Vismara: sui Ferrarini incombe sequestro preventivo per un milione di euro

28/7/2020 – Nuovi guai per la famiglia Ferrarini, al centro del dissesto del prestigioso gruppo alimentare (prosciutti, salumi, parmigiano reggiano) di Rivaltella. Il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza del magistrato di Lecco Paolo Del Grosso a carico dell’amministratore di Vismara spa con sede produttiva a Casatenovo, Lucio Ferrarini. La Vismara è in concordato preventivo come la casa madre, Ferrarini spa e Ferrarini società agricola.
La vicenda va avanti da mesi e riguarda il sequestro preventivo per equivalente – per una cifra che intorno al milione di euro – chiesto dal PM a seguito dell’omesso versamento delle ritenute previdenziali dei lavoratori del sito produttivo di Cascina Sant’Anna in riferimento al 2017, con la cifra che doveva essere pagata entro l’anno successivo.
Rigettata in prima battuta dal GIP del tribunale lecchese Paolo Salvatore e respinta anche dal Tribunale del Riesame, l’istanza era giunta in Cassazione su ricorso presentato dal sostituto procuratore Del Grosso; e la suprema corte ha annullato la sentenza con rinvio: il collegio di Lecco è stato chiamato nuovamente a pronunciarsi sul punto.

Il salumificio Vismara di Casatenovo (Lecco)

Nelle scorse settimane il presidente Enrico Manzi (a latere le colleghe Nora Lisa Passoni e Martina Beggio) si era riservato la decisione, che in questi giorni è stata notificata alle parti.
Accolta dal Riesame la tesi del PM, l’avvocato Giulio Garuti del foro di Modena che tutela gli interessi della famiglia Ferrarini, ha subito presentato ricorso per Cassazione che ora dovrà nuovamente esprimersi nel merito. Bloccato dunque – sino alla decisione dell’organismo superiore – l’eventuale sequestro nei confronti dell’amministratore del salumificio Vismara, coinvolto come si ricorderà, in una procedura concordataria per rilanciare l’attività, da tempo ormai in crisi.
A giugno, com’è noto, l’azienda ha depositato un nuovo piano concordatario a seguito della decisione del gruppo Amadori di abbandonare la partita, piano che ora è all’esame del tribunale di Reggio Emilia. Dovrà essere depositata invece entro settembre la proposta concordataria su Ferrarini, anche se da quanto emerge , le due procedure distinte sarebbero collegate dal medesimo partner, il gruppo valtellinese Pini, che da tempo ormai ha manifestato il proprio interesse alle realtà alimentari che fanno riferimento alla famiglia reggiana.

(da CASATEONLINE.IT)

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Una risposta a 1

  1. un cittadino alla finestra Rispondi

    29/07/2020 alle 08:51

    Vorrei capire . Insomma questi Ferrarini ne hanno fatte di cotte e di crude ed ora lottano per mantenere ancora il potere ed i quattrini. Mi sembra giusto che entri al 100% un terzo e si chiuda col passato e semmai si sanzioni chi ha fatto guai ( operazioni bancarie ecc. ), altrimenti pagano sempre e solo i creditori ed il personale, e la storia continua come prima. E poi questi nuovi concordati: si va avanti all’infinito cambiando le carte in tavola. A che gioco giochiamo ?

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