La chat con Palamara: lettera del procuratore di Reggio Mescolini
“La mia coscienza è totalmente serena, mai mendicato favori a nessuno”

17/8/2020 – “Non ho mai mendicato favori a nessuno, la mia coscienza è totalmente serena“. Il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Marco Mescolini ha rotto il silenzio, con una manciata di righe diffuse ai media locali, dopo la bufera provocata dalla pubblicazione dei messaggi scambiati nel 2018 col collega Luca Palamara, lunga mano della corrente di Unicost nel Consiglio superiore della magistratura, a proposito della sua nomina a Reggio Emilia.

Il procuratore risponde indirettamente anche all’eurodeputata dei 5 Stelle Sabrina Pignedoli che aveva scritto di provare “schifo” e “pena”, appunto, per i “mendicanti di incarichi“. Ma al di là della rivendicazione orgogliosa della propria correttezza e moralità, il magistrato già pm del processo Aemilia non dà chiarimenti a proposito del suo pressing su Palamara. L’imbarazzo e le ombre rimangono, tuttavia Mescolini non accenna minimamente alle dimissioni, chieste invece da esponenti politici, come Marco Eboli, e avvocati reggiani.

Marco Mescolini il giorno del suo insediamento alla Procura di Reggio Emilia

Ecco il testo della lettera del procuratore Mescolini

“Il rispetto che nutro per le istituzioni di Reggio Emilia e per la cittadinanza reggiana mi impongono di vincere la mia resistenza ad intervenire pubblicamente. Sono certo che per me parlano le azioni e le scelte di sempre come magistrato.

Il provvedimento di nomina a Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia del CSM è assai motivato in concreto e coerente con i principi della circolare sugli incarichi direttivi. Non ho mai mendicato favori ad alcuno, tantomeno a Palamara (la Quinta commissione mi aveva indicato con 5 voti di maggioranza mesi prima della sua nomina quale Presidente).

La mia coscienza di uomo e di magistrato in quanto sempre e soltanto condizionato dalla legge è totalmente serena.”

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4 risposte a La chat con Palamara: lettera del procuratore di Reggio Mescolini
“La mia coscienza è totalmente serena, mai mendicato favori a nessuno”

  1. Paolo Rispondi

    17/08/2020 alle 21:33

    Silentes loquimur……

  2. Sergio Bevilacqua Rispondi

    17/08/2020 alle 22:45

    C’era chi, consapevole del suo schieramento politico e ideologico dimostrato con suoi precedenti incarichi di partito, faceva per lui la richiesta di favori elettivi, sapendo che ci sarebbe stata una sponda giudiziaria favorevole nelle cocenti inchieste di Reggio, quali Aemilia/Ndrangheta (ove emersero i nomi di Vecchi e moglie dirigente comunale) e Bibbiano con il sindaco PD Carletti. Anima candida? Quantomeno in Purgatorio, luogo impossibile per un magistrato. Troppi dubbi. Dimissioni subito.

  3. Pierino Rispondi

    18/08/2020 alle 08:10

    Anche i cinni fanno il ‘mescolino’…

  4. Marco Rispondi

    18/08/2020 alle 08:20

    Possibile, per logica e non per dubbio, che dal processo Aemilia non siamo emersi e non emergano coinvolgimenti delle amministrazioni pubbliche locali? Ragionevolmente possibile che i condannati abbiano potuto agire in autogestione rispetto alla controparte pubblica? Questa e’ la domanda cruciale, concreta, cui dare risposta per accertare l’assenza di conflitti fra magistratura e politica, in una vicenda che dice molto di come si sia ridotta questa terra in nome dell’apertura a tutti i costi, in assenza di identità e schiena dritta. Domande rispettose e dovute, per risposte concrete e non autoreferenziali. Altro che rispettoso silenzio.

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