Comune di Reggio nella bufera
Appalti pilotati per 27 milioni
Sotto accusa 26 dirigenti e funzionari

15/9/2020 – Questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, nell’ambito di un’articolata indagine denominata Re Cleaning (pulire Reggio) sulla gestione di alcuni appalti pubblici, hanno notificato, su delega della Procura della Repubblica di Reggio, 26 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415-bis c.p.p., emessi nei confronti, tra gli altri, di dirigenti e funzionari pro- tempore del Comune di Reggio Emilia.

Gli avvisi di conclusione preludono in genere alla formalizzazione delle richieste di rinvio a giudizio, e sono stati emessi

“all’esito di complesse investigazioni iniziate nel 2016” e culminate nelle perquisizioni avvenute a Palazzo Civico il 23 giugno 2019, quattro giorni dopo la rielezione del sindaco Luca Vecchi.

Fra i reati contestati a vario titolo nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017 (nel pieno della prima giunta Vecchi) figurano amnche la corruzione, la turbativa d’asta, la falsità in atto pubblico e nel caso dell’ex assessore Mirko Tutino la rivelazione di segreti d’ufficio a proposito della gara per l’affidamento di una serie di servizi di mobilità (dalla gestione dei parcheggi al controllo delle zone Ztl al servizio bike-sharing) dal valore di 25,4 milioni di euro.

Tra gli indagati sei sono dirigenti ed ex dirigenti di settori strategici di palazzo Civico: l’avvocato Santo Gnoni (dal quale ha preso le mosse l’intero inchiesta) ex responsabile dell’ufficio legale, il dirigente Roberto Montagnani, il comandante della Polizia Municipale Stefano Poma, Alessandro Meggiato responsabile del servizio mobilità del Comune, Paola Cagliari all’epoca dirigente dello servizio scuole e nidi d’infanzia, la responsabile dell’ufficio controllo Lorenza Benedetti.

 E inoltre presidente dell’Azienda di servizi anziani, minori e disabili Raffaele Leoni e il presidente dell’Istituzione scuole e nidi dell’infanzia Nando Rinaldi.

ESCONO DALL’INCHIESTA L’EX VICESINDACO SASSI E COOPSERVICE

Sono usciti dall’inchiesta, l’ex vice sindaco Matteo Sassi, chiamato in causa in un primo tempo per la nomina, nel maggio 2016, di Maria Teresa Guarnieri a direttore dell’Asp (anziani), e il colosso Coopservice vincitore dell’ appalto da 12 milioni per il global service dei servizi energeticidel Comune.

APPALTI E MAZZETTE NEL MIRINO

Le indagini avevano preso le mosse – scrivono le Fiamme Gialle – “in ordine a fatti di istigazione alla corruzione a carico di un Giudice della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, già dirigente del Servizio Legale del Comune di Reggio Emilia”. Il riferimento è, appunto, all’avvocato Santo Gnoni.

Il municipio visto dal bar Europa

In particolare -“è emerso che l’indagato, quale relatore nella Commissione Tributaria Provinciale, in un primo episodio ha sollecitato la dazione di 15 mila euro per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio, accogliendo il ricorso di un imprenditore avverso l’avviso di accertamento notificato dalla locale Agenzia delle Entrate. In una seconda occasione, l’indagato ha sollecitato la gratuità delle prestazioni inerenti a lavori di meccanica da svolgersi sulla propria autovettura, con l’intento di favorire indebitamente l’impresa nella definizione della relativa pendenza tributaria con l’ufficio finanziario”. 

“Nel prosieguo degli accertamenti di Polizia Giudiziaria – scrivono ancora le Fiamme Gialle – sono state acclarate ulteriori condotte delittuose poste in essere dal medesimo soggetto e da altri dirigenti e funzionari pro-tempore del Comune di Reggio Emilia che, in concorso tra loro, hanno turbato il procedimento amministrativo di predisposizione dei bandi di gara dell’Ente locale, allo scopo di condizionare la scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione. 

“Le irregolarità, confermate anche dall’esito della consulenza tecnica di due periti nominati dall’Autorità Giudiziaria, hanno riguardato gli appalti di molteplici settori, per un valore complessivo di circa 27 milioni di euro, i cui bandi sono risultati “confezionati su misura” onde ostacolare la partecipazione dei potenziali candidati e favorire indebitamente le imprese aggiudicatarie”. 

Tra questi “il più rilevante è senza dubbio il bando di gara europea indetto nel 2016 per un valore stimato di oltre 25 milioni di euro, con il quale l’Ente locale ha proceduto all’individuazione del contraente cui affidare per otto anni i servizi di “gestione della sosta a pagamento su aree pubbliche e di uso pubblico; gestione del trasporto scolastico (servizio scuolabus); gestione dei servizi di controllo ZTL e AP; gestione del servizio di bike-sharing” del Comune di Reggio Emilia, con possibilità di eventuale proroga tecnica”.

