I segreti uccidono una seconda volta
Verità negata su Italo Toni e Graziella De Palo, trucidati dai palestinesi a Beirut 40 anni fa
Il presidente della Camera incontra i famigliari e il presidente Fnsi

31/8/2020 – Mercoledì 2 settembre alle 11 presso la Camera dei Deputati in occasione del 40° dalla scomparsa di Italo Toni e Graziella De Palo, si svolgerà un incontro tra il Presidente Fico, i familiari dei giornalisti e il Presidente della FNSI Giuseppe Giulietti; seguirà conferenza stampa.

Pubblichiamo di seguito un articolo di Graziella Di Mambro da Articolo 21

Italo Toni e Graziella De Palo, rapiti e uccisi a Beirut nel 1980

DI GRAZIELLA DI MAMBRO

Rompere finalmente il muro di gomma che ci divide dalla verità sulla scomparsa di Italo Toni e Graziella De Palo di cui si sono perse le tracce a Beirut iL 2 settembre del 1980. E proprio mercoledì, a 40 anni di distanza, il Presidente della Camera, Roberto Fico, riceverà i fratelli delle vittime Aldo Toni e Fabio De Palo con il loro legale, l’avvocato Preziosi, insieme ad una delegazione della Federazione Nazionale della stampa Italiana, composta dal Presidente Giuseppe Giulietti, dal segretario Raffaele Lorusso, e dall’avvocato Giulio Vasaturo, oltre che dal segretario dell’UsigRai, Vittorio Di Trapani.

Come si sa, a giugno scorso l’avvocato Vasaturo  ha depositato istanza alla Procura di Roma per ottenere l’immediato sequestro, presso la presidenza del Consiglio dei ministri e le strutture di intelligence, di tutti gli atti inerenti il caso. Pochi giorni prima il fratello di Italo Toni aveva ricevuto un diniego dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri cui aveva fatto istanza rituale di acquisizione degli atti.

Per l’ennesima volta Aldo Toni si è visto rispondere: “…questa Amministrazione non ritiene di accedere alla richiesta in oggetto”. Troppo poco quello che si sa finora.

I giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo scomparvero a Beirut, rapiti e uccisi da una fazione estremista dell’Olp.
“Siamo rimasti profondamente amareggiati da questo nuovo smacco ai familiari dei due cronisti uccisi a Beirut e all’intera comunità dei giornalisti italiani – aveva commentato a caldo l’avvocato Giulio Vasaturo – A quarant’anni dalla scomparsa di Italo Toni e Graziella De Palo non vi è alcun motivo plausibile in grado di giustificare questa reticenza di Stato. Tutti i personaggi coinvolti in questa oscura vicenda sono morti e quei pochi ancora in vita sono oggi sicuramente ben lontani dal Libano. C’è qualcuno, evidentemente, ancor oggi, che vuol impedire che si giunga a conoscere la verità sulle circostanze in cui furono uccisi Italo e Graziella e sui depistaggi che ne conseguirono che, com’è noto, coinvolsero direttamente il Sismi».

Infatti l’inchiesta coordinata a suo tempo dalla Procura di Roma portò, nel 1985, all’arresto del colonnello Stefano Giovannone, capocentro a Beirut del servizio segreto militare, e alla condanna di un sottufficiale dei Carabinieri, addetto all’Ambasciata italiana in Libano, per aver favorito, con la divulgazione di informazioni riservate, i presunti responsabili dell’omicidio dei due giornalisti.

Nei mesi scorsi, a seguito di una segnalazione della famiglia De Palo, il caso è stato ufficialmente riaperto dalla Procura di Roma. Le indagini sono ora affidate al procuratore aggiunto Francesco Caporale e al sostituto Francesco Dall’Olio. Ora la Fnsi, che non intende mollare il pressing per arrivare alla verità, chiede formalmente al Presidente della camera la desecretazione di tutti gli atti e mercoledì verrà consegnata copia dell’esposto inviato alla Procura per ottenere il sequestro degli atti di interesse investigativo.

