“Chi è implicato in questo sistema malato non può guidare gli uffici giudiziari”
Hanno sbriciolato la credibilità della magistratura

DI LUCIANO VAROTTI*

Luciano Varotti


25/8/2020 – E alla fine ci siamo…

Dopo la pubblicazione su numerosi quotidiani, nazionali e locali, delle riunioni avvenute in luoghi non istituzionali tra componenti ed ex componenti del Consiglio superiore della magistratura e personaggi politici (fatti, come noto, avvenuti nel maggio 2019), si assistite oggi a divulgazione di messaggi tra magistrati di uffici più periferici, quali ad es. la Procura di Reggio Emilia.

In tutti i casi, sia in quelli di interesse nazionale, sia in quelli locali, le persone coinvolte si sono spesso difese con i soliti e noti argomenti.

Si è replicato asserendo che, in fondo, non vi sarebbe nulla di male a chiedere informazioni sul proprio procedimento di nomina e che, comunque, tali incontri o scambi di messaggi non avrebbero di fatto avuto alcuna ripercussione concreta sui processi decisionali del Consiglio superiore.

In altri casi le giustificazioni sono state più tragicomiche: “io non c’ero”, “c’ero ma dormivo”, “sarei dovuto andare via subito”, “si è sempre fatto così”, “abbiamo comunque nominato i migliori”, “non ci sono prove di commissione di reati”, “siamo alla cultura del sospetto”, “bisogna contestualizzare”, ecc…, sino ad arrivare, in qualche caso, a prese di posizioni in difesa di quello o di quel partito politico.

In realtà il vero danno arrecato alla magistratura nel suo complesso è molto più grave di quello che deriva da una nomina errata o caduta su un soggetto inidoneo (evento che anche in un sistema sano può verificarsi).

È stato infatti compromesso – direi sbriciolato – un bene forse non molto percepibile in prima battuta, ma di sostanziale importanza, ossia la credibilità dell’istituzione “magistratura, che riguarda non solo il singolo partecipante a questo o a quell’incontro incontro o colloquio, ma l’intero sistema.

Qualunque persona, qualunque cittadino, oggi può legittimamente chiedersi (e sollevare quindi il dubbio) se le indagini, le decisioni e, in generale, gli atti della magistratura – sia essa di importanti uffici giudiziari, come pure di uffici periferici – siano stati assunti in piena indipendenza, oppure se essi siano stati condizionati da altre vicende e favori, oppure se siano il mezzo per ottenere future utilità in cambio.

E questo enorme fardello (del quale siamo tutti testimoni leggendo i quotidiani) grava non solo sulle indagini e sulle sentenze assunte nel passato dalla magistratura, ma anche sulle indagini e sulle decisioni che verranno assunte in futuro.

C’è dunque da chiedersi se, oggi, si possa permettere che alcuni uffici giudiziari siano guidati e diretti da magistrati implicati in questo anomalo e malato sistema di scambio delle correnti, oppure se essi non vadano in qualche modo rimossi, eventualmente mediante una volontaria iniziativa dei singoli stessi (quale ad es. una domanda di trasferimento).

I mezzi per procedere non mancherebbero, se si pensa che, oltre alla (probabilmente utopica) domanda di trasferimento della persona coinvolta, sussiste per il Csm la possibilità di non concedere al soggetto interessato la proroga quadriennale nelle funzioni, oppure la possibilità di trasferimento d’ufficio ex art. 2 del rd n° 511 del 1946, oppure, infine, l’annullamento d’ufficio dell’atto di nomina, ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n° 241 del 1990, ove applicabile.

I mezzi, dunque, ci sono.Speriamo che alla fine sopraggiunga – un po’ come il settimo cavalleggeri nei film western – anche la volontà di procedere.

*giudice alla Corte d’Appello di Bologna, già a Reggio Emilia

DA TOGHE.BLOGSPOT.COM: UNA QUESTIONE DI CREDIBILITA’

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8 risposte a “Chi è implicato in questo sistema malato non può guidare gli uffici giudiziari”
Hanno sbriciolato la credibilità della magistratura

  1. carlo Rispondi

    25/08/2020 alle 18:33

    Grazie dott. Varotti. Ha dato dignità alla Magistratura.

