Mescolini, i senatori di Forza Italia chiedono azione disciplinare al ministro Bonafede
Interrogazione esplosiva: “Le indagini di Aemilia non presero in considerazione il Pd”

20/8/2020 – E’ diventata un caso politico nazionale la chat intercettata nel 2018 tra Luca Palamara e Marco Mescolini, procuratore della Repubblica di Reggio Emilia. I senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri (primo firmatario) ed Enrico Aimi insieme ai colleghi del gruppo Moles, Perosino, Rizzotti, Ferro, De Siano, Paroli, Barboni, Papatheu, Galliani, Floris e Pagano, hanno presentato una interrogazione al Ministro della Giustizia Bonafede per chiedere chiarezza su “alcune intercettazioni legate al caso Palamara che vedono coinvolto il magistrato Marco Mescolini, che come si legge aspirava al ruolo di Capo della Procura di Reggio Emilia, poi ottenuto”. 

“In questi questi giorni – scrivono i senatori-  su molti quotidiani nazionali e locali, sono state pubblicate le chat tra il magistrato Palamara ed il magistrato Marco Mescolini relative al periodo ( giugno/luglio 2018) in cui Palamara, membro del CSM, riesce a far promuovere Mescolini a Capo della Procura di Reggio Emilia; per oltre un anno fu rimandata la nomina del Capo della Procura di Reggio Emilia anche a causa delle trattative per la designazione; il fatto appare ancor  più grave in considerazione che proprio Reggio Emilia era l’epicentro degli interessi malavitosi del clan ndranghetista contro il quale proprio il Pm Marco Mescolini diresse le indagini sfociate nel processo Aemilia”.

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini

Il lungo rinvio – sottolineano i senatori azzurri – ” infatti coincise con la mancata nomina di altro Magistrato candidato proveniente dalla Procura di Napoli con maggiori titoli”. Il riferimento è ad Alfonso D’Avino, nominato procurtore Capo a Parma prima ella nomina di Mescolini a Reggio.

Aggiungono inoltre che  “già nel maggio 2019 e’ stato pubblicato il libro di Giovanni Paolo Bernini dal titolo “storie di ordinaria ingiustizia” in cui l’ex assessore di Parma poi indagato, processato e assolto dalle accuse (concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio politico mafioso ) formulate, con grande risalto mediatico, dal Pm Mescolini, denunciava gravissime anomalie nella conduzione delle indagini e poi della pubblica accusa nel maxi processo  Aemilia”.

Maurizio Gasparri

E in tale libro continuano – risultano pubblicate molte intercettazioni telefoniche ed ambientali che coinvolgevano esponenti nazionali e locali del Partito Democratico, raccolte dall’Arma dei Carabinieri ma che non furono prese in considerazione dalle indagini della magistratura“.

“Anche le relazioni dei Carabinieri allegate nei fascicoli del maxi processo Aemilia parlavano chiaro: “molti amministratori locali e nazionali come l’ex sindaco (Pd ndr) hanno avuto rapporti continuativi nel tempo con il Clan di Cutro e le imprese del Clan mafioso hanno lavorato per anni e anni sul territorio da loro governato“; un altro Sindaco di Reggio Emilia ha acquistato un immobile da persona che è risultata poi coinvolta  nel maxi processo Aemilia”.

I parlamentari di Forza Italia sottolineano inoltre che “il Pm Mescolini fu Consulente del Governo Prodi del 2006 in particolare fu capo ufficio del Vice Ministro del tesoro sen. Pinza del PD2.

I senatori chiedono quindi di sapere:  

Perché a fronte delle intercettazioni telefoniche ed ambientali agli atti delle indagini  in cui si parla di appalti pubblici, di voti, di richieste di favori, non siano stati emessi avvisi di garanzia o richieste di arresto nei  confronti degli esponenti del PD, ma solo di esponenti del centrodestra peraltro con sentenze di assoluzione dei reati contestati;

Se alla luce delle intercettazioni con Palamara e dei fatti esposti non si ritenga di avviare una azione disciplinare nei confronti di Mescolini il cui operato sta suscitando una ampia e pubblica critica, recando danno evidente alla reputazione della magistratura”.

CONFERENZA STAMPA A REGGIO DI MARCO EBOLI E BERNINI

E proprio del libro Storie di ordinaria ingiustizia di Giovanni Paolo Bernini si parlerà venerdì mattina nel corso di una conferenza stampa convocata dal portavoce di Fratelli d’Italia a Reggio Emilia, Marco Eboli, presente lo stesso Bernini. Tema: “Il caso Mescolini”.

CICCHITTO: “BASTA DUE PESI E DUE MISURE. LE DIMISSIONI VALGANO PER TUTTI

Fabrizio Cicchitto

Sulla vicenda interviene anche Fabrizio Cicchitto (ex Psi, ex Forza Italia e oggi presidente di Riformismo e Libertà): “Sulla questione Mescolini, Il procuratore capo di Reggio Emilia accusato di essere in rapporti con Palamara, posso dire che siamo da anni abituati a dei pesi unilaterali nelle vicende giudiziarie – afferma Cicchitto – Adesso non è che le intercettazioni fatte a Palamara valgono per alcuni che devono per forza dimettersi, mentre per altri  invece si sorvola. Ormai sul terreno della giustizia siamo abituati a tutto, ma francamente si sta esagerando. E soprattutto è impensabile che si creda di poter utilizzare Palamara come capro espiatorio per cercare di non arrivare a riformare la giustizia”.

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Una risposta a 1

  1. Fabio Filippi Rispondi

    21/08/2020 alle 08:30

    Piano piano sta venendo a galla Il trattamento di favore tenuto nei confronti della sinistra, da parte alcuni magistrati che assieme a giornalisti compiacenti non esitano a sputtanare ed anche a sbattere in galera esponenti del centro/destra, sorvolando come se niente fosse sulle malefatte del centro-sinistra.

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