Comitato esposti amianto
“L’ecomostro Forsu di Gavassa sarà una maledizione”
Come se non bastasse il record di tumori della pianura Padana

DI ANDREA NANETTI *,

24/9/2020 Come Associazione esposti amianto Correggio esprimiamo fondate preoccupazioni per il mega impianto Forsu di Iren tra Gavassa e Prato, dopo la sconfitta dei comitati al Tar il cantiere è già ricominciato. Certo, le sentenze dei magistrati si rispettano, ma nessun tribunale può magicamente annullare l’inevitabile impatto d’una centrale che tratterà ben 150mila tonnellate annue di rifiuti organici. 
Senza addentrarci in tecnicismi, andrebbe costruita in una zona con adeguata ventilazione, ossia verso la montagna, o meglio, a funzionamento aerobico (che non emette gas inquinanti), piuttosto che il nocivo anaerobico del Forsu. Però queste soluzioni ecologiche sarebbero “antieconomiche”.



Come se nella nostra pianura non bastassero inquinamento, scarso ricambio d’aria, allarme polveri sottili, ormai s’ammala di cancro una persona su 3, stando alla UE la Val Padana detiene il più alto tasso di tumori d’Europa (report AEA 2015-17), la bassa reggiana poi, a causa anche della Cemental detiene pure il record di mesoteliomi (neoplasie incurabili causate da microfibre d’amianto) dell’Emilia Romagna. Ciononostante s’innalza un ecomostro che concentrerà immondizia importata, con veicoli pesanti provenienti fin dai comuni di Parma e Piacenza.

Le emissioni sarebbero basse ma costanti, micro polveri sottili e prevedibilmente diossina e formaldeide
Pur supponendo che tali emissioni cancerogene siano gestibili, per alimentare un impianto Forsu da 150mila tonnellate/anno, occorreranno almeno dai 200 ai 280 camion transitanti ogni giorno, continuamente. Quanto traffico pesante subiremo? Poi il potere politico limita le auto diesel euro 4, sbandierando ambientalismo e “sostenibilità”?
Oltretutto laddove vagheranno tutti quei tir, è scontata una netta svalutazione immobiliare.

Chi superficialmente s’immagina che i problemi ricadranno sui residenti della zona incuneata tra Reggio, Correggio e San Martino, sbaglia. La pianura Padana è una “sacca” geomorfologica, tant’è che nel reggiano subiamo persino l’inquinamento del Milanese, respiriamo tutti quella stessa aria.
Affiancheremo il comitato nella lotta fino all’ultimo, compresi appello al Consiglio di stato e azioni di protesta civile.
Ed esorto anche le tante associazioni ambientaliste a farsi vive per un futuro sostenibile, non solo a parole.

* Associazione esposti amianto Cemental Correggio

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3 risposte a Comitato esposti amianto
“L’ecomostro Forsu di Gavassa sarà una maledizione”
Come se non bastasse il record di tumori della pianura Padana

  1. Annabella Gebrando Rispondi

    24/09/2020 alle 17:25

    Scusate, allora a FAEDO, (TN), sono tutti impazziti? Guardate qua. https://bioenergiatrentino.it/ Non venitemi a dire che é diverso, perché é esattamente uguale. Dunque? Che dite?

  2. Trasparenza Rispondi

    24/09/2020 alle 20:40

    Guardati gli articoli di giornale su faedo e nn ascoltare solo una campana…

  3. Martina Rispondi

    24/09/2020 alle 20:59

    Siccome noi abbiamo l’ aria fresca del Trentino possiamo aggiungere altre imponenti emissioni in atmosfera. Del resto anche in estate con gli incendi più o meno dolosi, e le temperature tropicali, ci manca solo qualche altro camino acceso per lessarci completamente il Dna. Non basta dunque sapere che virus e batteri viaggiano molto più velocemente quando possono aggrapparsi alle micropolveri presenti nell’ aria, non basta neppure pensare che si sprigionano comunque altri vapori carichi di bio-aerosol stagnanti per mesi. Tanto abbiamo chilometri di foreste d’ abeti in quel di Gavassa. E del vento, vogliamo parlarne? A Gavassa arriva la bora dritto, dritto da Trieste! Direi proprio che è il caso di festeggiare con gli aquiloni!

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