Unioncamere vede nero, anzi nerissimo
“In Emilia-Romagna contrazione economica senza precedenti”
Crollo moda: -17,9%

14/7/2020Unioncamere Emilia-Romagna prevede “una contrazione economica senza precedenti per intensità e impatto” a causa della pandemia, con tempi lunghi per la ripartenza delle filiere produttive, che richiederà un impegno straordinario. Notevole il rallentamento della dinamica produttiva delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto della regione, che si riduce del 10,4% rispetto all’analogo periodo del 2019, trasformando il calo del trimestre precedente (-1,5%) in un crollo.
    L’indagine congiunturale sul primo trimestre 2020, realizzata in collaborazione con Intesa San Paolo e Confindustria Emilia-Romagna, mostra evidenti segnali di drastico calo per produzione, fatturato e ordini, indice di una tendenza già molto negativa ma destinata ad essere fortemente accentuata nelle prossime rilevazioni.

L’attività è in arretramento in tutti i settori: l’industria alimentare riduce il fatturato del 2,8%, il sistema moda è crollato (-17,9%), in difficoltà anche l’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche con un fatturato complessivo ridotto del 12,1%.

Le esportazioni sono risultate pari a circa 15.188 milioni di euro, con una flessione del 2,2% (nel primo trimestre 2019 crescevano del 4,6%): il segno rosso è generalizzato, con l’eccezione di alcuni settori che hanno invece ottenuto incrementi, dall’industria del tabacco a quella farmaceutica. L’occupazione dell’industria ha chiuso il trimestre con un deciso passo indietro a quota 524.486 (-4,6%), con una perdita di oltre 25mila unità, interrompendo una precedente serie positiva in corso da otto trimestri.
    “L’indagine – commenta il presidente di Unioncamere E-R, Alberto Zambianchi – mette a fuoco i primi effetti dell’impatto del Covid-19 ed evidenzia quella che sarà una contrazione economica senza precedenti. L’impatto della crisi, di intensità e rapidità straordinarie, determinerà la chiusura di molte imprese, con forti perdite per lavoro, redditi e consumi. La ripresa necessiterà di tempi lunghi”.
    La pandemia ha avuto impatti evidenti anche sul mercato del credito – sottolinea Intesa San Paolo – inducendo un aumento dei prestiti alle imprese e un rallentamento di quelli alle famiglie: in Emilia-Romagna sono state oltre 75mila le richieste di prestiti garantiti dal Fondo centrale per le Pmi, per un importo di quasi 5 miliardi, di cui 1,3 miliardi per operazioni fino a 30mila euro.

“Siamo di fronte alla più pesante recessione economica dal dopoguerra”, commenta il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Pietro Ferrari. “Il rilancio dell’economia parte dalla capacità di progettare e spendere bene le ingenti risorse che avremo a disposizione.

Auspichiamo che si trovi velocemente un accordo sul Recovery Fund e sul quadro finanziario europeo, in modo che Stati e Regioni possano programmare in tempi rapidi le politiche di sostegno ai territori. In questa fase alleggerire la burocrazia deve essere una delle principali priorità dei Governi a tutti i livelli”.


“Il primo trimestre del 2020 è stato disastroso per l’economia dell’Emilia Romagna, con il crollo congiunto di produzione, fatturato e ordini. Nella nostra regione si sono persi, soltanto nell’industria, 25mila posti di lavoro e settori di eccellenza del Made in Italy, come ad esempio la moda, hanno avuto una contrazione pari circa al 18%”.

FIORINI (FI): L’EMILIA-ROMAGNA PAGA L’INCAPACITA’ DEL GOVERNO

Lo afferma la deputata Benedetta Fiorini di Forza Italia, segretario della Commissione Attività produttive della Camera, commentando il rapporto Unioncamere-E-R.

Benedetta Fiorini

“L’incapacità del Governo ad affrontare la crisi economica, dovuta al Covid19, – nota Fiorini – non è soltanto una nostra opinione ma è purtroppo confermata dai numeri: l’Emilia Romagna, che è una delle regioni più colpite dalla pandemia, sta pagando a caro prezzo gli errori di un Governo inadeguato non solo nel fronteggiare le emergenze del momento, ma anche di mettere in campo un piano di rilancio per il medio-lungo periodo. L’export, l’agroalimentare, la moda, il turismo, solo per fare alcuni esempi, sono asset strategici dell’economia dell’Emilia Romagna e dell’Italia, eppure il Governo pare incurante delle perdite ingentissime che questi comparti stanno subendo”.

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