Cosa c’è veramente sotto gli espropri di via Paradisi?
Sul piede di guerra i cittadini aggrediti dal Comune di Reggio

DI GIUSEPPE MANZOTTI E MARCO EBOLI*

4/8/2020 – Il progetto 902 / abitare solidale che si sviluppa in sei fasi nelle quali si vuole cambiare il volto alla zona di via Paradisi ha il grande peccato originale del fatto che i residenti non sono stati minimamente coinvolti in tutto ciò.

Infatti il primo stralcio del piano prevede l’esproprio delle abitazioni di proprietà ai civici 6, 8 e 10 di via Paradisi, si parla di una settantina di unità abitative di cui alcune già di proprietà di Acer e date in locazione.

Il parere dei residenti, inascoltato, è chiaro: si tratta di diritti calpestati in quella che per tutti è tra le primarie sicurezze ossia la casa.

Abbiamo parlato con una famiglia residente e proprietaria che ci ha fatto chiarezza su quello che gli si prospetta loro. Partiamo con ordine: i condomini in questione, lontani dal degrado tipico di altri palazzi di via Turri, sono stati edificati all’inizio degli anni ’80 e sono stati venduti da una impresa privata a privati, e per tanti si è trattato di acquistare la propria prima casa col sacrificio di un mutuo.

Il comparto di zona stazione interessato a riqualificazioni, espropri e deportazioni

Molti proprietari, ora contattati dal comune per essere espropriati del proprio bene immobile con la “scusa” della riqualificazione, imputano il livello di peggioramento del contesto residenziale proprio al comune dal momento in cui negli anni, tramite Acer, esso ha acquistato alcuni appartamenti dati poi in locazione agevolata.

La quota di proprietà di Acer rimane comunque ancora in minoranza in quelli che sono i diritti di voto condominiali ma poco cambia, in quanto si è deciso di procedere con lo strumento dell’esproprio. E qua il grido di giustizia che richiedono in tanti: non vogliono essere obbligati a lasciare la propria abitazione, alcune di 120 mq e vedersela valutata a circa 500€/mq per poi essere reindirizzati in qualche casa popolare di Acer. In sostanza dopo aver affrontato il sacrificio del mutuo viene tolta l’abitazione, sottopagata e si viene invitati ad andare in affitto in qualche immobile pagando un canone di locazione.

Oltretutto anche chi adesso è in locazione con Acer dovrà andarsene. Nel sesto stralcio dei lavori sono previste inoltre delle misure di pedonalizzazione, interventi che vediamo essere particolarmente amati dalla attuale amministrazione anche se i risultati riteniamo che non sempre siano positivi.

Ci uniamo quindi alla richiesta dei residenti che vogliono chiarezza e capire le vere motivazioni che ci sono dietro una operazione di questo genere, la cui misura dell’esproprio sta suscitando dei dubbi sull’eventuale presenza di particolari interessi. Sicuramente i residenti si appelleranno alla non sussistenza delle ragioni di pubblica utilità proprie dell’esecuzione di uno sfratto. (Giuseppe Manzotti responsabile volontariato FDI, Marco Eboli portavoce Fratelli d’Italia comune di Reggio Emilia

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