Ferrovie locali
“Cura del ferro” per guarire da traffico e smog
Eliminare i passaggi a livello? Ma se il Comune ne realizza uno nuovo…

DI MARCELLO NIZZOLI*

Marcello Nizzoli

5/7/2020 – Le analisi che seguono scaturiscono da una conversazione con il nuovo Assessore Regionale alla Mobilità Sostenibile, Andrea Corsini, responsabile anche dell’amministrazione delle ferrovie locali, tramite FER. Reggio Emilia ha una notevole rete ferroviaria locale, che però non offre ancora un servizio adeguato per i passeggeri.

Le tre ferrovie locali intersecano molto spesso la viabilità ordinaria e i passaggi a livello rappresentano un oggettivo problema, soprattutto a Reggio Emilia, perché fermano il traffico, i veicoli pubblici del TPL, le auto, i furgoni della logistica, ma anche biciclette e pedoni, per troppo tempo, contribuendo negativamente alle emissioni inquinanti quando le barriere sono abbassate e molti veicoli si arrestano con il motore acceso (manca ancora un’adeguata normativa regionale e comunale che vieti e sanzioni l’arresto dei veicoli con il motore acceso ai passaggi a livello).

Servono soluzioni concrete, anche perché, sembra che, le famigerate polveri sottili, il particolato PM2,5, PM10, emesso soprattutto dai motori Diesel di vecchia generazione, abbia partecipato attivamente anche alla diffusione della pandemia di COVID-19 nell’aria spesso inquinatissima della Pianura Padana.

La risoluzione del problema dei passaggi a livello appare una necessità, oggi, ulteriormente grave, anche perché intacca comunque oggettivamente la qualità urbana di Reggio.

Purtroppo, confrontandosi con la Regione e con il recente PUMS, già adottato dalla Giunta Comunale nel 2019, non vi è traccia di concreti progetti per affrontare il problema dei passaggi a raso della rete ferroviaria locale. Questo bisogno di soluzioni moderne è particolarmente sentito per la ferrovia Reggio-Ciano, che ha ben 8 passaggi a livello su strade cittadine importanti e molto trafficate: un progetto efficace, sollecitato anche da molti esperti del settore, potrebbe essere la trasformazione della stessa ferrovia Reggio–Ciano in tramvia, tuttavia, non vi sono però evidenze di questa sensata conversione in nessun preposto ufficio pubblico. Anzi lo stesso Assessore Corsini nega di averla presa in considerazione né di poterla attuare in tempi ragionevoli.

Vi sono molti passaggi a livello, sulla Reggio-Ciano, che sembrano, anche da parte di recenti studi specialistici, difficilmente eliminabili, unica soluzione potrebbe essere la soprelevazione della ferrovia, ovvero, in alternativa, la concreta trasformazione in tramvia realizzando facilmente , ed economicamente, incroci semaforici al posto degli attuali passaggi a raso, senza la necessità di costruire complessi e costosissimi sottopassi.

Un punto di Reggio Emilia, particolarmente preoccupante, è rappresentato anche dal passaggio a livello di via Emilia Ospizio, sulla linea Reggio-Sassuolo, che per l’intenso traffico di treni merci, difficilmente potrà essere convertita in tramvia.

Per la Reggio-Sassuolo la Regione ha però delle idee, anche se di attuazione molto complessa, con l’eventuale, nuova costruzione della bretella ferroviaria Dinazzano–Marzaglia, che sembra essere prevista nel PRIT della Regione, con tempi molto incerti, che potrebbe deviare il traffico ferroviario merci della Reggio-Sassuolo e ridurrebbe le frequenti chiusure delle sbarre sulla trafficatissima via Emilia Ospizio.

E’ giusto ricordare che è in atto una costosissima elettrificazione delle ferrovie locali di Reggio Emilia, circa 30 milioni di Euro, ma questi lavori, che si attendono da decenni, non risolveranno il grave problema dei passaggi a livello.

L’elettrificazione eliminerà solo le inquinanti, rumorose, obsolete, motrici Diesel di FER, ma di fatto sembra non essere previsto né il necessario miglioramento del servizio pubblico di mobilità ferroviaria, rendendolo più frequente e puntuale, ne l’eliminazione dei concreti problemi ambientali provocati dai numerosissimi passaggi a livello, ulteriormente peggiorato con i tempi più lunghi di chiusura richiesti dalla tecnologia del Sistema di Controllo Marcia Treno SCMT, recentemente adottato, che garantisce più sicurezza del sistema ferroviario, ma tempi ulteriormente più lunghi di chiusura delle barriere dei passaggi a livello.

In controtendenza con la logica della mobilità moderna, il Comune di Reggio Emilia sta invece costruendo un nuovo, costosissimo, passaggio a livello in viale Ramazzini, sulla ferrovia Reggio-Guastalla, scelta inspiegabile, quando si poteva progettare un utile, nuovo, moderno sottopasso, proprio su quello che da anni doveva diventare il servizio di “metropolitana di superficie”, mai entrato in funzione, dal Campus Universitario di S. Lazzaro a Guastalla, servendo anche la tanto discussa mobilità sostenibile da e per la stazione AV Mediopadana.

In un’ottica d’area vasta, le Amministrazioni Pubbliche dovrebbero anche seriamente attivare un servizio diretto, moderno e veloce, da Reggio Emilia a Mantova, visto che la via ferrata esiste già. Urge la convocazione di un tavolo della mobilità ferroviaria che condivida le varie necessità del Territorio con le possibili soluzioni che deve offrire concretamente la Regione, ovvero FER, TRENITALIA, TPER.

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* Marcello Nizzoli è un marketing manager del settore automotive, specializzato nel settore dei veicoli sostenibili, elettrici, autobus, mezzi commerciali. Dal 1987 studia l’economia della mobilità

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2 risposte a Ferrovie locali
“Cura del ferro” per guarire da traffico e smog
Eliminare i passaggi a livello? Ma se il Comune ne realizza uno nuovo…

  1. Andrea Rispondi

    07/07/2020 alle 00:54

    Una chimera: un servizio cadenzato ogni 15 min dalla stazione alta velocita’ all’universita’, transitando dalla vecchia stazione. Portroppo a Reggio fanno sempre il contrario di cio’ che sarebbe sensato e giusto oggi hanno firmato un accordo per nuove strade e 1300 nuovi parcheggi nella stazione di Calatrava. Piu’ strade, piu’ auto e tanti passaggi a livello che bloccano la possibilita’ di sfruttare appieno un’infrastruttura esistente

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      07/07/2020 alle 11:10

      Andrea,
      Grazie per l’attenzione,
      Ieri ero presente alla conferenza,
      Purtroppo una delle assenti dalla presentazione è stato proprio il servizio ferroviario locale, che per me dovrebbe essere cadenzato, coincidere con le fermate dei 75 TAV che arrivano e ripartono dall’AV Mediopadana. Purtroppo non c’è oggettivamente coordinamento tra le gestioni delle varie ferrovie TPER FER ai quali non sembrano interessare i passeggeri diretti e provenienti dall’AV.
      E’ una domanda da porsi, come faranno ad arrivare le 2.400 auto previste nei nuovi parcheggi dell’AV Mediopadana, presentati ieri, insieme a bus e taxi?

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