Eboli: il vuoto pneumatico di Vecchi
e le segrete stanze della sinistra
Bernini: “Mescolini si dimetta, chi è stato consulente
di una parte politica non può giudicare gli avversari”

DI MARCO EBOLI*

26/8/2020 – Dopo un lungo letargo, si è palesato alla città, “prudencio” o Pilato, alias il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, PD, con due pagine pubblicate dalla Gazzetta di Reggio.

Avrebbe dovuto rispondere a tutto, il caso Mescolini e le indagini di due anni fa su molti dirigenti comunali, di cui ho chiesto conto, con un mio articolo del 14 agosto, al Procuratore capo Mescolini, non ricevendo risposta dallo stesso, (probabilmente perse nella nebbia della Procura).

Vi erano poi i quesiti posti in luglio da Fdi al Sindaco sui criteri di nomina dei vertici di Palazzo Magnani.

Eboli e Bernini durante la conferenza stampa sul caso Mescolini

Infine la sua posizione sulla pillola abortiva, su cui il capogruppo PD alla Camera Delrio si è schierato col Vescovo, mentre il segretario PD Venturini contro, il Sindaco non si sa. Riassumendo Vecchi, come il Procuratore capo Mescolini, si è di fatto avvalso della facoltà di non rispondere.

La mal riuscita ironia, di alcuni passaggi del suo lungo e noioso monologo, in merito alla scelta (anche se non ci ha citati espressamente), fatta da me per presentare in un bar del centro, insieme all’amico Bernini, il suo libro di “ordinaria ingiustizia” – quel Giovanni Paolo Bernini vittima dei tentativi, falliti, di Mescolini di farlo condannare – nasconde una malcelata invidia perché la destra sceglie di parlare, anche del caso Mescolini, in piazza, tra la gente, mentre la sinistra predilige le segrete stanze, ad eccezione dell’ultima campagna elettorale del Sindaco Vecchi, riesumato dal Palazzo in cui si era blindato, giusto per le elezioni, per poi tornarvi a rielezione avvenuta.

Sindaco Vecchi, ricordi che, quando si ha qualcosa da dire veramente basta un semplice post. Usare due pagine di un quotidiano per esprimere il vuoto pneumatico è degno di miglior causa.

BERNINI: NIENTE DI PERSONALE, MA MESCOLINI SI DIMETTA

26/8/2020 – In un’intervista di Salvatore Occhiuto pubblicata su Ducatonline, l’ex assessore di Parma Giovanni Paolo Bernini, di Forza Italia, replica per le rime al sindaco Vecchi, il quale sulla Gazzetta di Reggio sostiene in sostanza che chi critica e chiede le dimissioni del procuratore Mescolini, a seguito dei messaggi scambiati con Palamara, “vuole azzerare il processo Aemilia”. Bernini, nel corso della conferenza stampa a Reggio con Marco Eboli, aveva presentato il suo libro “Storie di ordinaria ingiustizia” in cui ripercorre il calvario giudiziario al quale lo aveva sottoposto il Pm del più grande processo alla ndrangheta tenuto al Nord .

“Al Sindaco di Reggio – afferma Bernini – ripeto che è una battaglia di giustizia e aggiungo che mentre lui affida un comunicato stilato dal suo ufficio stampa da inviare agli organi di informazione, io sono stato in una piazza a denunciare un’anomalia grande come una casa. La sinistra si rinchiude nel palazzo, il centro-destra è in mezzo alla gente.

“Non ho niente di personale nei confronti di Mescolini – aggiunge – anche se il suo castello accusatorio nei miei confronti (processo Aemilia) è crollato in ogni sede giudicante. La mia è una battaglia di libertà e giustizia perchè un magistrato che è stato consulente di una parte politica (Mescolini fu capo di gabinetto del Vice Ministro dell’Economia Pinza nel II Governo Prodi 2006-2008, ndr. ) non può assolutamente giudicare politici avversari. C’è un problema di imparzialità che si pon”.

“Ora mi aspetto le dimissioni del Procuratore della Repubblica di Reggio Marco Mescolini – insiste Bernini – come chiesto dall’On. Tommaso Foti (FdI) e dal Sen. Enrico Aimi (Forza Italia), persino da autorevoli magistrati, e una riforma del CSM. Palamara non sia l’uomo che paga per tutti! Vogliamo un’Italia dove la legge sia uguale per tutti

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DOCUMENTO: L’INTERVISTA DELLA GAZZETTA DI REGGIO AL SINDACO LUCA VECCHI

“C’E’ CHI VUOLE FARE TABULA RASA DI AEMILIA, NESSUN SPAZIO PER I REVISIONISMI”

Di EVARISTO SPARVIERI 

 Sindaco Vecchi, sul caso Mescolini il Pd reggiano per la prima volta si è mostrato pubblicamente compatto. Eppure generalmente la politica non commenta quasi mai quanto avviene in magistratura. Come mai questa scelta?

«Siamo rimasti colpiti dalla violenza e dall’aggressività di certi toni, da un attacco scomposto contro una importante istituzione della città. Pensiamo esista un rispetto che si deve al ruolo, un rispetto che in democrazia si dimostra proprio alle istituzioni. Quando ci si scaglia contro rappresentanti delle istituzioni bisogna infatti considerare che a rimetterci è tutta la città. Noi abbiamo sempre avuto un altro stile. La magistratura, la procura, le rispettiamo nella loro autonomia, nel loro delicato lavoro. Tutti hanno visto quale è stato il nostro atteggiamento su Bibbiano. Del resto i reggiani hanno apprezzato il lavoro del dottor Mescolini e dei tanti magistrati su Aemilia, quel risultato è un passaggio storico della città e da lì non si retrocede di un metro. Voglio dire di più, su questo: se c’è chi, sfruttando quest’ultima vicenda, intende fare tabula rasa di quel processo, obnubilare la memoria collettiva e raccontare altre storie, io sono certo che la maggioranza silenziosa dei reggiani non lo seguirà, anzi. Credo al contrario che siano sin troppo evidenti in taluni soggetti queste dinamiche. Ma sono operazioni di corto respiro. La lunga storia democratica di questa città non concede spazio a vecchi e nuovi revisionismi. Quanto all’assunto che “la politica non commenta quasi mai quanto avviene in magistratura”, forse questo accade in altri Paesi, ma certamente in Italia non è così. In Italia al contrario c’è una parte, e non è quella che mi riguarda, che da oltre 20 anni commenta quotidianamente quanto avviene in magistratura, che quando arrivano certe indagini passa il tempo, con livelli diversi di aggressività e opportunismo, a squalificarle e a irriderle se scomode, e a cavalcarle quando da queste ritiene di poterne trarre una sorta di “vantaggio elettorale». 

Luca Vecchi festeggia la vittoria al ballottaggio, accanto a lui Pierluigi Castagnetti. dietro Andrea Costa

Nell’intervista rilasciata lunedì alla Gazzetta, Graziano Delrio ha detto: “Se si indaga sul Comune non si è sentita dal sindaco una parola di accusa”. Resta il fatto che il municipio è al centro di due delicate inchieste, che hanno interessato diversi dirigenti. Ha più fiducia nei dirigenti coinvolti o nella magistratura?

«Un autentico spirito garantista presuppone che l’innocenza sia tale sino al compimento completo dell’iter processuale, e al tempo stesso prevede che si abbia fiducia nel lavoro della magistratura, quella che indaga e quella che giudica. Tutto questo non dovrebbe però mai diventare argomento di scontro politico, in un clima da tifo da stadio. Questa deriva da bar sport che troppo spesso vediamo rappresentata in alcuni racconti attorno a specifici processi va ad alterare il corretto rapporto istituzionale fra poteri». 

Il blitz in municipio avvenne dopo le elezioni. Mescolini disse che fu una scelta per non interferire sul voto. Non crede che abbia interferito ugualmente?

«Abbiamo appreso dell’esistenza di questa inchiesta nel momento in cui la medesima è stata resa nota alla pubblica opinione. Non tocca a un sindaco commentare questi temi, dopodiché fa assai sorridere che qualcuno pensi che un ballottaggio terminato 63 a 37 sarebbe andato diversamente. Il sentimento di Reggio era molto chiaro in quei mesi, la città aveva già scelto il suo sindaco».

Inchiesta appalti: il sostituto procuratore Valentina Salvi lascia il palazzo comunale di Reggio Emilia dopo le perquisizioni

Sinceramente, cosa pensa dello scambio di messaggi fra Mescolini e Palamara? Li ritiene opportuni? Mettono in luce un problema di compatibilità ambientale?

