Il Comune, l’edilizia, la ndrangheta
Un rapporto dei carabinieri a Mescolini
su Maria Sergio e gli affari dei cutresi: dove finì?
Documento esplosivo dell’Aisi. Il testo integrale

DI PIERLUIGI GHIGGINI

28/8/2020 – “Ecco come La Procura ignorò lo scandalo ‘ndrangheta in Emilia”. Questo il titolo di prima pagina a caratteri cubitali dell’edizione di oggi del Riformista, quotidiano diretto da Piero Sansonetti: titolo che lancia l’articolo di pagina 5 “Ndrine a Reggio Emilia/ Ma il Pm bloccò tutto” con foto a tutta pagina del procuratore di Reggio emilia Marco Mescolini, pm del maxi processo Aemilia contro la cosca Grande Aracri che aveva trovato nei decenni un insediamento ideale nella parte d’Italia per tradizione “più rossa”, questa Reggio Emilia, appunto, dove la sinistra domina incontrastata e senza ricambio della classe dirigente dal giorno della Liberazione. E dove oggi proprio il magistrato in primissima linea nel processo Aemilia è investito dallo scandalo della chat del 2018 con Palamara, bombardato dallo stesso Mescolini che voleva ottenere la nomina a procuratore di Reggio Emilia (“Reggio è importante per tutto”).

La prima pagina del Riformista

Non di questo tuttavia si occupa oggi il Riformista, bensì della sorte toccata a un rapporto dal contenuto esplosivo inviato dai carabinieri di Reggio Emilia il 6 febbraio 2013 al procuratore dell’epoca, Giorgio Grandinetti;e da questi subito trasmesso alla Dda (direzione distrettuale antimafia) di Bologna. Lì approdato il giorno stesso della consegna a Bologna nell’ufficio del sostituto Marco Mescolini, dove però si è arenato, a quanto si sa, senza conseguenze. Eppure in quel momento l’inchiesta Aemilia raggiungeva il suo apice, col monitoraggio di molti personaggi oggi in galera e della famosa cena agli Antichi Sapori (avvenuta il mese successivo), mentre il cerchio della Dda si stringeva su Giuseppe Pagliani, avvocato ed esponente di punta di Forza Italia in provincia, poi sbattuto ingiustamente in carcere per venti giorni.
Il rapporto in questione, firmato dall’allora tenente colonnello Vittorio Boccia, comandante del Reparto operativo provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, concerneva un’informativa dell’Aisi (servizi di sicurezza interni) su Maria Sergiosino al 2014 dirigente dell’urbanistica del comune di Reggio Emilia, moglie di Luca Vecchi all’epoca capogruppo delPd in Sala del Tricolore e sindaco di Reggio Emilia tuttora in carica dal 2014 – e su un giro affaristico con i costruttori cutresi.

L’articolo del Riformista

Cinque pagine fitte, con l’intestazione del Comando provinciale Carabinieri, finalizzate a motivare adeguatamente la richiesta il sequestro presso l’Area Pianificazione Strategia del comune di Reggio Emilia di tutta la documentazione inerente la vendita dei terreni di proprietà della Edil Papaleo sas in Largo Blasetti e del geometra Alberto Zambelli, terreno questo ubicato in via Tassoni.

Furono mai autorizzati tali sequestri da Grandinetti o da Mescolini, al quale il rapporto era pervenuto il 7 agosto 2013? Non risulta.

Mescolini durante la cerimonia d’insediamento alla Procura di Reggio Emilia

Ma cosa scrivevano l’Aisi e i carabinieri di Reggio? Reggio Report è in grado di ricapitolare i contenuti di quel rapporto, che a sua volta richiamava la precedente indagine Brick, nella quale Maria Sergio figurava tra gli indagati, e accendeva un faro sulla ricostruzione del post-terremoto nel modenese e nella bassa reggiana .

I carabinieri trasmisero alla Procura di via Paterlini il contenuto dell’informativa Aisi, aggiungendo altri non trascurabili elementi.

A ulteriore riscontro ulteriore riscontro del quadro indiziario già fornito sul conto di SERGIO Maria, dirigente del Servizio Pianificazione e Qualità Urbana del comune di Reggio Emilia, si è appreso che l’avvocato GRANDE ARACRI Domenico, fratello del capo cosca GRANDE ARACRI Nicolino, avrebbe fornito all’imprenditore edile MAZZEI Giovanni rassicurazioni in ordine all’assegnazione di appalti per i lavori di ricostruzione post-terremoto in Emilia-Romagna, affermando di poter contare sull’amicizia della citata Sergio. Quest’ultima, infatti, quantunque decaduta nel 2010 per questioni di opportunità, dall’incarico di dirigente del servizio Edile municipale attualmente affidato a Belli Lorena – continuerebbe ad esercitare, in virtù del ruolo di controllo sulla pianificazione urbanistica, una forte influenza sull’attività del comparto edilizio”.

