Pillola abortiva, Il vescovo Camisasca: “Grande tristezza e totale contrarietà, ecco perché”

DI MASSIMO CAMISASCA, VESCOVO DI REGGIO EMILIA

12/8/2020Di fronte alle notizie apparse in questi ultimi giorni in merito all’interruzione volontaria della gravidanza, cioè all’aborto, che verrebbe permesso con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana di gravidanza, esprimo la mia tristezza e la mia totale contrarietà, sulla base di molte considerazioni. Desidero mettere in luce almeno le più importanti.

1. Purtroppo la depenalizzazione dell’aborto ha portato ad una cultura di morte in cui la decisione della donna di interrompere la gravidanza è sempre più banalizzata e presentata all’opinione pubblica come un qualunque intervento farmacologico. Tra un po’ non si parlerà più di aborto, perché esso sarà “invisibile”, non senza gravi conseguenze per la mamma e per la società. 

Il vescovo Camisasca

2. La donna viene sempre più lasciata sola di fronte alla drammatica decisione se rinunciare o meno al proprio bambino. Alla luce dei nuovi regolamenti, viene lasciata sola anche nelle ore oltremodo pesanti in cui devono agire i farmaci assunti per fermare la gestazione e provocare l’espulsione. La donna sarà sola, a casa con il proprio dolore e le possibili conseguenze negative sulla sua salute.

3. La tristezza nasce in me soprattutto nel leggere alcune affermazioni di parlamentari riportate dai giornali, come ad esempio questa: “Una risposta civile e moderna, che spazza via ogni concezione medievale del ruolo delle donne”. Invece di scegliere la strada dell’aiuto alla maternità, in una situazione di declino demografico che sta mettendo una seria ipoteca sul futuro del nostro Paese, si nasconde ipocritamente l’origine vera di questa decisione: gravare meno sulle strutture ospedaliere, anche a costo di pesanti conseguenze che il Consiglio Superiore della Sanità nelle sue Linee Guida del 2010 aveva riconosciuto come rischiose per la salute della donna.

+ Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla

MAURA CATELLANI (LEGA): IN ITALIA MINIMO STORICO DELLE NASCITE, NON INTERESSA PROPRIO A NESSUNO?

 “Il Governo, a partire dal Ministro Speranza, si impegna tanto per banalizzare sempre di più l’aborto, ormai considerato un metodo contraccettivo, e intende facilitarlo, stile “fai da te”, con la pillola abortiva Ru486 in day hospital, senza il ricovero ospedaliero di tre giorni. Scelte che appaiono puramente ideologiche e non tengono nemmeno conto della salute della donna”. Così la Consigliera Regionale della Lega E-R Maura Catellani, che prosegue: “Vorrei far notare ai “democratici” che il nostro Paese ha drammaticamente toccato il minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia ad oggi, mentre vanno sostenuti i Centri di Aiuto alla Vita, le donne in gravidanza in difficoltà economica e tutte quelle politiche pro-family che servono come il pane e mirano davvero ad incentivare la natalità”. La consigliera del Carroccio porta a esempio di politiche positive il “Progetto Gemma a favore della maternità e della gravidanza” e rilancia l’accusa del vescovo di Reggio Emilia,mons. Massimo Camisasca che ha espresso la sua “tristezza e la totale contrarietà'” a chi ha detto che il provvedimento è una ” risposta civile e moderna, che spazza via ogni concezione medievale del ruolo delle donne. Invece di scegliere la strada dell’aiuto alla maternità’, si nasconde ipocritamente l’origine vera di questa decisione: gravare meno, dal punto di vista economico, sulle strutture ospedaliere, anche a costo di pesanti conseguenze che il Consiglio superiore della sanita’ nelle sue Linee guida del 2010 aveva riconosciuto come rischiose per la salute della donna”, ha accusato il vescovo di Reggio, parole condivise dalla consigliera della Lega, Catellani. L’esponente del Carroccio denuncia quindi la “de-ospedalizzazione in ottica di pura riduzione dei costi ospedalieri che va di pari passo con la de-responsabilizzazione dell’interessata e di tutte le figure di sistema, una scelta che mira ad isolare senza fornire risposte prospettiche e di progetto”.

MARCO EBOLI (FDI): PILLOLA ABORTIVA ATTO CRUDELE E CINICO. COSA SIAMO DIVENTATI?

“Il duro monito del Vescovo Camisasca contro la diffusione della pillola abortiva, in sostituzione del ricovero che, seppur in un momento difficile per le donne che scelgono questa strada estrema(non ponderando forse adeguatamente la possibilità di partorire e far adottare il neonato), garantisce l’adeguata assistenza, è un atto crudele e cinico perché pare ispirato dalla volontà di ridurre i costi sanitari. La nuova Giunta di Centrodestra in Umbria ha optato per il day hospital, e bene farebbe il Governo Giallorosso e le altre regioni a seguirne l’esempio. Non si può abbandonare la donna alla solitaria sofferenza a casa, mettendo a rischio la sua vita. Questo tema pone al centro la sacralità della vita e un diffuso sentimento, nella società, di vivere i drammi come un video game. Emblematici in tal senso due episodi della scorsa settimana. Il primo avvenuto nella cittadina lombarda di Crema, ove una giovane donna si è data fuoco in un campo della periferia. Gli avventori di un vicino ristorante si sono accalcati non per prestare soccorso ma per guardare e peggio filmare la morte in diretta e divulgarne il filmato sui social. L’altro episodio, accaduto a Napoli, ha visto per vittima un uomo delle forze dell’ordine, pestato brutalmente e mandato all’ospedale da una banda di ragazzini, nella indifferenza generale. Per la pillola abortiva, il suicidio di Crema, e l’aggressione di Napoli, vale un comune interrogativo che dovrebbe toccare la coscienza di tutti: cosa siamo diventati?”. Marco Eboli,  portavoce Fratelli d’Italia Comune di Reggio.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.