Salvataggio Ferrarini, manovre poco chiare
Anzaldi (Italia Viva): “Che ci fa Amco , società del Tesoro, col gruppo Pini?”

28/8/2020 – Non poca preoccupazione, negli ambienti economici e politici, e nella massa dei creditori, in quelleche vengono considerate come manovre ostili all’intervento della cordata Bonterre-Intesa-Unicredit nel salvataggio del gruppo reggiano dei prosciutti Ferrarini, attraverso un piano di concordato in competizione con il gruppo Pini, che ha già ritirato il concordato precedente e ottenuto la possibilità di presentarne un secondo con un ulteriore rinvio dell’assemblea dei creditori.

Michele Anzaldi

Cpon un intervento su Huffington Post, rilanciato da Adn-Kronos, il deputato di Italia Viva Michele  Anzaldi chiede al ministro Roberto Gualtieri di verificare il ruolo di Amco, società pubblica, nell’operazione di salvataggio di Ferrarini,  il gruppo agroalimentare di Reggio Emilia.       

“Non posso, anzi non voglio credere che il ministro Gualtieri,  titolare del dicastero dell’Economia ma anche profondo conoscitore di  leggi e regolamenti europei, sappia quello che sta accadendo intorno a un marchio storico dell’agroalimentare italiano come Ferrarini. Per  questo presenterò un’interrogazione al Mef, affinché arrivi una  risposta ufficiale e si eviti che proprio un’azienda pubblica che va  sotto la responsabilità del Mef assesti un duro colpo ad un pezzo di  Made in Italy.

E’ urgente che il Mef intervenga e verifichi, a tutela  del Made in Italy ma soprattutto di quelle migliaia e migliaia di  lavoratori che con sudore e onestà sono impegnati nel settore”, scrive il deputato.

Anzaldi ricostruisce i fatti che hanno portato alla  crisi di Ferrarini e ricorda che l’11 agosto “Intesa Sanpaolo insieme  ad Unicredit ha depositato presso il tribunale di Reggio Emilia la  proposta di concordato per il rilancio della Ferrarini. La proposta  vede come partner industriali il gruppo Bonterre – Grandi salumifici  italiani. Il salvataggio economico e del personale (in un settore che  impegna tra allevamento, trasformazione, trasporto, distribuzione  oltre 100mila persone) riceve il plauso del presidente di  Confagricoltura Giansanti, del presidente di Alleanza Cooperative  Agroalimentare Mercuri, di Legacoop e tanti altri. Tutto sembrerebbe  volgere verso un lieto fine, ma qualcosa non torna”.        “A causa di una serie di ritardi – aggiunge Anzaldi – viene differita  l’adunanza dei creditori, e da quel momento iniziano una serie di  ricorsi e rimpalli che ritardano la procedura. Una procedura che aveva visto tutti d’accordo e la garanzia di due investitori certi e sicuri  come Intesa Sanpaolo e Unicredit viene messa in discussione – sottolinea Anzaldi – da una  seconda offerta, capitanata dal gruppo agroalimentare Pini e sembra  con il sostegno della Amco, società del ministero del Tesoro  specializzata in gestione e recupero di crediti deteriorati”.

Condividi

2 risposte a Salvataggio Ferrarini, manovre poco chiare
Anzaldi (Italia Viva): “Che ci fa Amco , società del Tesoro, col gruppo Pini?”

  1. giosuè Rispondi

    29/08/2020 alle 18:11

    Nell’interesse dei creditori e del personale, perché non si chiarisce o tutto viene nascosto nell’interesse di chi ? Dell’azienda o della proprietà, che ha contribuito a distruggere il patrimonio realizzato dal padre.

  2. L'Eretico Rispondi

    30/08/2020 alle 21:15

    Normale che ci sia AMCO visto che ha “comprato” i crediti deteriorati ex Vicenza ed ex Banca Veneto.

    Meno normale che si mettano a finanziare con il pretesto di recuperare i crediti deteriorati nei confronti della famiglia e dell’azienda. Se fosse vero c’è da scendere in piazza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *