Decessi alla San Giuseppe di Montecchio
Le 18 salme non saranno riesumate. Il Gip: “Inutile e forse dannoso”
Tra i morti anche il vescovo emerito Gibertini

15/9/2020 – Non solo può rivelarsi inutile, ma forse anche dannoso per la collettività. Per questo motivo non saranno riesumate le 18 salme di anziani morti alla Casa della Carità di Montecchio Emilia, come invece chiesto dalla Procura reggiana, per accertare la presenza del Covid-19 all’epoca del decesso.

Secondo il giudice esiste infatti il rischio che quest’operazione non porti a nessun risultato utile e questo rischio, che in altri casi potrebbe anche essere accettabile, qui non può essere corso se non a costo di mettere “irrazionalmente in pericolo, o addirittura a ledere definitivamente” alcuni valori, come la salute pubblica o le risorse pubbliche, ma anche la pietà dei defunti, il possibile turbamento per i loro familiari”.

La Casa della carità San Giuseppe di Montecchio

Nel rigettare la richiesta di incidente probatorio il Gip Andrea Rat (già giudice estensore della sentenza del primo grado del maxiprocesso Aemili) asottolinea, inoltre, il rischio di “trasformare il processo penale in uno strumento sproporzionato rispetto al fine perseguito, se non, addirittura, dannoso per la collettività e l’indagato”.

Soddisfazione è espressa dall’avvocato Nino Ruffini, che difende due dei cinque indagati: “Sono state accolte tutte le linee difensive prospettate e a questo punto il fascicolo processuale dell’accusa risulta alquanto scarno”..

Il vescovo Camisasca si era opposto con determinazione alla riesumazione delle salme: un’ala della struttura di Montecchio è di pertinenza della Casa del Clero di Montecchioche ospita sacerdoti molto anziani o non autosufficienti. E lìè morto anche il vescovo emerito monsignor Gibertini. Anche la sua salma doveva essere sottoposta ad esame, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage avvenuta nella casa di riposo. L’ordinanza del pm Piera Giannusa era stata sospesa dal procuratore Marco Mescolini.

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