Maria Sergio accanto a Graziano Delrio, quando era sindaco di Reggio

L’informativa precisa che la decadenza di Sergio dal dirigente dell’edilizia era legata alla vendita da parte del comune dell’area ex casello A1 alla Immobiliare Nord Est – di cui Luca Vecchi era presidente del collegio sindacale: vicenda che fu al centro di un’inchiesta del Giornale di Reggio e di un rapporto del 2010 alla Procura reggiana, con cui i carabinieri chiedevano che fossero messi sotto controllo i cellulari di Maria Sergio, Luca Vecchi e dell’assessore all’urbanistica Ugo Ferrari. Non risulta che le intercettazioni siano state autorizzate.

Ma riprendiamo la lettura dell’informativa Aisi, trasmessa alla Procura di Reggio e alla Dda di Bologna.

“Dei “favoritismi” della Sergio avrebbe beneficiato, tra gli altri, l’imprenditore edile cutrese PAPALEO Gaetano, la cui moglie LUCENTE Maria è nipote del defunto capo cosca DRAGONE Antonio. Un appezzamento di terreno di proprietà della EDIL PAPALEO s.r.l., ubicato in Reggio Emilia in largo Blasetti, infatti, sarebbe stato inserito nel Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) del 2009 in virtù di una “delocalizzazione” da altra area predisposta ad hoc dalla stessa SERGIO Maria la quale, per occultare il suo intervento, avrebbe fatto firmare la relativa documentazione a BELLI Lorena.

Conseguentemente, sarebbe stata rilasciata concessione edilizia alla “EDIL PAPALEO” ancor prima dell’approvazione, da parte della Commissione Edilizia, della variante di destinazione d’uso e senza che fossero previste le opere di urbanizzazione”.

Analogamente – così prosegue l’informativa Aisi -“la SERGIO avrebbe favorito l’inserimento nel suddetto RUE di un terreno “non edificabile” ubicato a Reggio Emilia in via Tassoni – già di proprietà del geometra ZAMBELLI Alberto”, che il Servizio definisce “professionista a disposizione di soggetti contigui ad ambienti criminali calabresi”. Tale terreno sarebbe diventato “edificabile, senza richiesta di variante alla destinazione d’uso, attraverso una fraudolenta manomissione del relativo incartamento. Il lotto è stato successivamente ceduto all’azienda di costruzioni edili “IMMOBILIARE Z.C.Q. srl“, con sede a Reggio emilia in via Zacchetti”.

Qui si conclude la nota dell’Aisi, ma non il rapporto dei Carabinieri di Reggio. Per completare il quadro il tenente colonnello Boccia precisa che tale nota è il seguito di un precedente documento Aisi del settembre 2012 che “in un contesto più specifico di infiltrazioni mafiose in questa provincia, ha riferito anche sul conto della predetta Maria SERGIO, indicandola quale la funzionaria comunale che costituirebbe uno dei contatti” dei fratelli Salvatore e Roberto Turrà, per ottenere il rilascio di concessioni ,autorizzazioni ed appalti in favore di imprese edili riconducibili a personaggi di origine calabrese“. E sottolinea: “La precedente nota informativa e quella pervenuta di recente sono già state poste all’attenzione della
Direzione distrettuale antimafia,
relativamente agli aspetti inerenti un’attività investigativa in tema di infiltrazioni mafiose in provincia, svolta da questo Reparto con il coordinamento di quella Autorità Giudiziaria.

Il rapporto si sofferma poi sul “ruolo strategico” di Sergio nel comune di Reggio Emilia, sia perchè da molti anni legata professionalmente all’assessore Ugo Ferrari (insieme al quale transita dalla Provincia a piazza Prampolini, ndr,), sia perchè moglie del capogruppo in Consiglio comunale di reggio emilia Luca Vecchi, “quest’ultimo personaggio politico considerato in forte ascesa all’interno delle fila del Partito Democratico di questa Provincia“.

Inoltre fa riferimento ad alcune posizioni stralciate e trasferite alla Procura reggiana dall’operazione Pastoia condotta dai militari dell’anticrimine di Bologna sui tentacoli allungati da Cosa nostra su alcune grandi opere, in tutta Italia.

Le attività investigative svolte tail 2006 e il 2008, hanno permesso di conseguire positivi riscontri probatori sul comportamento illecito tenuto da alcuni funzionari delle amministrazioni locali comunale e provinciale (tra cui Maria SERGIO) per favorire imprenditori di questa provincia sull’acquisire unità immobiliari “strategiche“.

