Fermare la deriva totalitaria
Una grande coalizione per contendere al Pd la guida di Reggio
I tempi sono maturi

DI FABRIZIO AGUZZOLI*

Fabrizio Aguzzoli

12/9/2020 – Mi sento tirato in causa dalla risposta dell’amico Miles Barbieri alla lettera di Dario Caselli (Reggio Report 10/09/2020) nella quale si richiama la presunta cronica volontà di perdere le elezioni amministrative da parte delle forze di opposizione.

Reggio Emilia meriterebbe un cambio di classe dirigente proprio perché è governata da più di 70 anni da una stessa parte politica, senza alcuna alternanza, è anche vero però che governare ora Reggio è difficile e rischioso.

In questa parte politica che governa la città, sia perché profondamente mutata nella sue radici culturali rispetto alle origini, sia per la consuetudine con il potere, mai seriamente messo a rischio, si sono inevitabilmente create le condizioni per una pericolosa deriva totalitaria che si riflette nell’attuale arroganza governativa che il maquillage della attenta e poderosa macchina comunicativa del Comune riesce a stento a mascherare con slogan sempre più vuoti come “Reggio città delle persone”.

L’affermazione può sembrare provocatoria e paradossale, ma sottende invece, a mio avviso, una profonda verità.

Ma cercare di conquistare il Comune a Reggio è pericoloso per chi si volesse cimentare per un duplice ordine di ragioni: una macchina burocratico amministrativa ampiamente fidelizzata da una lunga consuetudine che inevitabilmente remerebbe pesantemente contro ed il rischio per i protagonisti che volessero schierarsi in una competizione elettorale contro l’attuale governance, di essere vittime della vendetta della macchina governativa stessa in caso di sconfitta.

Il municipio di Reggio Emilia illuminato di rosso, bianco e blu

Anche per questo è estremamente difficile riuscire a schierare a Reggio una squadra di persone competenti e preparate che possano raccogliere la fiducia non solo dei tanti elettori stanchi dell’aria stantia della città, ma anche dei rappresentanti delle professioni, del commercio, dell’artigianato e dell’impresa e quindi di contendere, con ragionevole possibilità di successo, la guida della città al PD.
In questo Caselli ha ragione quando lamenta che nei salotti della città, si mormora criticamente, ma poi nessuno scende in campo.

Non si tratta pertanto di volontà di perdere, ma di paura di vincere e se ci si riflette la differenza è sostanziale.

In questa luce si inquadra ciò che giustamente sostiene l’amico Barbieri e cioè che l’incapacità di riunirsi in un unica cordata per contendere la città, obiettivo che, sono convinto, è oggi alla nostra portata, è figlia proprio della paura di vincere.

Nell’ultima tornata amministrativa ero con Barbieri già ben convinto della necessità di allargare la squadra, ma all’interno del MoVimento 5 Stelle i tempi non erano evidentemente maturi e nulla si è potuto fare.

Oggi, nell’era post ideologica, l’antica e pragmatica affermazione che riporta Miles Barbieri: “la politica si fa a Roma, a Reggio si amministra la città” è più che mai attuale. Questa affermazione, se non mi inganno, appartiene ad un vecchio comunista, il Sindaco Benassi che pur militando sotto la falce e martello, intratteneva anche buoni rapporti con Maramotti, proprio perché a Reggio si deve amministrare e quindi preoccuparsi di dare lavoro.

Se a Reggio si deve badare ad amministrare bene la città, allora non dovrebbe scandalizzare nessuno se si cominciasse a guardare ad una grande coalizione che, senza rappresentare una ammucchiata, ma alla luce di un serio programma condiviso e con una squadra di riconosciute competenze, possa realisticamente contendere al PD la guida della città.

Deve essere ben chiaro che, al momento, al di là di vuoti slogan propagandistici o, peggio, di credere di potere risolvere tutto tagliando nastri di costosi quanto inutili progetti immobiliari (Park Vittoria, Parco Ottavi, Maxiarena Campovolo, Tecnopolo, ristrutturazione di 3 condomini in via Paradisi, ecc.), all’attuale classe dirigente manca sia una visione di ciò che dovrà essere Reggio nel 2050, sia la capacità di dare risposte serie ai grandi problemi attuali della città: inquinamento ambientale, legalità ed infiltrazioni ndranghertiste, viabilità, degrado urbano, desertificazione del Centro Storico, eccetera.

