Gli avvocati e il caso del procuratore Mescolini
Il Consiglio dell’Ordine se ne lava le mani
Tadolini: “E questa la chiamate indipendenza”?

28/9/2020 – Il 16 settembre il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia ha preso in esame la richiesta dell’avvocato Luca Tadolini di prendere posizione sulla vicenda del procuratore Mescolini e del suo coinvolgimento nello scandalo Palamara, in particolare per i messaggi nin cui chiedeva sostegno per la sua nomina alla sede di Reggio Emilia (“Reggio è importante per tutto”). Nella sua richiesta, Tadolini sollecitava l’ordine a esprimersi su un “passo indietro” di Mescolini, come sollecitato da ambienti politici, e in particolare da Marco Eboli.

Luca Tadolini

In proposito – come si legge in una comunicazione del 24 settembre firmata dalla presidente Celestina Tinelli – il Consiglio dell’Ordine ha deliberato “di ritenere la richiesta dell’avv. Tadolini estranea alle competenze dell’Ordine degli Avvocati“. Il Consiglio “osserva che si tratta di circostanze aventi anche natura politica, allo stato riportate dalla stampa e già all’attenzione degli organi competenti, che non compromettono l’indipendenza dell’Avvocatura”.

A proposito di tale deliberazione, l’avvocato Luca Tadolini ha indirizzato una lettera alla presidente Tinelli e ai colleghi membri del consiglio, esternando le proprie “forti perplessità”.

Scrive Tadolini: “La delibera, votata all’unanimità dal Consiglio, dichiara che non sarebbe “competenza” dell’Ordine prendere posizione sulle vicende relative l’intreccio di politica e magistratura, pubblicate dalla stampa nazionale e locale, che hanno condotto alla richiesta da parte del reggiano Marco Eboli al Procuratore della Repubblica Dott. Mescolini di “fare un passo indietro”.

E rileva: Vi ricordo che l’Art 29 della legge 247/2012 lett. t) prevede che il Consiglio vigili sulla corretta applicazione, nei limiti del proprio circondario, delle norme dell’ordinamento giudiziario, segnalando violazioni ed incompatibilità agli organi competenti. Quindi l’Ordine è competente sul tema.

Celestina Tinelli

Sul fatto che si tratta di circostanze aventi anche “natura politicasi osserva che proprio il possibile intreccio di politica e magistratura costituisce il problema, gravissimo, che ha portato all’attenzione della libera stampa italiana e reggiana fino alla richiesta delle dimissioni del Procuratore.

Osservo, con preoccupazione, che nella delibera non si trova nemmeno un aggettivo a segnalare la gravità della situazione, pur ammettendo che si tratta di circostanze “alla attenzione degli “organi competenti”, quindi non semplici slogan o boatos.”

E ancora: “La delibera conclude che comunque tali vicende “non compromettono l’indipendenza dell’Avvocatura”. Considerato che le circostanze riportate dalla stampa riguardano contestazioni di intrecci fra politica e magistratura ai livelli di vertice e delle possibili ricadute sulle indagini di mafia, com’è possibile affermare che non vi è pericolo che sia compromessa l’indipendenza dell’Avvocatura?

Conclude Tadolini: “Il silenzio, senza neppure esprimere preoccupazione, chiedere chiarimenti, dichiarare di avere a cuore che le istituzioni facciano luce di situazioni che investono in pieno anche il ruolo dell’Avvocatura, non riesco a riconoscerlo come un segnale d’indipendenza”.

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Una risposta a 1

  1. don Egizio Rispondi

    29/09/2020 alle 01:14

    appunto… piccola città.
    don Egizio

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