Giugno 2019: il sostituto procuratore Valentina Salvi lascia il palazzo comunale di di Reggio Emilia dopo le perquisizioni

Basndo vinto a mani basse dal consorzio Tea (controllato all’88% da Til, la società di mobilità locale controllata a sua volta dalla società pubblica Act).

“Si è trattato di un maxi-bando con la predisposizione di requisiti ad hoc, molto restrittivi in relazione a ciascun servizio, tanto da rendere indispensabile la partecipazione alla gara di un’organizzazione di aziende già ben strutturata, così alterando la procedura ad evidenza pubblica e favorendo l’unico soggetto partecipante che, poi, è risultato essere l’aggiudicatario”. 

Un secondo bando analizzato nel corso delle indagini ha riguardato l’affidamento, nel 2017, del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale compromesse a seguito del verificarsi di incidenti stradali, del valore complessivo stimato in circa 950 mila euro, a fronte di una durata potenziale del contratto di 6 anni e mezzo (3 anni + 3). Indagati per corruzione i fratelli Lorenzo e Vincenzo Corradini, noti imprenditori,assieme alla funzionaria comunale Ivana Ceccardi, a consulenti e membri della commissione.

“In dettaglio, il procedimento amministrativo di scelta del contraente è stato alterato attraverso l’aggiudicazione dell’appalto ad un consorzio (già gestore del servizio) in cambio della definizione bonaria di una controversia per presunti crediti vantati nei confronti dell’Ente locale da una società consorziata. Parallelamente all’accordo transattivo illecito, si è registrata la manipolazione dei punteggi per far risultare, quale primo classificato nella graduatoria di gara, il menzionato consorzio, a danno degli altri candidati”. 

Analoghe condotte – aggiunge la Guardia di Finanza sono state poste in essere nell’ambito della procedura per l’affidamento della gestione di un nido d’infanzia sul territorio comunale, per il triennio 2016-2019, per un importo a base di gara di circa 850 mila euro”. Si trattadell’asilo nido Maramotti, la cui gestione è stata affidata per 1,4 milionialla cooperativa Panta Rei, dopo la dichiarazione di illegittimità della proposta economica di un altro soggetto vincitore della gara in prima battuta. Per questa vicenda sono indagati Paola Cagliari, Nando Rinaldi, la funzioinaria Tiziana tondelli, un consulente e un membro della commissione aggiudicatrice.

“In questo caso, gli indagati hanno artatamente proceduto all’esclusione del primo classificato, attraverso la predisposizione di motivazioni ad hoc, allo scopo di poter dichiarare anomala l’offerta economica presentata, così determinando l’aggiudicazione al secondo classificato (già gestore del servizio)”. 

Un ulteriore bando “confezionato su misura” – secondo le contestazioni – “è quello afferente al disciplinare di gara del 2016 per la ricerca di due avvocati e l’affidamento dell’appalto di servizi legali, per un periodo di 12 mesi e un valore complessivo di 60 mila euro. In questa circostanza, la procedura ad evidenza pubblica è stata alterata prevedendo, per l’accesso, un requisito professionale particolarmente stringente rispetto allo specifico oggetto del contratto d’appalto, così limitando artificiosamente la concorrenza e favorendo i due candidati predesignati”. Indagato,oltre a Santo Gnoni, anche il noto avvocato amministrativista Paolo Coli in qualità di membrodella commissione aggiudicatrice.

Con riferimento, poi, alla gara di affidamento del servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo, per un valore di 300 mila euro, “sono stati scoperti ulteriori fatti di corruzione da parte dell’allora dirigente del Servizio Legale del Comune di Reggio Emilia, il quale ha indebitamente ottenuto dall’impresa aggiudicataria un’utilità pari a circa 5 mila euro, consistente nel rinnovo a titolo gratuito di un contratto assicurativo relativo alla propria abitazione di residenza”. 

Le investigazioni svolte hanno fatto emergere, inoltre, “ipotesi di rivelazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica in atti pubblici e omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale”. Ciò a proposito dell’appalto.monstre da 25,4 milioni di euro, durata otto anni sinoal 2024, sul quale aveva sollevato perplessità anche l’autorità Anticorruzione rilevando come apparisse confezionato su misura per ilconsorzio Tea.

L’indagato, in questo caso, è l’ex assessore alla mobilità Mirko Tutino, (prima giunta Vecchi) che oggi lavora per un’azienda specializzata nel riciclo della plastica acquisita da Iren.


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12 risposte a Comune di Reggio nella bufera
Appalti pilotati per 27 milioni
Sotto accusa 26 dirigenti e funzionari

  1. lui Rispondi

    15/09/2020 alle 14:47

    Era ora !