«Io non credo che il nostro compito sia commentare le chat. Questo compete eventualmente ad altri soggetti. Mi permetta una considerazione: il gruppetto del mercato che pretendeva di inscenare un “processo politico sulla pubblica via” l’altro giorno in piazza Martiri del 7 luglio – perché si chiama così, non piazza Cavour, qualcuno dovrebbe studiare meglio la storia delle lotte giovanili e sindacali – facendo l’esegesi delle chat su WhatsApp, tutti stretti fra un venditore di pancere Gibaud, l’urlo “pesce fresco” e l’arrotino, ha dato uno spettacolo di sé da far rimpiangere le tricoteuse che berciavano ridendo negli anni del Terrore in Francia, sotto la ghigliottina. Il contrario della civiltà del diritto».

Nella requisitoria di Aemilia, Mescolini parlò apertamente di un tentativo di screditare lei e Delrio. Secondo il centrodestra, si è indagato solo in una direzione. Secondo Delrio, invece, dietro a determinate accuse – come ad esempio il viaggio a Cutro dell’allora ministro – “c’era una sospetta regìa di alcuni poteri deviati, massonici e no”. Lei cosa ne pensa?

Campagna elettorale del 2009, Delrio a Cutro insieme all’ex sindaco Migale

«Sarebbe bene avere almeno un minimo di memoria di cosa è accaduto negli anni scorsi, a questo proposito. A cominciare dalla sentenza pronunciata dal Tribunale di Bologna che ha riconosciuto nei miei confronti di aver subito “minacce aggravate dal metodo mafioso”. Questo è un punto invalicabile. Non si possono piegare questi fatti ad altri interpretazioni. Abbiamo seguito con grande attenzione tutte le fasi del processo, inclusa la requisitoria. Aggiungo: come ha correttamente ricostruito Graziano Delrio, davanti al proliferare di maldicenze ai confini con la calunnia sulla sua figura ha presentato – come si fa in questi casi – esposto. E chi lo accusava, fra un pettegolezzo malevolo e l’atteggiamento di chi spia dal buco della serratura falsificando la realtà, ha dovuto ammettere che “s’era inventato tutto”. Punto. Altro che “s’è indagato in una sola direzione”.

Questi processi, questi esposti hanno portato a una sentenza storica e a confessioni chiare, così come ci è sempre stata chiara la solida fiducia dei reggiani, che non è mai venuta meno. Se poi vuole sapere cosa ne pensi del fatto che per anni ci sia stato chi, inventandosi cose, ha alimentato un clima torbido in città, mi limiterò a risponderle che trovo quantomeno singolare la scansione di certi episodi, le dinamiche che vi si leggono dietro, gli obiettivi sul piano istituzionale e democratico. Ma, per fortuna, esistono querele e cause in sede civile che permettono a chi è onesto di far valere le proprie ragioni contro le campagne d’odio, sino a molti anni dopo che queste sono avvenute».

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2 risposte a Eboli: il vuoto pneumatico di Vecchi
e le segrete stanze della sinistra
Bernini: “Mescolini si dimetta, chi è stato consulente
di una parte politica non può giudicare gli avversari”

  1. Giulio Rispondi

    26/08/2020 alle 14:10

    Ci vuole arte e talento a far valere le proprie ragioni. La sinistra ne ha, da vendere. Mentre la destra fa fatica a far valere le ragioni. La destra ha da imparare. Complimenti ad Eboli, ci vuole coraggio.Complimenti a Vecchi, ci vuole talento, oltre allo stile.

  2. Albatros Rispondi

    26/08/2020 alle 14:57

    Ma davvero questi del PD credono sempre di riuscire a passarla liscia, sfarfallando in punta di piedi come la Fracci? Bè questo loro esortare a toni più moderati, è proprio da candidi sepolcri imbiancati. Sepolcri pieni di soldi, di appalti, poltrone e menzogne! Di lupi travestiti da agnelli, che divorano a quattro palmenti tutto ciò che andrebbe distribuito democraticamente. Il discorsetto saggio e stucchevolie di un sindaco che vuol passare per arcivescovo è semplicemente ridicolo. Vecchi vada in Burundi a fare il paio con il fu presidente/ prete di Nkurunziza! Lo stile è quello: del resto far passare una dittatura per un governo santo, basta accusare indistintamente ogni avversario di nazismo, fascismo e mafiosità. Caro Vecchi sarebbe ora che arrivasse finalmente a Reggio Emilia un procuratore capace di scoperchiare tutti i pentoloni del Pd: Iren, CNA, STU Reggiane Spa, ecc… e sopratutto mandasse a casa la lunga lista di vendutissimi colletti bianchi, gabellotti del potere, che avete piazzato nella pubblica amministrazione come sentinelle e paladini dei vostri avidi giochetti.

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