La web truffa dei trattori Decine di vittime, bottino di almeno 30 mila euro, 7 persone denunciate
C’è anche un reggiano di 50 anni

14/8/2020 – Dalla provincia di Palermo a quella di Cuneo passando anche per la provincia di Reggio Emilia. Il tipo di truffa era sempre lo stesso: annunci esca sui siti di annunci dove venivano messi in vendita trattori e attrezzi agricoli che poi non venivano spediti all’acquirente, che intanto aveva già spedito i soldi.

Gli introiti delle truffe indirizzati alla carta prepagata “madre” venivano riciclati attraverso la ricarica di altre carte prepagate intestate a persone compiacenti. In questo modo molte persone sono state raggirate dalla banda che ha introitato decine di migliaia di euro grazie alle vendite fantasma di mezzi ed attrezzi agricoli. A scoprirlo i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza che al termine di una complessa attività investigativa anche di natura telematica hanno denunciato alla competente Procura della Repubblica 7 persone (tra i 28 e i 58 anni) tra cui un 50enne reggiano, tutti  chiamati a rispondere dei reati in concorso di truffa aggravata e riciclaggio commessi nell’intero territorio nazionale tra i mesi di aprile e maggio di quest’anno. L’indagine dei carabinieri di San Polo d’Enza è stata avviata a fine aprile quando un agricoltore 60enne si presentava in caserma denunciando di aver subito una truffa. Aveva  acquistato online un trattore agricolo pagandolo 4.000 euro. ma una volta versato il corrispettivo sull’Iban della carta prepagata fornito dal venditore non aveva ricevuto alcunché, ne era più riuscito a contattare il falso commerciante sparito nel nulla.

Partendo dai messaggi scambiati su WhatsApp i carabinieri sono così risaliti 50enne torinese noto per i suoi innumerevoli precedenti specifici. Un truffatore incallito. L’analisi dei movimenti della carta prepagata ha permesso di accertare introiti per oltre 30.000 euro, provento di truffe ai danni di decine di persone in tutta Italia. Tali proventi una volta ricevuti venivano poi immediatamente riciclati attraverso l’immediata ricarica di altre carte prepagate “pulite” intestate a persone complici del titolare della carta madre. In questo modo si otteneva la “pulizia” del denaro che diveniva in pronta disponibilità dei truffatori. Secondo quanto accertato dai carabinieri di San Polo d’Enza non tutte le vittime pagavano l’intero importo. Il truffatore durante la compravendita studiava la personalità dell’acquirente: i più restii venivano comunque convinti  a pagare la caparra (di norma dai 400 ai 600 euro) senza ricevere poi nulla. Le truffe per ora accertate dai carabinieri sarebbero solo la punta di un iceberg di una condotta truffaldina molto ampia ampia: secondo i carabinieri  potrebbero essere un centinaio per persone raggirate.

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