  2. precisino Rispondi

    15/09/2020 alle 16:29

    Santo! Santo! Santo!

    e ho detto tutto

  3. Masaniello Rispondi

    15/09/2020 alle 18:14

    Coli. L’ avvocato che difendeva gli interessi del comune di Reggio da quello della società dell’ appalto del Victoria Park; e che a Piacenza difendeva gli interessi di un’ altra società di parcheggi dell’Alliata Lodetti (dell’ appalto del Victoria Park)contro il comune di Piacenza. Il tutto con una sinergia e una tempistica sbalorditiva.

  4. Estrazioni perdenti Rispondi

    15/09/2020 alle 18:24

    Che sorpresina….
    ora pero’ vediamo se saranno paraculati dalla solita… si fa per dire ..giustizia..
    che sarebbe un po’ come vincere al Superenalotto.

  5. Meccanico dentista Rispondi

    16/09/2020 alle 11:43

    Questo è il classico caso in cui i “funzionari” fanno la loro brava ma squallida funzione – ovvero quella dei paraculi ben remunerati; il tutto per tenere insieme un Circo di corrotti e corruttori.

    Torroni per tutti!! E giù le dentiere..

  6. Nicola Frascati Rispondi

    16/09/2020 alle 12:26

    In questa vicenda, e’ importante rilevare un fatto significativo, non solo giudiziario ma politico: sono a tutti ben noti i fatti, in tempi non sospetti, che hanno portato all’allontanamento, secondo differenti modalità e contesti, di Gnoni e Tutino, dalla sfera del potere dominante locale. Parliamo di un leader assoluto della stanza dei bottoni in comune e di un giovane leader plurivotato, non si sa bene perché uscito (mandato) fuori dal gotha del potere locale, per essere allocato, attraverso tappe intermedie anche distanti dal luogo del
    presunto reato, a un incarico lavorativo collegato alla sfera di Iren, come indicato nell’articolo. La domanda nasce spontanea, col senno del poi: membri dell’amministrazione, della giunta, dei partiti di maggioranza, hanno allontanato questi soggetti perché a conoscenza di fatti rilevanti che andavano denunciati alle istituzioni competenti? Se così e’, i fatti sono stati denunciati? In caso contrario, perché no? E’ necessario appronfondire, fra gli altri, anche questi aspetti. Per capire se qualcosa non ha funzionato in materia di responsabilità amministrativa degli enti interessati, ove fossero acclarate e definite le responsabilità ai sensi di legge dei singoli interessati. E, oltre la responsabilità amministrativa di enti e di quella dei singoli, se qualcuno che avrebbe dovuto denunciare non lo ha fatto, e per quali ragioni, politiche e di potere. Ovviamente si e’ innocenti fino a sentenza. Niente accuse e niente condanne a priori. Garantismo assoluto. Ma il garantismo vada di pari passo con la ricerca della verità, anche in risposta a queste domande. Confidiamo nella magistratura e nella politica, ivi inclusi i politici e i dirigenti interessati dalle indagini.

  7. fausto poli Rispondi

    16/09/2020 alle 14:53

    Solamente alcuni giorni prima le votazioni ? Ah ah ah………. Gia’ nel 2019 tanto tam tam. Ma cosa deve succedere ? Mi pare che si voglia spingere su fatti che quotidianamente succedono. Allora che chi voglia faccia pure. Il potere logora e non permette. Io a volte penso ai pionieri della democrazia che non hanno interagito a Reggio Emilia. Reggio Emilia non si merita uomini e donne ammantati di laurea ma privi di dignita’. La professione non consente di prevaricare come da anni a Reggio Smilia succede. Se a poi avvertire i cittadinj

  8. fausto poli Rispondi

    16/09/2020 alle 14:58

    Vicende che da anni succedono.

  9. fausto poli Rispondi

    16/09/2020 alle 15:01

    Ciao

  10. fausto poli Rispondi

    16/09/2020 alle 15:03

    Tutto quello riportato sull ‘ articolo sono anni che succede. …….

  11. fausto poli Rispondi

    16/09/2020 alle 15:19

    Per me qui a Reggio la destra spinge per … .

  12. Paolo Rispondi

    16/09/2020 alle 18:29

    Sig.Frascati, ovvio che non sa quel che dice. Tutino si è allontanato di sua iniziativa annunciandolo un anno prima per andare a lavorare, Gnoni è stato allontanato a seguito di ipotesi di reato ben più pesanti “della diffusione di informazioni e atti d’ufficio”. Legga quello che stanno scrivendo i giornali. Lei sta paragonando – e lo dico da elettore di un’altra parte politica che dall’ex assessore ha avuto risposte come amministratore – chi meno c’entra con tutta questa storia a chi più invece è coinvolto.

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