Voci da palazzo di Giustizia
Mescolini pensa di lasciare, ma qualcuno in alto lo trattiene
Cgil, Cisl e Uil fanno quadrato: “Vogliono delegittimare il procuratore e Aemilia”. E loro legittimano il mercato delle vacche

Sono ore concitate nel modo politico e istituzionale reggiano per la bufera che investe il procuratore capo di Reggio Emilia Marco Mescolini dopo la pubblicazione del fitto scambio di messaggi avvenuto nel 2018 con Luca Palamara e relativi proprio alla sua nomina a Reggio, per la quale Mescolini – impegnato nell’accusa del processo Aemilia – chiede ripetutamente il massimo sostegno nel Csm allo stesso Palamara e alla corrente di Unicost: “Reggio Emilia è importante per tutto”.

Mescolini durante la cerimonia d’insediamento alla Procura di Reggio Emilia

Da più parti si chiede a Mescolini di fare il classico passo indietro e di dimettersi : il primo a suggerire questa strada è stato il portavoce reggiano di FdI Marco Eboli, poi sono intervenuti i parlamentari 5 Stelle chiedendo a Mescolini di fare la massima chiarezza sulle sue frasi, e oggi Forza Italia ha fatto scendere in campo una decina di senatori, guidati da Gasparri, con la richiesta al Guardasigilli Bonafede di promuovere un’azione disciplinare nei confronti del procuratore della Repubblica.

Da palazzo di Giustizia trapelano voci secondo cui Mescolini, che rivendica con determinazione la propria correttezza (“Mai mendicato favori a nessuno“) sarebbe propenso a chiedere il passaggio ad altro incarico proprio per fugare ogni ombra e soprattutto avere mani libere per difendersi. Ma si aggiunge che per convincerlo a restare al suo posto sia intervenuto personalmente il capogruppo del Pd alla Camera, ex ministro ed ex sindaco Graziano Delrio (vero motore primo della politica reggiana) . Al di là delle voci, è un fatto che in suo difesa sia intervenuto il Pd con un documento – di cui per la verità non v’è traccia nel sito dei dem reggiani – firmato oltre che da Delrio dai parlamentari (Incerti, Iori, Rossi) e consiglieri regionali reggiani (Costa, Mori e Soncini), oltre che dall’assessore Mammi e dal sindaco Luca Vecchi: “E’ inaccettabile attaccare i magistrati – hanno scritto – alimentando una cultura del sospetto strumentale ed orientata a minarne la credibilità, a maggior ragione laddove gli stessi abbiano ricoperto un ruolo di primo piano nella lotta ai mafiosi nella nostra terra”. E aggiungono: “Varrebbe piuttosto la pena di discutere di come le correnti nella magistratura rischino di comprometterne l’immagine ed il decoro istituzionale piuttosto che vaneggiare invitando un procuratore della repubblica a lasciare il suo incarico”. Insomma, traspare la consapevole di quanto sia grave il vulnus rivelato dalle intercettazioni, ma non si parli di dimissioni di Mescolini.

Oggi, sulla stessa lunghezza d’onda, intervengono schierati a difesa di Mescolini i sindacati Cgil, Cisl e Uil – regionali e di Reggio Emilia – che tuttavia, rispetto al Pd, trascurano di esprimere il pur minimo giudizio sui fatti e si spingono con pesantezza ad accusare “alcuni soggetti politici” di voler delegittimare il magistrato e la stessa conduzione dei processi del filone Aemilia. E’ sorprendente come i vertici sindacali non si rendano conto che nella foga di denunciare un disegno politico di “delegittimazione” del procuratore Mescolini, finiscano invece per legittimare l’indegno mercato delle vacche che, come ha peraltro notato lo stesso Pd, compromette l’immagine e il decoro della magistratura.

PIERLUIGI GHIGGINI

Ecco di seguito il comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna e Reggio Emilia

Riteniamo necessario intervenire per esprimere la valutazione delle Organizzazioni Sindacali di fronte all’attacco in corso verso la figura del Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini. Attacco che prende spunto dalla trascrizione dei messaggi telefonici intercorsi tra lo stesso Procuratore e Luca Palamara, ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura.

Dirà la Magistratura quale incidenza potrà avere, se ne avrà, il contenuto di quei messaggi. Abbiamo certamente apprezzato l’intervento nei giorni scorsi del Procuratore volto a ribadire il profilo di autonomia e l’autorevolezza dell’Ufficio da lui guidato.

È tuttavia sconcertante registrare nel dibattito politico di questi giorni, da parte di alcuni soggetti, il tentativo di delegittimazione nei confronti del Procuratore e di tutta la Procura di Reggio Emilia. In particolare, tale campagna di delegittimazione pare volersi estendere al modo nel quale sono stati condotti l’indagine Aemilia e i successivi processi.

Le Organizzazioni Sindacali Cgil-Cisl-Uil sono parte civile in quelli e in altri processi di mafia che investono i nostri territori. Anche in questa veste abbiamo potuto apprezzare l’operato dell’allora Sostituto Procuratore Mescolini e dell’attività investigativa e requirente da lui svolta assieme ai colleghi della Procura antimafia bolognese.

Abbiamo la precisa convinzione che il lavoro svolto in quell’ambito sia stato fondamentale per disvelare e, speriamo, contribuire ad abbattere definitivamente il sistema ‘ndranghetista che ha attanagliato questo territorio per diversi decenni.

Il valore del lavoro svolto dai Magistrati che hanno condotto quelle indagini è confermato da una sentenza giunta al grado definitivo, nei cosiddetti riti abbreviati, e da una sentenza di primo grado nel maxi-processo celebrato di fronte al Tribunale di Reggio Emilia.

Il Procuratore Mescolini, l’insieme della Procura di Reggio Emilia e la Direzione Distrettuale Antimafia dell’Emilia Romagna, rappresentano dunque fondamentali presidi della generale azione condotta dalla Magistratura in questa regione, che richiedono di essere salvaguardati.

È pertanto con questo spirito che ci sentiamo di esprimere la nostra solidarietà al Procuratore di Reggio Emilia.

Cgil – Cisl – Uil Emilia Romagna. Cgil – Cisl – Uil Reggio Emilia

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    20/08/2020 alle 20:56

    Manca ancora una sigla…

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