Tagli pesanti nella chiesa
Saranno abolite cinque parrocchie storiche del centro di Reggio

4/9/2020 – Cinque parrocchie storiche del centro di Reggio saranno abolite: sono San Giacomo (via Roma), San Francesco, San Nicolò, Santa Teresa (da via campo Marzio) e S. Giovanni in S. Stefano e Zenone (via Emilia Santo Stefano). La notizia viene data per certa in ambienti della Diocesi, tanto che sarebbe imminente l’annuncio da parte del vescovo Massimo Camisasca. Le chiese resteranno aperte ai fedeli e al culto, anche perchè in queste parrochie i sacerdoti – che comunque sono sempre meno – non mancano.

La chiesa dell’Immacolata Concezione e S, Francesco

Di fatto l’organizzazione tradizionale basata sulle parrocchie verrebbe smantellata in larga parte del centro di Reggio, dove già alla cura delle anime e sono stati chiamati non pochi sacerdoti della Familiaris Consortio e della Fraternità San Carlo Borromeo, fondata dallo stesso Camisasca su impulso di don Giussani. Inoltre la tendenza è affidare le chiese a movimenti ecclesiali, come nel caso di San Francesco dove da qualche settimana è presente il gruppo formatosi intorno al carisma di Angelo Rovereto che, lasciata Pieve Modolena sembra per contrasti con la comunità parrocchiale, ora guida preghiere di guarigione e di intercessione nel tempio di piazza Martiri del 7 luglio.

Il calice donato da Pio IX

Nella foto: il prezioso calice donato da Pio IX
alla chiesa di S. Francesco di Reggio
Emilia, “intercedente” lo scienziato
Angelo Secchi, padre gesuita (ph.
Pierluigi Ghiggini
© )

Sono certamente ragioni gravi quelle che hanno spinto il vescovo verso una riduzione senza precedenti della rete parrocchiale, nel momento in cui si assottiglia in modo visibile e preoccupante la partecipazione dei fedeli: sempre meno persone vanno in chiesa, e il lockdown ha inferto un colpo durissimo sia in termini di presenze alle celebrazioni, sia di offerte e contributi al sostentamento economico delle parrocchie.

Nondimeno le notizie che circolano da giorni suscitano malumori e vere e proprie opposizioni, perchè non sono stati ascoltati sacerdoti, fedeli e neppure i consigli parrocchiali. Insomma,il popolo di Dio, il cui ruolo spirituale, pratico e carismatico fu riconosciuto ampiamente dal Vaticano II, sembra finito all’angolo, sempre più strutturato per corpi autonomi riconosciuti ma a spese delle rete territoriale, sempre meno presidiata. La comunità parrocchiale cessa, appunto, di essere tale.

Il chiostro di San Nicolò a Reggio Emilia

Dicevamo delle opposizioni: è certo che don Franco Ranza, oggi collaboratore parrocchiale di San Francesco e San Nicolò -interpellato da Reggio Report – ha deciso di opporsi formalmente all’abolizione di San Nicolò. Lo stesso don Ranza che – sollevato dalla carica di storico parroco di San Francesco – ha scritto all’ufficio tecnico della Regione e all’ufficio Beni culturali della Diocesi segnalando ancora una volta una possibile situazione di pericolo del campanile di San Francesco, per il quale del resto sarebbero già disponibili i contributi per i restauri.

(Pierluigi Ghiggini)

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