Ferrarini, ecco il nuovo concordato
Il governo in campo con Amco (Tesoro) contro la cordata Intesa-Unicredit-coop

1/9/2020 – È battaglia in campo aperto intorno al gruppo Ferrarini di Reggio Emilia, leader nella produzione di prosciutti cotti di qualità. Ieri sera alle 21,30 la società di Rivaltella (di fatto sotto il controllo del gruppo valtellinese Pini, anche se la famiglia continua ad essere sul ponte di comando) ha presentato la nuova domanda di concordato, dopo aver rinunciato al primo per evidente insostenibilità.

E a differenza della precedente, la nuova proposta concordataria promette il rimborso integrale di crediti privilegiati e in prededuzione, e il 33% della massa dei chirografari. Ció, secondo una nota di Ferrarini Spa, renderebbe “inammissibili concordati concorrenti“, quindi metterebbe fuori gioco il piano concordatario già presentato Banca Intesa-Unicredit-Bonterre. Staremo a vedere.

Intanto è confermato il clamoroso quanto irrituale ingresso nell’operazione di Amco, finanziaria pubblica del Tesoro che detiene i crediti di Pop. Vicenza e Veneto Banca, creditrice di Ferrarini di diverse decine di milioni.

Secondo il nuovo piano presentato al Tribunale fallimentare, Amco trasformerà i suoi crediti nel 20% delle azioni, ma assistita dalla garanzia del gruppo Pini che diventa cobbligato insieme alla Ferrarini. Di fatto un intervento pubblico che ha già suscitato polemiche e perplessità, sino alla presentazione di interrogazioni parlamenta: nella sostanza lo Stato che detiene il100% di Amco, mette soldi in un crac nel quale la stessa Amco figura tra i principali creditori. Nel contempo con l’intervento pubblico si viene a creare una disparità rispetto al piano di concordato concorrente Unintesa- Unicredit-Bonterre (cooperative) che ha dalla sua il sostegno delle organizzazioni professionali, ritenuto migliore come garante della filiera produttiva emiliana.

Lisa Ferrarini, a.d. del gruppo Ferrarini, con Matteo Renzi, in tempi migliori

Ma ecco il comunicato diffuso oggi da Rivaltella.

“Ferrarini S.p.A., dopo aver depositato in data 2 maggio il ricorso di Pre-Concordato, ha depositato ieri, 31 agosto 2020 alle ore 21.30, presso il Tribunale di Reggio Emilia la nuova proposta di concordato ex artt. 160 e ss. Legge fallimentare

Il piano assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, salvaguarda i livelli occupazionali, evita ricadute negative sull’indotto e soddisfa i creditori privilegiati ed in prededuzione integralmente e i creditori chirografari al 33% – differenziati attraverso la formazione di classi – percentuale che, attestata, rende inammissibile la proposizione di concordati concorrenti”.

L’OPERAZIONE PINI-AMCO

Rilancio Industrie Agroalimentari S.r.l., società neocostituita e partecipata da Pini Italia S.r.l., il maggiore operatore in Italia e uno dei principali a livello europeo nel settore della trasformazione di suini, insieme ad AMCO, quale partner finanziario, deterrà con l’omologazione l’intero capitale di Ferrarini S.p.A.

Rilancio Industrie Agroalimentari si occuperà della gestione in continuità con il passato, potendo disporre del know-how di produzione e delle consolidate relazioni sia con la GDO, sia con la rete distributiva rivolta alle vendite al dettaglio”.

” Sarebbe inutilmente rischioso – avverte la nota – introdurre fattori aleatori ed intervenire sull’attuale struttura aziendale, già risanata da tempo grazie al tempestivo supporto indiretto del Gruppo Pini, come dimostrano i risultati ottenuti nel recente passato ed in linea con le migliori performance dei concorrenti.
Il Gruppo Pini metterà poi a disposizione la propria rete commerciale nel mondo (la medesima che consentirà presto al Gruppo di superare i due miliardi di euro di fatturato), consentendo a Ferrarini di aumentare in modo esponenziale il raggio di azione all’estero e di promuovere il “Made in Italy”.
Nel futuro, quindi, non mancheranno i presupposti per mantenere e, anzi, incrementare i livelli occupazionali, come è sempre avvenuto nelle importanti iniziative in Italia del Gruppo Pini, che da anni investe sul territorio nazionale rilanciando, con successo, imprese in difficoltà, senza aver mai delocalizzato all’estero le attività”

NUOVO STABILIMENTO PER I COTTI NEL REGGIANO
“Verrà così realizzato un nuovo moderno ed efficiente cottificio che sostituirà quello di Rivaltella, ma che sarà certamente ubicato nel territorio reggiano, possibilmente in prossimità di quello attuale. Il gruppo di società partecipate da Pini Holding – operando nel settore a monte della filiera non ha propri impianti – creerà pertanto una nuova realtà produttiva con la forza lavoro esistente, già specializzata; il piano prevede che lo stabilimento in Polonia di Ferrarini sarà venduto dagli Organi della Procedura ed ogni produzione verrà trasferita in Italia”.

L’INTERVENTO DI AMCO
“La bontà della proposta è confermata dall’intervento di un importante operatore finanziario italiano, AMCO, che, in linea con la sua mission aziendale, supporterà un progetto industriale meritevole di tutela. AMCO metterà a disposizione nuova finanza ed entrerà nel capitale del veicolo di investimento (Rilancio Industrie Agroalimentari S.r.l.) con una quota del 20% sostituendo con azioni i crediti vantati da AMCO verso le società lussemburghesi azioniste di Ferrarini S.p.A. rispetto ai quali il gruppo Pini si è reso coobbligato. AMCO potrà designare componenti degli organi societari e responsabili di funzioni di controllo, agendo come partner strategico nel turnaround”.

In conclusione: “La struttura aziendale ne uscirà molto rafforzata: alle competenze ed esperienze di oggi, mantenute grazie alla collaborazione garantita dalla Famiglia Ferrarini, si sommeranno quelle industriali del Gruppo Pini e la solidità finanziaria di AMCO”.

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2 risposte a Ferrarini, ecco il nuovo concordato
Il governo in campo con Amco (Tesoro) contro la cordata Intesa-Unicredit-coop

  1. Franco C. Rispondi

    01/09/2020 alle 16:48

    E’ ora di finirla di ricorrere a mamma- Stato per sanare i debiti di una società privata collassata per incapacità gestionali. Se un imprenditore non è capace di fare l’imprenditore, faccia altro.
    Magari giochi in Borsa, ops in questo caso direi proprio di no considerando lo storico della famiglia (prima Bipop, poi le banche venete).
    Vabbhé una vicenda assurda e paradossale nella quale l’incapacità di pochi deve essere risanata coi soldi di tutti.
    Imbarazzanti: ma avete un briciolo di dignità?

  2. Susanna Rispondi

    01/09/2020 alle 19:57

    Duello finale:STATO /COOP😇😇😇😇

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