Referendum taglio parlamentari
All’Ostello della Ghiara prima uscita pubblica del Comitato per il No

28/8/2020 – Il 20 e 21 settembre siamo tutti chiamati a votare per il referendum costituzionale sulla legge che riduce drasticamente il numero dei parlamentari (da 630 deputati a 400, da 315 senatori a 200).

Sabato mattina 29 agosto prima uscita pubblica del Comitato reggiano per il No al “taglio” del Parlamento, con una manifestazione all’Ostello della Ghiara di via Guasco,a Reggio Emilia dalle 10,45 alle 13. Tema: “Questo taglio è uno sbaglio, un imbroglio”. Intervengono iolsenatore del Pd Tommaso Nannicinie l’avvocato Mauro Sentimenti del Comitato Democrazia costituzionale. Per facilitarel’organizzazione nel rispetto delle norme anti-Cpovid, si prega di prenotare al 347 0361948.

Al comitato No al taglio del Parlamento aderiscono Partito Socialista Italiano, Più Europa, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Verdi-Europa Verde, Volt, Italia Viva, Pap.

Prime adesioni:
Armando Anceschi, Dino Angelini, Elisa Attolini, Ernestina Bazzi, Riccardo Bedogni,Mara Bertoldi, Daniele Bigi, Enrico Bini, Stella Borghi, Mauro Bortolani, Dario Bottazzi, Fulvio Camellini, Anna Maria Campale, Francesco Campani, Duillio Cangiari, Lorenzo Capitani, Amabile Caretti, Antonio Casoli, Natale Cuccurese, Flora De Carlo, Daria De Luca, Dario De Lucia, Lorenzo De Medici, Mauro Del Bue, Mirka Del Monte, Valterio Ferrari, Erno Ferri, Antonella Festa, Domenico Firmani, Francesco Fontanili, Rossella Francavilla, Monica Galaverna, Renzo Giannoccolo, Giorgio Grassi, Simone Lasagna, Guido Ligabue, Daniele Lonidetti, Mila Lusetti, Marilde Lomoro, Gionata Mammi, Mattia Manzotti, Paola Mistrali, Danilo Morini, Stefano Morselli, Pierino Nasuti, Roberto Pavarini, Cosimo Pederzoli, Roberto Pedrini, KatiaPizzetti, Giancarlo Pozzi, Silvio Prampolini, Silvia Prodi, Selene Prodi, Gianfranco Riccò, Giancarlo Ruggieri, Cinzia Ruozzi, Nicola Sabatino, Renato Sala, Ornella Sacchi, Gialuca Sassi, Cesare Schieppati, Cesare Silvestrini, Gianluca Soliani, Gianni Tasselli, Guido Tirelli, Vito Albanese, Pierluigi Alegretti, Rina Zardetto.

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Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    29/08/2020 alle 18:30

    Mi dispiace che alcuni in nome del Partito socialista italiano si presentino, da bravi conservatori, come gli strenui difensori del no, quando la storia del PSI è di avanguardia e di lotta per il rinnovo del Paese e per la semplificazione burocratica. Come spesso avviene, chi nasce rivoluzionario con la vecchiaia diventa un conservatore. Con tale impostazione e con lo spirito che i pochi rimasti si muovono ( molte volte per difendere esclusive posizioni personali) è giusto che il PSI sia finito. Non ha più nulla da dire, ma solo da accodarsi a chi ha il potere , tentando di frenare qualsiasi spinta al nuovo. E’ una funzione di retroguardia che anziché da stimolo fa da freno. Poveri ribelli rivoluzionari di fine ‘800 e primo’900, nonché chi ancora sente profondamente nel suo animo con rimpianto la cultura socialista e le sue lotte per far crescere il nostro paese.

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