*consigliere M5S Comune di Reggio

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8 risposte a Fermare la deriva totalitaria
Una grande coalizione per contendere al Pd la guida di Reggio
I tempi sono maturi

  1. gianni Rispondi

    12/09/2020 alle 22:24

    Bravo dottore,
    Era ora di sentir dire cose ragionevoli per il bene della democrazia e della città. La mancanza di alternanza è un problema serio per tutti anche se le persone che governano sono dotate delle migliori intenzioni. Una coalizione autorevole, possibilmente con buone dosi civiche è l’unico rimedio ad una situazione bloccata da una continuità al potere che giocoforza è diventato sistema.

  2. don Egizio Rispondi

    13/09/2020 alle 00:28

    Gentilissimi, non so se i miei post vengano cancellati, questo leggetelo. Non sono emiliano, ma conosco bene le persone e mi aggiorno da lontano (anche) con Reggio Report. Aguzzoli tocca il punto, ma ancora non del tutto. Reggio non è (solo) il comune, governare Reggio non significa conquistare il comune: il comune è l’aggregante, ma attorno ruotano magistratura, cultura, università, identità (Anpi, ecc ecc), burocrazia, coop e soprattutto dirigenti che volteggiano qua e la, eterni, stampa e altro, e inoltre le alleanze con Bologna, La regione, le città vicine, e una rete che arriva a Roma. Una parte dell’università di Reggio non è di Reggio, appartiene a una rete Reggiana-Bolognese-(Romana). Ora, o si crea una classe dirigente capace di contendere tutte queste posizioni, o la eventuale presa del comune sarebbe una meteora come Bologna con Guazzaloca. La sinistra ex comunista e quella assai più astuta e consapevole dossettiana sono state abili a prendere tutte le posizioni. Quella classe dirigente ora vacilla, per limiti personali, non di sistema. L’occasione c’è, ma o attaccate tutti i fronti, con una classe dirigente culturale, accademica, finemente burocratica, con eccellenze giuridiche e narrative che facciano proprie le eccellenze reggiane, con un disegno economico e civile, tutti uniti, tutti allo scoperto, con punte di diamante, anche a costo di essere respinti più volte, o non toccate palla. Voi dovete essere Reggio. Intanto conquisterete qualche posizione, in uno o nell’altro di tutti questi settori, e uno agevolerà la presa dell’altro. Roma non fu fatta in un giorno e i miracoli non esistono. Ma uniti. Ogni passo è una conquista. Iniziate dalle “postazioni” accademiche, culturali e identitarie, che sono quelle che delegittimano ogni vostra posizione, quelli sono i capisaldi. Come funziona il csm funziona l’università (e qui mi taccio..). Create uno “stato dello spirito” a voi favorevole. Altrimenti avere sindaco e giunta serve solo perderli poi per sempre.

  3. Susanna Rispondi

    13/09/2020 alle 14:20

    Sarò sincera. Se “cambiare” significa finire nel giro degli “stellari” preferisco lasciare tutto come è.

  4. giobatta Rispondi

    13/09/2020 alle 17:16

    Nulla è eterno. Anche se i veri sconvolgimenti si chiamano rivoluzioni. Per certo si è consolidato un sistema di potere, ben radicato ovviamente anche sotto l’aspetto burocratico, e che prende tutte le strutture e gli interessi della città.
    Però, dicevano i nostri vecchi, quando il vaso è pieno……. Purtroppo in questo processo si è inserito, come giustamente dice don Egizio, per sostenerlo e per anche sostituirlo il gruppo ex Dc- Curia e dossettiani. Le regole però sono sempre le stesse: prima di tutto la stretta appartenenza (ora anche al clan personale) e lo stretto controllo dei fiduciari designati.
    Però il sistema non può reggere all’infinito, specie se a Roma comincia a cambiare il vento con la qualità e la trasparenza. Anche i 5 stelle non hanno ancora inciso sulla struttura burocratica , controllata tuttora da catto-comunisti. La Dx invece non offre alcuna alternativa, se non blaterale e non costruire nulla; anche perché gli interessi personali prevalgono su quelli sociali.

  5. Federico Rispondi

    13/09/2020 alle 22:12

    L’ emergenza Covid logora tutti, compreso il sistema oligarchico che ci amministra da sempre. Chi crede ancora di continuare a giocare le solite tre carte per rabbonire e infinocchiare il popolo bue, temo che questa volta rischierà di perdere la partita per sempre. Non c’ è incantatore di serpenti, cantastorie o giocoliere che possa sedurre le masse, quando queste si ritrovano sul lastrico. Temo che lo tsunami che si solleverà sarà mosso in primis dalle migliaia di immigrati senz’ arte nè parte, quelli che la crisi non permetterà d’ integrare e mantenere. Quello che abbiamo visto a Lesbo in questi giorni è la sintesi più tragica di quello che rischiamo di vedere presto nelle nostre città.

  6. don Egizio Rispondi

    13/09/2020 alle 23:23

    Carissimi,
    a Roma è tutto com’era. Chi vuole sapere come sguazzano i piddini dossettiani reggiani nella politica e nella burocrazia a Reggio, a Bologna a Roma (dove sono fortissimi) e a Bruxelles veda qualche articolo ovviamente passato sotto silenzio (Complimenti a Reggio Report, ma ce ne sarebbero decine e anche altro.. ma serve a poco e niente):
    Reggio: http://www.reggioreport.it/2018/12/concorso-opaco-a-unimore-e-lo-vince-il-braccio-destro-di-melloni/
    Bologna-Reggio: http://www.reggioreport.it/2017/07/dalla-regione-15-mln-alla-fondazione-di-melloni-un-marchettone-targato-pd/
    https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/che-gran-cuore-che-ha-luigi-zanda-tignoso-capogruppo-pd-palazzo-88245.htm
    https://www.lanuovabq.it/it/super-bando-a-scuola-di-bolognaindaga-il-senato
    e qui (cancellate pure, al MIUR, ho già scaricato): http://attiministeriali.miur.it/anno-2016/giugno/dcd-01062016.aspx
    Quando sarete capaci di fare così, potrete prendere Reggio, prima potete prendere il comune, avrete tutti contro, non toccherete palla, e lo riperderete. L’egemonia culturale (nel senso più largo di stato dello spirito – loro hanno letto Gramsci e Dossetti, voi no) e quella burocratica (in senso ancora più largo) sono tutto. Fate uno squadra, con gli uomini migliori, in tutti i campi, voi siete in attacco, contro posizioni robuste, partite in svantaggio. Ci vuole lavoro, lavoro, lavoro e disponibilità di tutti, senza invidie, al sacrificio, alla preparazione, alla fatica.
    don Egizio

  7. don Egizio Rispondi

    13/09/2020 alle 23:29

    Loro hanno un limite: ormai badano solo alla fedeltà, non più alla qualità degli uomini. Così molti, pur forti nel sistema, sono nullità. E le nullità fanno danni che a volte (rare..) non si riesce a coprire. Da qui potete partire, se avete uomini e donne migliori e TUTTI e TUTTE si uniscono, senza vigliaccherie, con coraggio, all’aperto. Voi dovete essere positivi, per Reggio, mai contro Reggio. Però, attenzione, le singole nullità sono protette dal sistema e dalla stampa. Ci vuole coraggio a prenderle e andare avanti.
    d. E.

  8. Zeno Stanghellini Rispondi

    14/09/2020 alle 21:13

    Se non si muove la borghesia e la classe dirigente reggiana…
    Tutto rimane circoscritto ai soliti noti…
    Ormai gli ex DC hanno preso completamente il potere…
    La strategia è frutto di un progetto che va avanti da anni…
    Distruzione dei circoli del PD…Che erano la forza del partito radicato nel territorio…E sostituzione con le parrocchie…E tutto quel mondo che gestisce le coop sociali…Centri di potere che hanno sostituito gli altri storici…
    E lì non si discute…Ma nelle riunioni dei caminetti…Vengono decisi i candidati da votare…Ed le poltrone da spartire…
    Oltretutto la popolazione reggiana è stata sostituita da quella proveniente dal meridione…Dove il fattore parrocchiale è ancora prevalente…
    Ormai ogni carica od ufficio comunale è in mano non più ai reggiani ma a gente le cui famiglie provengono dal sud Italia…Con due comunità ben prevalenti…
    Ed in quei luoghi parlare di ideali di sinistra…
    La borghesia reggiana ed anche gli industriali fanno affari…E se li spartiscono…Che interesse avrebbero a cambiare?…
    Forse se scoppiasse uno scandalo talmente grave…Allora poi ci sarebbe un fuggi fuggi generale e tutto può succedere…Tipo Parma…
    Ma anche lì alla fine Pizzarotti…È finito democristiano…Per continuare a gestire la città…
    A Reggio poi con i giudici di passaggio che ci sono…È tutto annebbiato…Non a caso l’inchiesta Aemilia è partita da Bologna…E lì vi è tornata…
    Si, ha ragione Aguzzoli…Come diceva l’autista di Johnny Stecchino nel famoso film di Benigni…Il problema a Reggio?…Il traffico…

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