Il comune del Marchese del Grillo
“Qui è normale violare le regole”
Inchiesta Ripulire Reggio, i 5 Stelle:
“Uno tsunami, subito consiglio straordinario”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

16/9/2020 – “Questa è la città del Marchese del Grillo“, la città nel cui pur glorioso stemma civico dovrebbe campeggiare il motto reso celebre dall’ Albertone nazionale: “Io sono io e voi non siete un c…“. Perchè è proprio lì – nell’arroganza di un potere autocratico e che si ammanta della città delle persone, potere avvolto su se stesso, ingigantito e al tempo stesso incancrenito grazie a 75 anni senza alternanza, potere il cui smalto che rese planetarie le conquiste sociali di Reggio Emilia è marcito in una fanghiglia rugginosa – proprio lì che sono radicate con tenacia inestirpabile le malversazioni, le corrutele, le falsità dei funzionari pubblici, le ingordigie di un sistema sempre più vorace portate alla luce dall’inchiesta Re Cleaning (in italiano “Ripulire Reggio” e ancora meglio alla latina, come suggerisce Stefano Scansani: Repulisti) nella quale sono indagati 26 tra dirigenti, ex dirigenti funzionari ed ex funzionari del Comune di Reggio per mazzette, favoritismi e appalti pilotati. Ed è solo la classica punta di un iceberg colossale che si sta sciogliendo. Potremmo parlare di urbanistica, nominati delle partecipate, multiforme concezione padronale della gestione pubblica, ma al momento ci fermiamo qui, all’inchiesta sui 26 indagati perchè, come in un ologramma in scala ridotta, essa racchiude in sé il senso profondo del sistema Reggio. “Io sono io, e voi non siete un cazzo“.

Il Marchese del Grillo

E per dare a Cesare quel che è di Cesare, va detto che il copyright della “città del Marchese del Grillo“è del medico e consigliere 5 Stelle Fabrizio Aguzzoli, che ha analizzato la situazione in una conferenza stampa insieme ai colleghi pentastellati in Sala del Tricolore, il capogruppo Gianni Bertucci e l’avvocata Paola Soragni.

Uno tsunami di fronte al quale il sindaco Vecchi e la sua prima Giunta (sotto il cui governo si sarebbero consumati i reati al momento ancora presunti, e tuttavia alquanto documentati) non possono far finta di niente. Perchè la politica c’entra sino agli occhi: l’intrecci tra partito, amministratori, dirigenti e funzionari è inestricabile, e nessuno può negare l’evidenza di quella che si è configurata come una legge bronzea del sistema Reggio targato Pd.

“Non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno, per noi vale la presunzione d’innocenza – afferma Aguzzoli -Siamo qui per fare un ragionamento politico. Perchè le accuse sono gravi e impongono di dare un giudizio politico. Non puo’ passare il messaggio che chi viene eletto per gestire la cosa pubblica lo faccia al di là di ogni regola e controllo, favorendo amici e amici degli amici.

Fabrizio Aguzzoli

Da 75 anni a Reggio governano sempre gli stessi, le opposizioni vengono sistematicamente emerginate e a questo punto non si capisce nemmeno più sino a che punto il sindaco e la giunta controllino la macchina comunale, o se non sia la macchina comunale a controllare loro. E se a tutto questo aggiungiamo la richiesta del senatore Quagliariello, docente universitario, già ministro delle riforme costituzionali, di commissariare il comune di Reggio per condizionamento mafioso, si può capire a che punto sia arrivata la situazione”.

Da qui la richiesta del Gruppo 5 Stelle in Sala del tricolore di sospensione dei dirigenti coinvolti nell’inchiesta e tuttora in servizio , dell’impegno a costituire l’amministrazione comunale come parte offesa in un eventuale processo, e soprattutto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale, nella quale il sindaco Luca Vecchi risponda alla cittadinanza ed esprima pubblicamente la sua posizione sulla vicenda. Oltre ad un “forte segnale di discontinuità”, riconoscendo alle opposizioni un rappresentante non retribuito negli organi delle società partecipate, in funzione di controllo. Come, del resto, accadeva nella Prima Repubblica.

Da sinistra Soragni, Bertucci e Aguzzoli

Bertucci, Aguzzoli e Paola Soragni emerge che “la normalità era non rispettare le regole, come dimostrano le nostre denunce portate avanti dal 2015”. Secondo Bertucci, “esiste un enorme problema di mancata concorrenza che va risolto e che negli anni ha portato il Comune ad avere un gruppo di dirigenti nominati solidale, inattaccabile e fedelissimo, su cui l’amministrazione poteva e può mettere le mani sul fuoco”. 

Paola Soragni, che nei mesi scorsi ha sollevato con anche il tema delle presunte irregolarità nelle nomine di 14 dirigenti a tempo determinato, assunti dall’amministrazione senza gara pubblica, reclama a sua volta “trasparenza” e domanda “che il Comune si avvalga di un legale per l’accesso ai fascicoli giudiziari e valuti provvedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti indagati”. 

Paola Soragni

Chiede inoltre che venga valutata la posizione dell’assessore alla legalità Nicola Tria, avvocato difensore di uno degli indagati: “Il conflitto di interesse appare evidente,, e comunque il problema politico è vistoso”. Perchè “ci sono norme che stanno sopra anche agli eletti e sono concepite per limitare il loro potere, che altrimenti diventa strapotere. Ma a Reggio Emilia questo bilanciamento non esiste”. La città del Marchese del Grillo. Appunto.

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4 risposte a Il comune del Marchese del Grillo
“Qui è normale violare le regole”
Inchiesta Ripulire Reggio, i 5 Stelle:
“Uno tsunami, subito consiglio straordinario”

  1. Francesco Rispondi

    16/09/2020 alle 19:39

    E QUEL CAPELLI NEOPRESIDENTE DI FARMACIE RIUNITE?

  2. Giò Rispondi

    17/09/2020 alle 22:20

    Splendido articolo. Complimenti al direttore Ghiggini!

    • Duplicato Rispondi

      18/09/2020 alle 10:53

      Ma quanti Giò siamo?

      😉
      Mi associo ai complimenti.

  3. Libera Vox Rispondi

    20/09/2020 alle 19:52

    Meno male che Reggioreport c’è. Unica voce vera, libera, coraggiosa del territorio. Complimenti a Pierluigi Ghiggini, prima che i posteri possano ricordarlo come eroe patriota, facciamo in modo che già oggi si possa riconoscere e affermare il valore unico di questo fuoriclasse dell’informazione, degno di grande onore e massimo rispetto. Grazie Egregio Direttore, per la sua presenza e la sua testimonianza sul campo.

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