Narcotizzavano gli anziani per derubarli
Infami truffatori arrestati all’alba: sono due fratelli di Ciriè
Tre colpi in novembre, nello stesso giorno, a Reggio

12/8/2020 – Ingannavano gli anziani presentandosi alla porta con falsi distintivi e casacche di forze di polizia o di società erogatrici di servizi. Parlantina sciolta, convincente quanto basta, con la scusa dell’acqua contaminata o di perdite di gas, riuscivano ad accedere nelle case delle vittime. “Metta danaro e oro nel frigorifero per evitare contaminazioni”.  Quando la vittima cadeva nella trappola, veniva stordita con gas al peperoncino per poi essere derubata di tutti i risparmi e talvolta dei ricordi di una vita come, nel caso di un anziano reggiano, privato della fede nuziale della defunta moglie, comunque recuperata dai carabinieri. Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Reggio Emilia hanno permesso di identificare gli autori di tre rapine avvenuti nello stesso giorno dello scoso dicembre ai danni di altrettamenti anziani di Reggio: sono finiti in manette due fratelli di Ciriè. Gli arresti sono avvenuti nel corso di un’operazione scattata all’alba di questa mattina nel torinese. Ad agire i carabinieri di Quattro Castella, con la collaborazione dei colleghi della Mole.

Recuperata refurtiva per un valore di oltre 50.000 eura. Sequestrata l’auto usata per i colpi, un’Audi A3 munita di targhe clonate, oltre a guanti, svariati attrezzi da scasso per aprire casseforti,  pettorine recanti la scritta polizia locale, disturbatori di frequenze per cellulari onde impedire agli anziani di chiedere aiuto e un apparato radio sintonizzato sulle frequenze di polizia e carabinieri, una paletta della protezione civile e vari spray al peperoncino utilizzati per stordire le vittime.

I FATTI

Erano truffe in fotocopia quelle compiute a Reggio Emilia nel novembre dell’anno scorso, che potrebbero essere solo una piccola parte dei colpi messi a segno di due fratelli torinesi, arrestati questa mattina dai Carabinieri. Le indagini, condotte dai militari di Quattro Castella, hanno portato all’arresto di Angelo Cristian Narciso, 42 anni, e di Luciano Narcisio di 46, , entrambi residenti anagraficamente a Cirie’, in provincia di Torino. La Procura reggiana, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri , ha richiesto e ottenuto dal Tribunale  un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri questa mattina. I due fratelli accusati di concorso in rapina aggravata e furto in abitazione aggravato ai danni di tre anziani reggiani. In due casi si sono spacciati per forze di polizia e, indossando la pettorina con la scritta Polizia Locale, hanno avuto accesso nelle abitazioni delle vittime. Con il pretesto di dover porre rimedio a una fuga di gas, avrebbero usato una sostanza narcotizzante, dopo aver fatto riporre gioielli e danaro in frigorifero “per evitare contaminazioni”, se ne se ne sono appropriati e sono fuggiti approfittando della stato confusionale degli anziani. Nello stesso giorno, ma spacciandosi per addetti Iren, derubavano con le stesse modalità, senza tuttavia spruzzare alcunchè, una terza anziana sempre di Reggio Emilia. Sono stati incastrati anche dal Dna nei guanti sequestrati dai carabinieri di Quattro Castella: il profilo genotipico ricavato è risultato essere quello dei due fratelli ora in carcere. 

La mattina del 22 novembre i due malviventi in fuga su un’Audi A3 dopo aver compiuto i tre colpi, erano stati intercettati dai carabinieri alle porte di Reggio Emilia diretti verso Quattro Castella. Inseguiti a tutta velocità per 5 chilometri,alla fine i malviventi hanno deciso di abbandonare l’auto e darsi alla fuga a piedi, fermandosi solo per cercare di nascondere il bottino ai piedi di una pianta. La refurtiva è stata recuperata dai carabinieri durante le ricerche: erano preziosi e monili in oro per un valore di 50 mila euro, compresa la fede nuziale della moglie defunta di una delle vittime. Dentro l’autovettura, munita di targhe clonate, i carabinieri hanno rinvenuto guanti, svariati attrezzi da scasso per aprire casseforti, tre pettorine recanti la scritta polizia locale, un jammer per disturbare i cellulari in modo da impedire agli anziani di chiedere aiuto, una radio in grado di entrare nelle frequenze di polizia e carabinieri, una paletta della protezione civile, 300 euro in contatti e vari spray al peperoncino utilizzati nei colpi per disorientare le vittime. Grazie all’ analisi del navigatore è stato ricostruito il percorso compiuto in precedenza dalla banda risalendo appunto alle vie dove abitavano i pensionati derubati. Le indagini di laboratorio del RIS su quanto sequestrato hanno poi portato al DNA ricondotto ai due fratelli ora finiti in manette. Due arresti che potrebbero portare alla svolta su altri numerosi furti compiti con lo stesso modus operandi in tutta l’Emilia Romagna.

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Una risposta a 1

  1. giuseppe Rispondi

    12/08/2020 alle 08:38

    Brava polizia. Complimenti. Adesso vedremo le pene !

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