“Mescolini, le dimissioni un atto dovuto”: nuovo attacco del senatore Aimi
E 170 magistrati chiedono pulizia e trasparenza del Csm

25/8/2020 – La tempesta di WhatsApp tra Palamara, Mescolini e altri esponenti di Unicost per far passare nel Csm la nomina dello stesso Mescolini a Procuratore Capo di Reggio Emilia, non è solo un scontro politico – che vede in campo Fratelli d’Italia, i parlamentari emiliani dei 5 Stelle con la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni e l’eurodeputata Sabrina Pignedoli – un plotone di senatori di Forza Italia capitanati da Gasparri e Aimi, e sull’altro versante il Pd e l’ex ministro, ex sindaco di Reggio e oggi capogruppo Pd alla camera Graziano Delrio – ma ha suscitato un movimento senza precedenti tra i magistrati. Sono in tanti a dire basta allo strapotere delle correnti e al mercimonio delle nomine (dove la politica fa strame dell’indipendenza del potere giudiziario) e a chiedere una riforma di sostanza: il blog Uguale per tutti (toghe. blogspot. com) ha raccolto in pochi giorni le adesioni di circa 170 magistrati di tutta Italia (nessuno però attualmente in servizio a Reggio Emilia) a tre proposte per fermare la “voracità delle correnti” che perseguono “il “collocamento” di sodali e amici nei posti di vertice, al fine manifesto di condizionare l’azione dei magistrati e ridurne l’indipendenza”.


La posta in palio, secondo i promotori, è la credibilità stessa della magistratura italiana, devastata dal sistema venuto a galla con le intercettazioni ordinate dai giudici di Perugia.

Le proposte riguardano:

a) il sorteggio delle candidature dei membri togati del Csm, in ragione di dieci per ogni membro da eleggere;

b) La rotazione dei dirigenti degli uffici giudiziari, sottraendone il potere di nomina al Csm;

c) L’abolizione dell’immunità dei componenti del Csm.

Tre proposte che stanno raccogliendo un consenso molto ampio, firmate anche da nomi famosi della magistratura italiana (leggere le firme QUI)

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini

Di queste proposte si discute molto nelle chat tra i magistrati e nelle sedi giudiziarie (anche se il periodo feriale non è dei più propizi) e riscuote applausi negli ambienti politici che da settimane denunciano la situzione come non ulteriormente sostenibile nè tollerabile, e per questo chiedonole dimissioni del procuratore Mescolini, in mancanza di chiarimenti di sostanza, e un’azione disciplinare nei confronti dei magistrati coinvolti nelle intercettazioni.

Oggi il senatore Enrico Aimi di Forza Italia torna alla carica parlando di “fatto epocale“: “Finalmente i nodi sono arrivati al pettine: centocinquanta magistrati chiedono con insistenza una riforma del CSM” (in realtà il numero e in costante aggionramento, ndr.) .

Enrico Aimi

“Dopo il caso Palamara e dopo le intercettazioni che riguardano il procuratore capo di Reggio Emilia, Mescolini, non ci si può più voltare dall’altra parte -afferma il parlamentare azzurro, capogruppo nella commissione Affari Esteri e commissario di FI a Parma – E’ un fatto epocale e, finalmente, all’interno della stessa magistratura, c’è desiderio di “pulizia” e di trasparenza. L’Italia ha una necessità estrema di una magistratura libera, non infettata dalla politica”.

Fuori tutti i nomi di coloro che hanno ricevuto incarichi dirigenziali prestigiosi grazie a mediazioni politiche, superando chi aveva curriculum di maggiore prestigio e solidità: questa la richiesta di Aimi e degli azzurri. “Urge una verifica approfondita che porti a prendere in considerazione – sussistendone i presupposti – anche l’ipotesi delittuosa del reato di “traffico di influenza illecita”. E le dimissioni di Mescolini dovrebbero essere un atto dovuto, compiuto in nome della trasparenza e della libertà, volto a dissipare ogni ombra”.

E aggiunge: “Da garantisti auspichiamo che lo stesso ne esca assolutamente immacolato, ma il ruolo che riveste è come quello della moglie di Cesare: deve essere al di sopra di ogni sospetto. Le Istituzioni battano un colpo, perché questo silenzio assordante rischia di diventare eloquente in modo imbarazzante, ed un intero Ordine rischia di ritrovarsi al di sotto del medesimo sospetto”.

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Una risposta a 1

  1. Bruna Rispondi

    25/08/2020 alle 19:46

    Il male assoluto sta nei SISTEMI MAGGIORITARI.Ovunque anche nelle votazioni politiche ed amministrative. .i candidati devono essere liberi di presentarsi e in PROPORZIONE AI VOTI OTTENUTI vanno o no. Punto.

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