  2. Herberth Rispondi

    26/08/2020 alle 00:50

    Chiarissimo Dott. Varotti, adesso fanno gli arrampicatori cercando difese indifendibili, lasciassero volontariamente gli incarichi avuti tramite la corrente….di appartenenza e considerare i magistrati che non fanno parte a nessuna corrente…..sono tanti….i correntisti, oggi, hanno pure il coraggio di difendersi dicendo che c’è ” una cultura del sospetto”. La ruota gira….sarà il caso di capire pure il sistema dei concorsi, chissà quanto????uscirebbe fuori

  3. Rosario Manno Rispondi

    26/08/2020 alle 08:48

    NelLa magistratura si applicano gli stessi metodi della pubblica amministrazione nel dare gli incarichi.Ultimamente il vicepresidente di Sicindustria in un’intervista a proposito dei diprigenti della regione siciliana,ha dichiarato che non devono avere colore politico ma solo essere capaci e onesti.Insomma pare che siano stati dimenticati i principi costituzionali secondo i quali gli uffici pubblici debbano essere organizzati in modo da garantire il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione.

  4. Stuzzicadente Rispondi

    26/08/2020 alle 10:15

    Varotti ha piena ragione. Pero’…
    Dignità pratica alla Magistratura attuale, in Italia ?

    Nei sogni forse.. nelle favole, nell’inconsapevolezza della realtà di fatto ormai decennale, nella vana speranza – illusione di cambiare un status quo funzionale al sistemino.
    Sistema molto ben progettato, pure per essere indistruttibile.
    Quindi ?
    Tutta retorica; quella che serve come al solito a ‘loro’, per chiudere gli occhi di noi tutti con un bel ruttino fatto con la mano davanti, dopo l’ennesimo pranzo luculliano.

    Ghiggio top.

  5. Guido Carboni Rispondi

    27/08/2020 alle 09:40

    Grazie dott Varotti. Il suo intervento serve a far pensare che vi sono ancora magistrati con la schiena dritta!! È importantissimo che uomini della magistratura senza lode e senza infamia, ma con onestà e responsabilità intervengano perché la gente comune come me riacquisti quella fiducia nell’ordinamento, e la certezza che quando il cittadino viene giudicato deve avere un giudice che giudica secondo il dettame costituzionale!!! E non il dubbio che la il giudizio sia di parte!!! Grazie per il suo intervento!!!

  6. Fabio Massimo Addarii Rispondi

    27/08/2020 alle 11:17

    Grazie Dr. Varotti, io che sono un vecchio avvocato e che sono nipote di un grande Magistrato della stessa sua Corte che ebbe il coraggio di sfidare il regime fascista, ho molto apprezzato quanto da Lei scritto che dimostra come ringraziando il Signore esista ancora una parte sana della Magistratura. FABIO MASSIMO ADDARII

  7. paolo fioroni Rispondi

    28/08/2020 alle 10:46

    Illustre magistrati dott. Luciano Varotti,
    io non sono nessuno per esprimere il mio appoggio al Suo straordinario intervento,
    ma la stragrande maggioranza dei cittadini per bene non può che esprimere la propria vicinanza alla Sua autorevole voce, che restituisce dignità e prestigio ad una magistratura ferita.
    I suoi colleghi di Reggio Emilia, quelli che lavorano seriamente in condizioni non facili, non intervengono ed è oltremodo opportuno che, date le circostanze, lavorino in silenzio, ma di certo apprezzano e confidano nel buon esito delle Sue proposte perché abbiamo bisogno di un Tribunale in cui riporre tutta la nostra fiducia e ci sono tutti i presupposti perché il Tribunale di Reggio Emilia fruisca del prestigio e della autorevolezza senza cui neppure si potrebbe parlare di giustizia.
    Ancora grazie. Paolo Fioroni

  8. Silvia Rispondi

    30/08/2020 alle 10:45

    Come non essere d’accordo? Tuttavia l’auspicata richiesta di trasferimento dei soggetti implicati la trovo debole, un po’ come il trasferimento di un prete pedofilo in altra parrocchia…. Credo ci si aspetti azioni più incisive, segnali forti.

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