A proposito dell’affare dell’area casello A1 acquisita da Immobiliare Nord Est, il rapporto ricorda inoltre che “questo Reparto ha provveduto, il 16 aprile e il 9 agosto del 2010 a informare la Procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia, nella persona della dottoressa Isabella CHIESI allora Procuratore facente funzioni, della discussa compravendita di un’area immobiliare di vaste dimensioni (denominata comunemente “Area nord”) ubicata a ridosso dell’ex casello autostradale A1 di questo capoluogo. In tale vicenda, attraverso un complicato giro di società (tra cui la IMMOBILIARE NORD EST SpA) erano coinvolti vari esponenti del Partito Democratico Reggiano, in primis proprio Luca VECCHI, e per quel che concerne l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, l’Assessore Ugo Ferrari e la funzionaria Maria SERGIO“.

Non manca una considerazione sull’attendibilità delle informazioni acquisite: “Si reputa opportuno far presente come il delatore del personale dell’AISI appaia molto bene informato sulla situazione di sviluppo edilizio esistente a Reggio Emilia, al punto da far pensare sia qualcuno che lavora proprio all’interno degli stessi uffici dell’Amministrazione comunale ove opera la funzionaria Maria Sergio, visto che vengono più volte citati dati identificativi di fogli e particelle planimetriche non accessibili alla normale utenza“.

Il comandante Vittorio Boccia conclude con la richiesta di decreto di sequestro e di acquisizione in copia conforme, come già accennato, di tutta la documentazione inerente le vendite del terreno della EDIL PAPALEO DI Largo Blasetti e della pregiata area di via Tassoni del geometra Zambelli.

Il rapporto ha la data del 28 gennaio 2013. In data 6 febbraio 2013 il procuratore di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti lo trasmette “come da intese telefoniche” al Procuratore della Repubblica Direzione distretturale antimafia di Bologna. “Resto in attesa- specifica -di comunicazione in ordine al proseguo delle indagini nel caso si renda necessario un coordinamento con codesto Ufficio“.

La missiva viene consegnata il 7 febbraio. Lo stesso giorno il procuratore di Bologna dispone con un appunto di proprio pugno che sia trasmesso “al dottor Mescolini, titolare del procedimento, per le sue determinazioni”. Da quel punto in poi, non si è saputo più nulla.

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7 risposte a Il Comune, l’edilizia, la ndrangheta
Un rapporto dei carabinieri a Mescolini
su Maria Sergio e gli affari dei cutresi: dove finì?
Documento esplosivo dell’Aisi. Il testo integrale

  1. Guido carboni Rispondi

    28/08/2020 alle 15:43

    Aspettiamo gli eventi!!!! Se quanto sopra risponde anche solo parzialmente a verità. Il partito democratico, il sindaco e tutti i personaggi citati, in particolare l’onorevole Del Rio e la sig Sergio. Ed anche il dott Mescolini!!! Va riscritta la storia degli ultimi vent’anni dello sviluppo edilizio a Reggio Emilia!!!! È anche di tante cooperative!!!!!!!

  2. Guido carboni Rispondi

    28/08/2020 alle 15:50

    Se ben ricordo nella stesura della sentenza del processo aemilia ( si lamentava la reticenza dei personaggi citati) da Sansonetti, e i personaggi non hanno mai commentato quanto era scritto nelle motivazioni della sentenza!!!! Quindi adesso devono dare tutti i chiarimenti del caso!!! Fare querela contro il dott Sansonetti!! E nel frattempo per onestà dare oggi stesso le dimissioni!! É il minimo chè possano fare!! E che i cittadini si aspettano, e pretendono.

  3. Max Rispondi

    28/08/2020 alle 23:08

    A me sembra tanto simile ad eventi accaduti anche dalle mie parti nel milanese, più che un evento sono terribilmente convinto che sia un sistema applicato in chissà quante altre città d’Italia.E chi voleva fare le cose bene a Reggio Emilia ? Era impossibile,questo mi rattrista ancora di più

  4. maria teresa Rispondi

    29/08/2020 alle 14:44

    Spero venga fuori la verità..troppo comodo x questi personaggi citati sopra che la passano liscia..dimissioni subito anche il capo mescolini…

  5. liù Rispondi

    29/08/2020 alle 18:16

    Solo attraverso un chiarimento vero,con approfondimento della diverse accuse, si potrà ricuperare fiducia nella magistratura. Altrimenti poche mele marce o presunte tali, senza piena luce, condannano tutto il deposito.

  6. liliana Rispondi

    30/08/2020 alle 09:20

    Sono prove drammatiche. Mi auguro che venga da parte della Magistratura un chiarimento tempestivo. In caso inverso il prezzo sarà alto.

  7. giobatta Rispondi

    02/09/2020 alle 21:56

    Di errori, anche in buona fede, se ne possono compiere. Importante con umiltà riconoscerli,senza barare e, se indispensabile, pagare anche il prezzo.

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