Guerra Ferrarini, Bonterre attacca Pini
“Rischio delocalizzazione in Spagna”

2/9/2020 – Guerra sul gruppo Ferrarini. La cordata capitanata da Bonterre-Grandi Salumifici Italiani (cooperative) replica alla Ferrarini spa, che l’altra sera ha presentato un secondo piano di concordato – dopo aver ritirato il primo – contro la proposta Intesa-Unicredit-Bonterre. Il piano Ferrarini-Pini, che ha il sostegno della Finanziaria pubblica Amco (società di recupero crediti del Tesoro) promette di soddisfare i chirografari al 33%: e di conseguenza – così ha sostenuto in una nota diffusa ieri – il piano concorrente non sarebbe più ammissibile.

Oggi la cordata Bonterre accusa Ferrarini-Pini di voler di fatto impedire con dei pretesti il confronto competitivo fra le due proposte. Inoltre rileva che il piano Ferrarini-Pini non prevede pagamenti immediati, bensì a partire dal terzo anno, qundi con un rischio a carico dei creditori. Sottolinea che non vi è certezza di continuità produttiva in Italia, ” mancando in capo alla famiglia Pini l’expertise nel settore dei salumi di carne suina” ; e paventa il rischio di delocalizzazione della produzione negli impianti spagnoli.

La sede del gruppo Ferrarini a Rivaltella

IL COMUNICATO BONTERRE

La cordata formata dai Partner Industriali Gruppo Bonterre – Grandi Salumifici Italiani (player di riferimento del mercato italiano ed europeo dei salumi di qualità, formaggio Parmigiano-Reggiano, snack e di piatti pronti), O.P.A.S. (la più grande organizzazione di prodotto tra allevatori di suini in Italia), HP (società attiva nel sostegno e nell’innovazione dell’agrifood), che col sostegno di Intesa Sanpaolo e Unicredit ha depositato in data 10 agosto 2020 presso il tribunale di Reggio Emilia una proposta di concordato concorrente per la Ferrarini S.p.A., ha preso visione della proposta presentata sulla base degli impegni della Famiglia Pini e della società Amco S.p.A., società a integrale azionariato pubblico (Min. Economia e Finanze).

Senza evocare le delicate questioni giudiziarie che pendono ancora in relazione al concordato Ferrarini, è intenzione dei Partner Industriali sottolineare con fermezza:

1. l’impegno a mantenere l’offerta presentata e, se del caso, ad arricchirne ancor più i contenuti, qualora si instaurasse finalmente la leale procedura competitiva imposta dalla legge; questo anche per corrispondere all’apprezzamento di tutte le più importanti associazioni territoriali e nazionali che hanno pubblicamente sostenuto l’offerta, sostegno di cui i Partner Industriali sono particolarmente orgogliosi e che ritengono premi la loro serietà e trasparenza;

2. il carattere garantito della proposta concorrente, onde tutti gli impegni dei Partner sono stati assicurati fin dal momento del deposito da fideiussioni bancarie e da depositi bancari, con la disponibilità immediata, di oltre 50 milioni, al servizio del ripagamento dei creditori;

3. la costruzione di un processo di filiera tutto italiano, dall’allevatore al consumatore, la fruibilità certa e immediata da parte di tutte le maestranze dei vicini impianti e stabilimenti del Gruppo Bonterre e di Opas, in caso di spegnimento dello stabilimento di Rivaltella, la garanzia dei livelli occupazionali già individuati”.

“Al contempo, anche atteso quanto comunicato dagli autori dell’offerta sostenuta da Amco-Pini e apparso sulla stampa, corre l’obbligo di chiarire:

A. la mancanza di pagamenti immediati o nel breve del passivo concordatario, con lo spostamento del soddisfo dal 3° anno di piano industriale in poi, con tutti i rischi connessi al pagamento attraverso le risorse della continuità aziendale, non garantite;

B. l’enunciazione nei comunicati stampa che la percentuale di soddisfo (33%) renderebbe vana la presentazione di proposte concorrenti è affermazione unilaterale, che non risponde alle rigorose verifiche di carattere giuridico ed economico cui è e dovrà essere sottoposta la proposta principale, affermazione per di più unicamente tesa ad ostacolare l’instaurarsi della leale procedura competitiva prevista dalla legge nell’interesse dei creditori e degli altri stakeholders (in primis, lavoratori e fornitori), sopra ricordata;

C. nessuna certezza sulla continuità produttiva ed industriale in Italia, mancando in capo alla famiglia Pini l’expertise nel settore dei salumi di carne suina e nella commercializzazione sui mercati internazionali del food “made in Italy”; manca inoltre la presentazione di un progetto dettagliato o anche di semplice fattibilità del nuovo Stabilimento, con forte pericolo di delocalizzazione negli stabilimenti spagnoli della famiglia Pini (i Partner Industriali chiederanno comunque nelle sedi opportune di conoscere gli accordi separati con Amco S.p.A., non ricompresi nei documenti depositati, ma che dovranno essere resi pubblici)”.

Viene ribadita infine “la disponibilità verso le Organizzazioni Sindacali, per rappresentare loro la struttura e i contenuti della proposta Bonterre, le relative prospettive dal punto di vista industriale e occupazionale e approfondire i punti toccati dal presente comunicato”.

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2 risposte a Guerra Ferrarini, Bonterre attacca Pini
“Rischio delocalizzazione in Spagna”

  1. gianni Rispondi

    02/09/2020 alle 21:42

    Mi sembra che la procedura competitiva sia inevitabile, senza ricorso a capziose argomentazioni per evitarla. Per certo andrebbe organizzata con urgenza per dare certezza al futuro dell’azienda ed anche al mercato ed anche per chiudere con le vertenze in corso, salvo eventuali azioni di responsabilità , se ne esistono i presupposti, verso i precedenti amministratori e/o soci.

  2. giosuè Rispondi

    03/09/2020 alle 17:44

    Il problema sembra più semplice di quanto si creda. Entrambe le cordate assicurano( o sembra che assicurino ) la continuità aziendale, anzi il suo potenziamento. Vinca perciò il migliore, cioè chi offre di più, a pari condizioni, e offre maggiori garanzie per i creditori. In tal modo si evitano polemiche ed artifici da leguleio per favorire l’uno o l’altro.

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