I lupi arrivano nei paesi, “ma non sono un pericolo”
Vertice in prefettura a Reggio
“I risarcimenti non bastano più”

18/9/2020 – Riunione nel palazzo del Governo a Reggio Emilia, convocata dal prefetto Iolanda Rolli, “per la problematica dei rischi connessi al fenomeno di avvistamento di lupi e di altri animali selvatici. Presenze che stanno provocando danni agli allevamenti nel territorio della provincia”. Alla riunione hanno partecipato i comandanti del Reparto Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano e del Gruppo Carabinieri Forestali, nonchè i rappresentanti della Provincia e delle Associazioni di categoria (Confagricoltura, Coldiretti e CIA il cui presidente Antenore Cervi ha consegnato una lettera al prefetto Rolli.

Durante l’incontro “i Carabinieri Forestali e la Polizia Provinciale hanno fornito un aggiornato quadro della situazione che fa registrare la presenza di lupi nell’intero territorio provinciale. A fronte di ciò, è stato confermato sulla base di studi e statistiche di settore che il ritorno del predatore non costituisce un pericolo per la pubblica incolumità, sebbene alcuni dei rappresentati delle Associazioni di categoria presenti abbiano sottolineato la preoccupazione dei rispettivi associati, specie quelli residenti nelle zone più isolate”.

Nel corso dell’incontro, sono state anche ricordate “le iniziative di comunicazione svolte sul tema, molte delle quali dedicate proprio agli allevatori, e gli interventi che la Regione Emilia Romagna ha previsto anche per il 2020. Erogazione di contributi regionali per finanziare interventi per “la prevenzione dei danni da fauna” e un servizio a disposizione di tutte le Aziende zootecniche che fornisce l’assistenza gratuita di un tecnico esperto per individuare i sistemi di difesa dagli attacchi da lupo più idonei alle specifiche modalità di allevamento”.

Per richiedere assistenza tecnica basta inviare una mail a: [email protected] o lasciare un messaggio alla segreteria telefonica del numero 051 6375090.

E’ stata sottolineata, altresì, l’esigenza di sensibilizzare gli imprenditori ad attuare una corretta raccolta dei rifiuti sui propri  territori, al fine di evitare che gli animali si avvicinino ai campi e alle abitazioni attratti dai rifiuti stessi.

I rappresentanti delle aziende hanno chiesto che vengano rafforzate le iniziative di prevenzione a tutela del settore zootecnico e di corretta informazione alla popolazione con un approccio finalizzato ad assicurare un supporto informativo diretto al singolo interessato.

Il tavolo ha deciso, pertanto, di predisporre, con la collaborazione del Wolf Apennine Center, un vademecum per aiutare gli allevatori ad adottare comportamenti corretti, specifici per questo territorio; nell’immediato potrà farsi riferimento alle linee guida presenti sul sito http://www.protezionebestiame.it/8-motivi-per-proteggere-il-tuo-bestiame/ nate da un’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ha visto coinvolti esperti del settore per fornire informazioni tecniche sulla prevenzione del danno causato da predatori al bestiame. 

“Il ritorno del lupo nelle montagne dell’Appennino Reggiano non rappresenta, secondo quanto emerso dai dati illustrati, un pericolo per la pubblica incolumità, ma è un fenomeno – ha sottolineato il Prefetto – che occorre continuare a monitorare con attenzione per i danni che questo provoca alle attività zootecniche, fondamentali per l’economia di questo territorio e per la preoccupazione che ingenera in alcune comunità locali”.

“UNA MINACCIA MOLTO SERIA”: LA LETTERA AL PREFETTO DEL PRESIDENTE CIA, ANTENORE CERVI

Egregio Prefetto,

innanzitutto La ringraziamo per l’attenzione mostrata, convocando l’incontro di oggi, al grave problema dei lupi che minacciano il nostro territorio.

A dirlo non sono più solo gli agricoltori e i cittadini che da anni denunciano la loro incontrollata proliferazione, ma lo testimoniano anche le cronache di aggressioni – che si ripetono ormai con preoccupante frequenza – ai danni di greggi al pascolo e animali allevati in libertà.

