ di tempo prima dell’eventuale convalida dei rinvii a giudizio e l’orologio delle prescrizioni corre veloce. Ovviamente la prescrizione, quando riguarda esponenti della sinistra è un diritto, se usata dai loro avversari, una schifezza, ma così va il mondo nella Reggio del Marchese del Grillo.

Detto che non dobbiamo processare nessuno, visto che non sappiamo neppure se lo farà la magistratura, possiamo però dire che questa chiusura di indagine non fa dimenticare il silenzio e la mancanza di indagini in seguito alla informativa dei carabinieri sulle infiltrazioni mafiose a Reggio.

Quella è una questione che non si può annegare nel silenzio, non può restare senza risposta la domanda che ripetiamo: chi ha dato appalti, permessi edificatori e cambi di destinazioni d’uso agli imprenditori coinvolti nel processo Aemilia?

Né si può essere timidi nel dire che se la maggioranza dei dirigenti risulta oggetto di indagini, abbiamo un problema, che è quello di fare un po’ di chiarezza, magari spiegando, come ricorda la consigliera Rubertelli, perchè i segretari comunali scappino così velocemente da Reggio. Se ci sarà un dibattito giudiziario, sarebbe utile fossero ascoltati.

Luca Vecchi è Graziano Delrio

E’ sicuramente un problema quando diventano dirigenti apicali quasi esclusivamente esponenti del Pd, provenienti dall’esperienza politica, vedi Gandolfi, Battini, Magnani, Rinaldi, Gasparini, ecc… Manco la scuola del Pd fosse la Bocconi!

Su questa occupazione della cosa pubblica da parte di un partito, forse le opposizioni potevano mostrarsi più decise, facendo nomi e cognomi, qui il garantismo non c’entra, c’entrano l’etica e la trasparenza, non tutto ciò che è legalmente lecito è giusto, specie in un Paese dove la meritocrazia è una bestemmia.

Dove sono i moralisti di giornata, quelli del politicamente corretto, quelli che chi vuole regole certe è un po’ fascista, quelli che se dici che l’immigrazione non è solo una risorsa, ma anche un serio problema, sei molto razzista e sempre un po’ fascista? Quelli che siamo tutti sardine e seminiamo solo amore, mentre gli altri seminano solo odio e restano pure un po’ fascisti e molto razzisti? Semplice, sono nel Palazzo del Marchese del Grillo.

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3 risposte a Il palazzo del Marchese del Grillo
Inchiesta appalti & mazzette: perchè il Pd c’è dentro sino agli occhi

  1. un interno Rispondi

    18/09/2020 alle 11:24

    Vediamo anche le assunzione temporanee a tre anni degli ultimi periodi se sono state fatte con concorso o invece con assunzioni dirette di persone politicamente ben allineate o di famiglie storiche di partito.
    orami si fa quadrato con tutta la nomenklatura.

  2. Annalisa R. Rispondi

    18/09/2020 alle 14:59

    Brillante disamina del Dottor Caselli. Non dimentichiamoci di approfondire anche le vicende oscure, tutte politiche, che hanno portato all’allontanamento, precoce, di Tutino e di Gnoni, fra gli altri, dall’amministrazione locale, prima che emergessero le risultanze delle indagini giudiziarie. Questi approfondimenti potrebbero far emergere condotte dell’amministrazione degne di nota sul piano giuridico. Corretto usare il condizionale, in questa fase. Corretto non emanare sentenze a priori ed errate. Corretto, al contempo, indagare a fondo e a 360 gradi sugli indizi che stanno emergendo, senza remore ne’ soggezione riverenziale di stampo politico e di potere. Così come sul fronte Aemilia, come correttamente evidenzia Caselli. Anche qui, evitando condanne ex ante, e’ la logica del possibile a dirci che non e’ possibile che in Aemilia si sia scovata e punita una sola delle due parti necessarie per la commissione di determinati reati sentenziati. Che siano fatte luce e giustizia. Non contro qualcuno. Ma per il bene di tutti.

  3. fausto poli Rispondi

    18/09/2020 alle 17:32

    Il Dr. Caselli e’ sempre stato un attento osservatore delle vicende politiche zona Provincia di Reggio Emilia. Se io fossi un editore col Caselli farei affari.

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