Ferrarini, guerra aperta
Amco denunciata a Bruxelles per aiuti di Stato
La finanziaria del Tesoro mette i suoi crediti nella cordata Pini

11/9/2020 – E’ guerra senza quartiere per il controllo del gruppo Ferrarini in concordato. La finanziaria pubblica Amco, società di recupero crediti del ministero del Tesoro (che ha in portafoglio anche crediti della ex Popolare di Vicenza verso i Ferrarini) è stata accusata di aiuti di Stato per la partecipazione col 20% al piano di “salvataggio” dei prosciutti Ferrarini, piano guidato dal gruppo Pini attraverso un nuovo concordato in concorrenza con quello di Banca Intesa-Unicredit- Bonterre (cooperative emiliane) con Grandi Salumifici Italiani e Opas.

FMF-Milano Finanza riferisce che nei giorni scorsi è stata depositata una denuncia agli Uffici europei coordinati dalla commissaria Ue alla concorrenza Vestager. Denuncia partita dall’Italia, ma al momento non si sa da chi.

Lisa Ferrarini, a.d. del gruppo Ferrarini, con Matteo Renzi, in tempi migliori

L’apertura dell’istruttoria europea potrebbe indurre il tribunale fallimentare di REggio Emilia a bloccare le procedure del concordato: il gruppo di Rivaltella,comunque, è saldamente sotto il controllo del re valtellinese delle bresaole, che è anche il principale macellatore di suini d’Europa.

La proposta  AMCO-Pini, prevede fra l’altro che la finanziaria governativa sostituisca con azioni i crediti vantati verso le società lussemburghesi dei Ferrarini, e rispetto a tali debiti il gruppo Pini si è reso co-obbligato. Da qui l’accusa di aiuti di Stato depositata a Bruxelles.

La denuncia è basata sul fatto che  l’intervento di AMCO nel salvataggio di Ferrarini può portare al “trasferimento indiretto di risorse pubbliche”, imputabile allo Stato. Inoltre tale intervento “pregiudica le società interessate e legittimate a presentare una proposta di concordato concorrente, le quali a differenza di Pini Italia, non hanno beneficiato della partnership con Amco”. Proprio questosembra ilpunto cruciale, anche politico: amesso che dal punto di vista finanziario eindustriale il “convertendo” amco possaessere una buona idea, resta il fatto che l’intervento pubblico crea una disparità in partenza fra le cordate concorrenti.

Infine, la discesa in campo di amco, secondo la denuncia, consentirebbe ad altre imprese pubbliche (Sace, Simest e la stessa AMCO) di recuperare crediti con “modalità vantaggiose che non sarebbero state realizzabili a normali condizioni di mercato e conseguire un vantaggio economico che non sarebbe stato altrimenti conseguito”.

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Una risposta a 1

  1. giosuè Rispondi

    12/09/2020 alle 13:02

    La sostanza è una. Se la nuova cordata offre condizioni + vantaggiose o comunque paritetiche per continuità aziendale ed i creditori è giusta la gara per l’aggiudicazione,senza artifici ed inutile contenzioso.

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