Viale Umberto
Alberi da tagliare e deliri progettuali

DI UGO PELLINI*

16/7/2020 – Nel Settecento pioppi cipressini, nell’Ottocento platani, nel Novecento tigli, nel Duemila… Se volessimo davvero ricostruire la “Passeggiata Settecentesca” di viale Umberto Primo di Reggio Emilia dovremmo tagliare tutti i tigli esistenti, perché al tempo del Duca d’ Este questo lungo viale alberato era contornato da quattro filari di pioppi cipressini; dovremmo anche ripristinare il vecchio nome: Stradone per il pubblico passeggio.

 Dopo l’arrivo dei francesi i pioppi furono tolti e sostituiti da platani, pianta a loro più gradita; il Conte Carlo Ritorni, ultimo governatore estense, criticò aspramente questa scelta perché con i “funghiformi platani” questo spettacolare “cannocchiale prospettico” verso la montagna, costituito dai colonnari pioppi, era stato eliminato.

I pioppi dello “Stradone per il pubblico passeggio”

I platani furono a loro volta abbattuti nel secondo decennio del Novecento e i grossi tronchi messi all’asta e venduti per rimpinguare le casse comunali. In seguito furono piantati tigli, ippocastani e a ncora pioppi cipressini, ma ne gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale degli alberi esistenti nel viale ne erano rimasti proprio pochi (meno della metà); venivano sistematicamente tagliati di notte dai cittadini che non avevano la legna per riscaldarsi.

Viale Umberto al tempo dei platani

Nel dopoguerra vennero di nuovo messi a dimora tigli e pioppi cipressini e, a partire dagli anni sessanta, il viale fu rimpinguato con altre piante delle più svariate specie (libocedri, ginkgo, cedri, aceri, etc); la prima parte del viale addirittura è oggi costituita da bagolari.

“Il Progetto del verde: manutenzione e rinnovamento di Viale Umberto I°” elaborato dal Comune grazie al finanziamento ottenuto in v irtù del più ampio progetto “Ducato Estense”, prevede l’abbattimento e sostituzione di 119 alberi.

I tigli di viale Umberto

Ora, dopo tanti anni di “non manutenzione” credo sia giunto il momento di intervenire su di essi.

La “riqualificazione” però deve tenere conto della storia e della condizione arborea esistente; quindi, se veramente comprovato , si devono sostituire gli alberi classificati come pericolosi, ma è altrettanto indispensabile intervenire e curare tutti quelli che presentano problemi sanitari. Ora il viale non è “omogeneo”; se proprio lo si vuole rendere tale lo si può fare solo rispettando i tempi della natura e non con forzature “progettuali”.

*Botanico, storico naturalista

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4 risposte a Viale Umberto
Alberi da tagliare e deliri progettuali

  1. anna Rispondi

    16/07/2020 alle 14:31

    Non tagliare gli Alberi ! L’assessore Bonvicini deve ascoltare i cittadini !

  2. Toxico City Rispondi

    16/07/2020 alle 19:16

    Meno male che sono lontano dall’ennesimo prossimo scempio e sfregio alla città (che fu).

  3. Paola Rosaz Rispondi

    18/07/2020 alle 14:18

    Una cosa vergognosa, perché non spendono i soldi in cose più utili, tipo il traffico dal meridiana, viale Umberto è bellissimo

  4. Ida Battaglia Rispondi

    20/08/2020 alle 10:48

    Spero di cuore che se ci sarà, purtroppo, l’abbattimento degli alberi, (vietato per legge nel periodo che va da marzo a settembre) venga effettuato nei giusti periodi. Ho timore che questo intervento venga fatto proprio nel periodo che vede gli uccelli vivere la fase più delicata e importante della loro vita, quando stanno mettendo il piumaggio che donerà loro la capacità di volare.L’abbattimento degli alberi comporterà la morte di gran parte della fauna volatile, sarà un evento che porterà solo morte e dolore a delle anime innocenti, colpevoli solo di vivere su un albero. Forse questo mio scritto farà sorridere molti, ma non si può gioire davanti alla morte di esseri innocenti, che non arriveranno a spiccare il volo per la fretta di qualcuno.
    Invito a riflettere e a fare la cosa giusta.
    Grazie

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