DA ARTICOLO 21

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Una risposta a 1

  1. Marco Rispondi

    08/10/2020 alle 18:26

    Pubblicato da wikileaks agosto 2020. Fatelo leggere ai parenti, alla procura

    COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
    II Reparto – SM – Ufficio Operazioni
    N. 15500/31 di prot. “R”
    ROMA 31.3.1982
    AL SIGNOR DIRETTORE DEL SISMI
    OGGETTO: Appunto

    Testo: A seguito della conversazione avuta dalla SV con il Gen. D. Carlo Alberto DALLA CHIESA in data 24 marzo u.s., trasmetto l’unito appunto.

    IL GENERALE
    (firma cancellata)

    a sinistra:
    timbro 3DIC1993
    timbro ..OT 14187

    a destra
    timbro SENATO DELLA REPUBBLICA CAMERA DEI DEPUTATI 000263 COMMISSIONE MITROKHIN UFFICIO STRALCIO
    timbro DECLASSIFICATO con foglio n. ______ con a fianco a penna scritta “a NON CLASSIFICA”

    1) il 2.9.1980 in località “Pakani Krtia, quartiere Sabra” di Beirut (Libano), presso la sede dell’O.L.P. – frazione democratica, di cui è responsabile Nayef HAWETMEH, ha avuto luogo una riunione cui hanno partecipato un uomo politico, un armtore, un militare, un finanziere, due rappresentanti della “Trilaterale Italiana” , tutti di cittadinanza italiana e fratelli della “Loggia Riservata”, nonché Stefano Delle Chiaie, rappresentante della “OT” e un finanziere internazionale non italiano.

    2) Scopo della riunione:
    – contratto di vendita di materiale tecnologico italiano-francese;
    – intervento dell’OLP presso il Governo Siriano a favore della “Trilaterale” per un contratto commerciale;
    – collaborazione dell’OLP e della “OT” in Europa.

    3) Al termine della riunione, sempre nella sede dell’OLP, si sono incontrati lo stesso HAWETMEH ed un agiovane donna che aveva già concordato una intervista. Nell’occasione la giornalista, riconosciute le persone convenute con HAWETMEH nel momento in cui stavano per uscire dalla sala di riunione, si presentava come Graziella DI PALO.

    4) HAWETMEH appreso dal Delle Chiaie che gli italiani si erano dimostrati dispiaciuti di essere stati individuati nella sede dell’OLP dalla giornalista, pregava la donna di rinviare l’intervista, riservandosi di chiamarla dal suo albergo (Continental-Ranchia).

    5) Un altro incontro tra HAWETMEH e i suoi ospiti, la DI PALO ed un altro giornalista (successivamente identificato come Italo TONI), ha avuto luogo nel ristorante “Ylazlar”. Nayef HAWETMEH, subito dopo, invitava tutti i suddetti nel suo domicilio, dove si sottoponeva all’intervista dei due giornalisti in presenza dei cittadini italiani.
    Nella circostanza l’HAWETMEH si mostrava particolarmente loquace e, nel concludere l’intervista, manifestava propositi minacciosi nei confronti della giovane donna.

    6) A questo punto l’altro giornalista (TONI) esternava proteste in merito alle intenzioni espresse dal palestinese. Contemporaneamente, gli uomini di HAWETMEH (sempre presenti) espellevano il giornalista, mentre lo stesso HAWETMEH invitava i suoi ospiti a “seguire il suo esempio”

    7) Nonostante la richiesta di aiuto della DI PALO, nessuno degli italiani presenti faceva alcunché in suo favore avendo compreso che la sorte dei due giornalisti era stata segnata per averli riconosciuti. L’unico che avrebbe potuto intercedere per la DI PALO sarebbe stato il DELLE CHIAIE, in ottimi rapporti di amicizia con l’HAWETMEH, al quale esprimevano consenso anche il finanziere internazionale e due degli italiani presenti.

    8) L’esatto svolgimento degli avvenimenti veniva riferito da un testimone oculare che accompagnava un membro della “trilaterale”, senza poter aiutare la DI PALO.

    9) Sull’accaduto sarebbe stata scritta una relazione conservata da un agente della CIA in America Latina

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