Frode fiscale, riciclaggio, ndrangheta
22 arresti e sequestri per 24 milioni
Alcuni incassavano il reddito di cittadinanza
Oltre 200 indagati e 157 misure cautelari

23/9/2020 – Tra questa notte e questa mattina, su delega della Procura di Reggio Emilia, oltre tra agenti della Polizia e militari Guardia di Finanza hanno eseguito 51 misure cautelari personali, di 5 arresti in carcere e 17 ai domiciliari, per frode fiscale, bancarotta e riciclaggio. Gli indagati sono oltre 200 per i quali il Gip ha scritto un’ordinanza di ben trecento pagine. Eseguite anche 106 misure cautelari reali, per sequestri patrimoniali: conti correnti, supercar, preziosi e orologi di pregio, soprattutto un fiume di denaro liquido, per centinaia di migliaia di euro, rinvenuto nel corso delle perquisizioni di questa notte.

La conferenza stampa nella sala Palatucci della Questura

Sequestrati beni e disponibilita’ finanziarie per 24 milioni di euro, equivalente all’importo dell’evasione fiscale, nei confronti di presunti componenti di un’organizzazione criminale con base a Reggio Emilia e operante su tutto il territorio nazionale. 

L’indagine – denominata “Billions” e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Emilia, supportata dal servizio centrale operativo della polizia di Stato, e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza – ha permesso di scoprire un’organizzazione che “con una metamorfosi criminale, ha sostituito i tradizionali reati con un complesso sistema finalizzato alla commissione di reati di natura finanziaria”. 

Da sinistra il colonnello della GdF Edoardo Moro, il procuratore Mescolini e il direttore
generale dell’Anticrimine della Polizia, Messina

Tra i destinatari della misura detentiva un elemento di spicco della criminalità calabrese, sembra un nome di rilievo della cosca Grande Aracri, che è stato uno dei protagonisti della guerra di ‘ndrangheta combattuta a Reggio Emilia negli anni ’90. 

E’ stato anche accertato che 9 degli indagati risultano beneficiari di reddito/pensione di cittadinanza, con avvenuta erogazione complessivamente di oltre 80.000 euro. 

I risultati dell’inchiesta Billions, che ha preso le mosse cinque anni fa, sono stati presentati in mattinata nella sala Palatucci della Questura di via Dante, in una conferenza stampa dedl procuratore di Reggio emilia Marco Mescolini, col questore Giuseppe ferrari, il direttore generaledell’anticrimine nazionale della Polizia di Stato, Francesco Messina, il direttore dello SCO Lamparelli, il colonnello Edoardo Moro Comandante provinciale della Guardia di Finanza, affiancati dagli investigatori della Polizia di Stato e della GDF che hanno effettuato le indagini.

I nomi degli arrestati, degli indagati e dei destinatari dei sequestri patrimoniali sono ancora sigillati. “Per il momento niente nomi“, ha detto ai giornalisti il procuratore Mescolini.

L’ASSOCIAZIONE AIUTAVA CON FALSE FATTURE AD EVADERE LE TASSE

23/9/2020 – Un’associazione a delinquere composta da 49 persone che offriva “servizi finanziari” illegali come l’emissione di fatture per operazioni inesistenti- alle aziende che li chiedevano per evadere le tasse. E’ quella scoperta a Reggio Emilia dall’indagine “Billions” condotta da Guardia di Finanza e Polizia, che con 250 uomini stanno dando in queste ore esecuzione a 51 misure cautelari personali (di cui 22 detentive) e 106 misure reali, tutti provvedimenti emessi dal Gip del tribunale reggiano su richiesta della Procura. In particolare si sta procedendo al sequestro di beni per circa 24 milioni, ritenuti l’ammontare delle tasse non pagate dall’aziende coinvolte attraverso le false fatture, il cui giro e’ stimato in 80 milioni.

Uno dei passaggi di denaro documentati dall’inchiesta


La presunta organizzazione criminale, che operava in tutta Italia e all’estero, era molto ben strutturata: i capi dirigevano ben 10 cellule operative il cui nucleo erano le societa’ di comodo che emettevano le false fatture. Poi c’erano dei “prelevatori professionali” di denaro dagli sportelli dei bancomat e infine dei veri e propri procacciatori di soggetti economici interessati ad usufruire dei “servizi” illeciti offerti dall’associazione. Al livello piu’ basso, infine, una vasta schiera di prestanome a cui erano intestate le societa’ “cartiere” e che, intercettati al telefono, scherzavano dicendo che le loro attivita’ “producevano soldi”.

Il procuratore Marco Mescolini

SERVIZI COMPLETI” PER EVADERE LE TASSE: IL SISTEMA FUNZIONAVA COSÌ

Il sistema per consentire alle aziende “clienti” di evadere le tasse funzionava cosi’. Attraverso una delle sue societa’ l’associazione emetteva una fattura, in realta’ per operazioni inesistenti, che veniva
regolarmente saldata. Alcuni esponenti dell’organizzazione provvedevano poi a ritirare l’importo in contanti, da bancomat degli uffici postali, con diversi prelievi frazionati in modo da non superare le soglie previste dalla normativa sull’antiriciclaggio. L’associazione, infine, restituiva le somme
alle imprese che le avevano versate, naturalmente al netto di una “commissione” per il servizio.
Agli indagati vengono contestati anche altri reati. E’ il caso di quello di autoriciclaggio, che attraverso movimentazioni di denaro con imprese estere, sempre controllate dall’organizzazione, avrebbe consentito di “ripulire” la somma “sporca” di 1,2 milioni.

Il colonnello Edoardo Moro, comandante
provinciale della Guardia di Finanza

Ipotizzata anche una cosiddetta “frode carosello” del valore di 2,8 milioni basata su compravendite di auto con la Germania. Secondo gli investigatori inoltre quattro societa’ “cartiere”, dopo essere state spolpate di
sette milioni, sono state lasciate fallire lasciando insoluti i loro ingenti debiti fiscali con lo Stato.

Infine gli indagati, attraverso documenti fittizi avrebbero chiesto e ottenuto da alcune banche dei finanziamenti, che venivano poi reimpiegati nel
sistema delle false fatturazioni. In questo caso l’ipotesi di reato è la truffa.

FONTE: AGENZIA DIRE

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