Appalti scandalosamente blindati
“Come potevate non sapere?”

DI MILES BARBIERI

Miles Barbieri

17/9/2020 – Leggo sulla stampa della triste vicenda che coinvolge molti dirigenti e funzionari del nostro Comune indagati per appalti e altre poco edificanti questioni relative all’aggiudicazione di appalti. È sacrosanto indignarsi, doveroso pretendere chiarezza, ma non posso non dirmi sorpreso dalla tardività delle prese di posizione della politica, dato che questi fatti erano stati già più volte denunciati in passato e non serviva magistratura per capire che c’era del marcio nelle terre reggiane.

Da almeno quindici anni, infatti, i media e i cittadini più attenti si domandano come possano essere conformi ai principi costituzionali di economicità, efficacia, efficienza dell’operato della pubblica amministrazione i troppi bandi blindati indetti “a colpi di maggioranza”, per ragioni spesso contraddittorie, ai quali si presentava sistematicamente un solo offerente, che si aggiudicava la gara senza rilanci e a condizioni di dubbia convenienza per la collettività.

Solo a titolo d’esempio, nel mio piccolo, non riesco a contare tutte le volte che ho pubblicamente sollevato dubbi sul Consorzio TEA-TIL che, dal 2008, gestisce senza soluzione di continuità e in assenza di concorrenti la maggior parte dei parcheggi della città, i servizi di trasporto scolastico e di bike-sharing, pagando al Comune un canone annuo di soli 650 mila euro. L’amministrazione comunale giustificò l’opportunità di esternalizzare questi servizi per “diminuire i costi a carico della collettività”.

Peccato, tuttavia, che, da un lato, il “concessionario” TEA-TIL faccia capo al Consorzio ACT, il cui socio di riferimento è lo stesso Comune di Reggio e, quindi i costi e i rischi rimangano sempre e comunque, in capo a noi reggiani e, dall’altro lato, proprio attraverso bandi d’appalto che vincolavano il gestore dei parcheggi a curare anche il trasporto scolastico locale, si rendessero – di fatto – impossibili la competizione e la presentazione di offerte, magari migliorative, di concorrenti. Perché non sono mai stati indetti due bandi separati?

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E che dire dei parcheggi dell’ospedale, per i quali TEA-TIL riconosce al Santa Maria Nuova un compenso annuo di soli 200 mila euro (0,50 al giorno per ciascun stallo a pagamento) che, peraltro, non è destinato al miglioramento dei servizi ospedalieri ma alla manutenzione delle stesse aree ?

Gli esempi potrebbero continuare a lungo (Acer, Aeroporto, Maxiarena Campovolo, IREN, ecc.), ma il punto è che non occorreva essere Sherlock Holmes per rendersi conto che qualcosa non tornava: bastava leggere i documenti disponibili in rete e armarsi di calcolatrice.

Com’è possibile, allora, che solo oggi le forze di opposizione facciano la voce grossa su questi temi e che chi governa da sempre la città possa dirsi estraneo a quei fatti e pretenda di non essersi mai accorto di nulla?

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4 risposte a Appalti scandalosamente blindati
“Come potevate non sapere?”

  1. Maria Rispondi

    17/09/2020 alle 19:53

    Questori, procuratori, prefetti, magistrati non hanno mai aperto un quotidiano locale in questi lunghi anni? Non hanno mai letto nulla delle polemiche insorte nelle sedi istituzionali? Dove vivevano? Sotto terra? Per decenni anche ogni fenomeno mafioso, veniva declassato declassato a semplice criminalità organizzata, badando a non disturbare i grandi manovratorei della cosa pubblica…La tribù dei cugini di campagna che manovrava ogni appalto, pianificava sul territorio anche provinciale dove, e come, e chi, poteva espandere la propria attività, costruire, scavare cave di sabbia, ghiaia e argilla, aprire- ampliare – duplicare discariche per rifiuti anche in aree definite geologicamente instabili, a rischio frane, a rischio esondazione, a rischio sismico, o addirittura carsiche, oppure spandere fanghi reflui urbani e industriali non stabilizzati, delle sorelle Agac- Enìa e Iren, su terreni prospicienti a falde acquifere, o situati in pendenza nei comuni del nostro Appennino. Quante interrogazioni? Decine. Oppure aziende chimiche dai pericolosi serbatoi interrati che percolavano, o emissioni in atmosfera che per anni ci si dimenticava di controllare, o la presenza della diossina emessa dell’ex inceneritore Agac per le tonnellate di mucche infette dalla BSE che furono incendiate la chetichella, in un impianto che doveva smaltire solo rifiuti urbani. E apriamo una parentesi seria sui segretari comunali, come il sig. Gandellini ( oggi segretario comunale a Reggio Emilia) , che evidentemente nulla fece in tempo utile riguardo l’ azienda che a Montecchio aveva vinto l’appalto della scuola media, dato che gli fu permesso alla ditta d’ iniziare i lavori, nonostante fosse priva di certificazione antimafia, e nonostante che Gandellini fosse stato assunto proprio per seguire e garantire il rispetto del protocollo della legalità sottoscritto dal sindaco Colli! Così come nessuno degli inquirenti ha mai avuto nulla da ridire sulle migliaia tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati in area esondabile lungo il fiume Pò, in attesa di diventare bitume, cemento e pseudo inerti per sottofondi stradali, perchè alla mafia e alla politica faceva comodo così! E ricordo molto bene la discussione che ebbi con l’ assessore Tutino, quando gli chiesi pubblicamente se ci si doveva preoccupare per le escavazioni limitrofe alla discarica Iren di Poiatica ,da parte della società Monte querce scarl, dato si temeva che Unieco ci volesse fare un altra discarica. Tutino mi rispose, dicendo che non gli era arrivata alcuna comunicazione a riguardo. Peccato, che preso atto dalla visura camerale della Montequerce scarl, io abbia scoperto subito che la società avesse come fine la realizzazione d’ impianti di smaltimento rifiuti. Impossibile quindi che Tutino queste cose non le sapesse. Ora che dire? Le lamentazioni del PD onestamente mi fanno il solletico.

  2. Grazie Rispondi

    18/09/2020 alle 09:52

    Maria Santa subito!

  3. Paolo Rispondi

    21/09/2020 alle 08:47

    Signora Maria, ho seguito anche io quel dibattito che ebbe con Tutino ma la risposta non fu quella che scrive: le venne detto che non esisteva alcuna procedura per attivare quella discarica. Informazione corretta, dato che ancora oggi non risulta alcun progetto depositato. Eviti quindi di scrivere cose non vere e distorcere la realtà.

  4. Maria Rispondi

    21/09/2020 alle 16:15

    Io non distorco. Si legga la visura camerale. Grazie.

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