La situazione è molto difficile. Dal crinale dell’Appennino, i lupi sono scesi a valle e ora sono presenza fissa anche in Val d’Enza e nella Bassa: si muovono vicino ai centri abitati e rappresentano un rischio anche per la sicurezza delle persone. In tal senso, basti ricordare che nei giorni scorsi un branco si è pericolosamente avvicinato alla recinzione di una piscina piena di bagnanti, tra cui anche diversi bambini. Solo l’intervento di uomini a bordo di mezzi motorizzati lo ha costretto ad allontanarsi.

La minaccia riguarda anche le attività agricole. A causa della invasività di questo predatore, che non ha nemici naturali, le aziende agricole trovano infatti sempre più difficoltà nel portare al pascolo gli animali, che diventano prede facili per questi carnivori. Ma la questione riguarda anche bovini e ovini allevati all’aperto. E aggressioni hanno già riguardato anche gli animali domestici come cani e gatti. Non dimentichiamo che diversi attacchi sono poi stati messi a segno nei cortili delle abitazioni. Lo ripetiamo, dall’Appennino alla Bassa: tutto il territorio reggiano è sotto assedio. E gli agricoltori sono i primi a subirne le conseguenze.

La questione non può essere liquidata solo coi previsti risarcimenti. Essi non compensano mai a sufficienza il danno che, oltre la perdita degli animali, comporta la ricostituzione del patrimonio ovino e zootecnico che si protrae nel tempo, con perdite economiche che non vengono riconosciute.

Le conseguenze di questi attacchi sono gravi e profonde. In montagna questa situazione arriva a comportare la disaffezione all’agricoltura e allo spopolamento: non ce lo possiamo più permettere. Il ruolo degli agricoltori è fondamentale per la conservazione di ambiente, territorio e paesaggio. Servono però garanzie e tutele per consentire loro di lavorare in sicurezza e ricavarne un reddito.

L’ambiente è fatto di equilibri che non possono che essere gestiti dall’uomo. Non solo. Chiediamo anche che le aziende agricole siano supportate normativamente ed economicamente per attrezzarsi a difesa dalle aggressioni. Purtroppo c’è chi si preoccupa solo del lupo e dimentica gli agricoltori e i cittadini: per Cia Reggio sono invece l’assoluta priorità. (Antenore Cervi, presidente Cia Reggio Emilia)

L’ASSESSORE REGIONALE MAMMI: “NON PIU’ RINVIABILE UNA STRATEGIA NAZIONALE”

18/9/2020 – Lupi che si avvicinano sempre più ai centri abitati e mettono in pericolo animali e persone. Sono i cosiddetti lupi ‘confidenti’ di cui oggi sono state segnalate presenze nel reggiano, e che insieme alle specie ‘fossorie’ (cinghiali, istrici, nutrie..) stanno provocando danni alle colture agricole con conseguenze gravi per l’incolumità degli animali domestici e degli argini di contenimento.

“Sono molto preoccupato- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi– per la situazione che si sta sviluppando nella provincia di Reggio Emilia, oggi segnalata dalle associazioni agricole al Prefetto.  Nelle scorse settimane ho inviato in proposito una lettera al ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, sottolineando gli ingenti danni provocati dai lupi e le specie “fossorie” in generale”.

“In quella lettera- prosegue Mammi– sottolineavo nello specifico che per quanto riguarda il lupo, è necessario che venga approvato quanto prima il ‘Piano d’azione nazionale’ di cui si discute da diversi anni, chiedendo tuttavia di inserire nel piano stesso l’emergente tematica dei lupi ‘confidenti’ che sempre più spesso si avvicinano alle zone fortemente antropizzate e che creano ostilità e paura nei confronti della specie. Ritengo opportuno che si individuino in ambito nazionale le strategie di approccio, il monitoraggio della loro presenza, delle eventuali modificazioni comportamentali e degli eventuali metodi dissuasivi da poter adottare così come avviene in altri Stati”.

“Problemi, quelli oggi segnalati con gravità nel reggiano- incalza Mammi-, che sono comuni a molti territori regionali e necessitano pertanto di strategie nazionali non più rinviabili. Mi rendo disponibile ad un confronto col ministro anche nell’ambito della Commissione Politiche agricole della conferenza Stato Regioni per affrontare congiuntamente queste tematiche”.

“La mia posizione- chiude l’assessore- è di solidarietà e forte comprensione per i disagi vissuti da agricoltori e cittadini: è necessario che il Parlamento e il Governo intervengano, introducendo se occorre le necessarie modifiche legislative. La Regione è disponibile a fare la propria parte”.

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